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Hellboy – La recensione no spoiler

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Ci tengo a precisare che non ho mai letto nulla di Hellboy e che di conseguenza questa recensione si baserà più sull’aspetto cinematografico senza considerare quindi eventuale fedeltà alla controparte cartacea. Fortunatamente all’anteprima stampa di martedì 9 aprile mi è stato regalato lo spillatino che contiene una breve preview de “Il seme della distruzione” una delle prime storie della run di Mike Mignola, se dovesse piacermi credo proprio che mi fionderò in fumetteria a recuperare la nuova edizione omnibuss di Magicpress.

 

Hellboy è tornato ed è più indemoniato che mai nel reboot della saga tratta dai fumetti cult di Mike Mignola. Il leggendario supereroe demoniaco, detective del BPRD (Bureau for Paranormal Research and Defense) che protegge la Terra dalle creature sovrannaturali che la minacciano, è chiamato in Inghilterra per combattere tre giganti infuriati. Qui scoprirà le sue origini e dovrà vedersela con Nimue, la Regina di Sangue, un’antica strega resuscitata dal passato e assetata di vendetta contro l’umanità. Hellboy dovrà cercare di fermare Nimue con ogni mezzo, in un epico scontro per scongiurare la fine del mondo.

Il film devo dire che tutto sommato mi è piaciuto anche se a dir la verità non appena uscito dalla sala non ne ero del tutto convinto. La regia di  Neil Marshall mi è piaciuto molto dal punto di vista della genesi del personaggio perché salta totalmente tutta la classica parte iniziale di presentazione, nascita, crescita e via dicendo e fa partire la storia subito. Questo non vuol dire che restiamo totalmente allo scuro delle origini di Hellboy perché nel corso del film tramite il racconto dei personaggi più vecchi scopriremo molto sul nostro eroe.

Nonostante questo in certi passaggi ho avuto in alcune occasioni la sensazione che mancasse qualche spiegazione qua e là(forse anche perché del fumetto non ho letto nulla) come per esempio il rapporto tra Hellboy e alcuni nemici che ci vengono mostrati nella pellicola. Sappiamo che tra loro c’è stato qualcosa in passato, ma perché non accennarlo soltanto?

Un altro limite che ho trovato è stata una scarsa contestualizzazione su due aspetti: i poteri del Hellboy e il rapporto tra il mondo e i mostri. Non sappiamo nulla dei suoi poteri, non sappiamo cosa fare e quanto li sa gestire ma soprattutto la presenza di mostri, vampiri e altre creature strane sembra quasi normale sulla Terra. Perché? Spero vivamente che nel prossimi film si possa dare una spiegazione a questi due aspetti.

Punto di forza assoluto del film sono le musiche di Benjamin Wallfisch che risultano perfette in ogni momento dando la carica giusta al film e gasando tantissimo lo spettatore. Per quanto riguarda gli effetti speciali e la fotografia non posso dire molto perché, purtroppo, la sala riservata all’anteprima aveva uno schermo piccolo che secondo me ha limitato moltissimo la proiezione. Una seconda visione al film la farò sicuramente così da farmi un’idea più chiara e magari anche rivalutare gli aspetti negativi che ho evidenziato poco fa.

Il trio principale di protagonisti composto da David HarbourDaniel Dae Kim Sasha Lane lavora alla perfezione. Mi sono piaciuti tantissimo soprattutto perché hanno creato un clima di battute, ironia e adrenalina senza eguali. Per quanto riguarda le due “comparse” Ian McShane e Milla Jovovich devo dire che il primo ha portato in scena la solita grandissima interpretazione mentre la secondo è stata molto sottotono e secondo me anche fuori luogo. La Jovovich secondo me non stava interpretando un ruolo adatto a lei e nonostante sia il villain principale non gli viene nemmeno dato tanto spazio perché giustamente il film ruota attorno ad Hellboy. Forse anche per questo motivo la Jovovich non riesce a dare il giusto contributo al film.

Nonostante alcuni limiti il film mi è piaciuto e credo che con una seconda visione, magari dopo aver letto qualcosina su Hellboy, potrei sicuramente apprezzarlo maggiormente!

6.5

  • David Harbour
  • Musiche
  • Milla Jovovich
  • Contestualizzazione

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