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La città celata – Recensione

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La storia parte subito forte perché l’autore non ama fare troppi giri di parole. Questa cosa è possibile grazie ad uno stile leggero, veloce ma soprattutto estremamente chiaro.

Questo non vuol dire che la narrazione sia superflua anzi tutt’altro, le descrizioni dei luoghi, delle ambientazioni e dei personaggi sono estremamente accurate.

 

I due personaggi chiave del racconto sono Jack e Night, due persone che sono esattamente l’opposto come caratterizzazione. Il primo è il classico personaggio che passa subito all’azione, che agisce più di cuore che di testa mentre Night è quello più riflessivo e  attento.

In un mondo fantastico macchiato da problemi fin troppo reali, due giovani guerrieri combattono per crearsi un futuro. Jack, la spada, incatenato a un sogno di vendetta, Night, l’arco, in cerca di una famiglia. La loro vita cambierà quando arriveranno ad Adzul, la città celata, un’oasi di pace e serenità che tuttavia nasconde un grande segreto. Lì incontreranno il leale Cabil, la bella Judith, il sovrano Reginald, la Meranice e ammireranno la magia del Campo Lunare: sarà il posto adatto a loro? Com’è legato il segreto della città al loro passato? Una favola adulta ricca di umanità, un dark fantasy italiano che ridefinisce i canoni del genere. Violenza, razzismo, abusi sulle donne. Amicizia, amore, fratellanza. Questo è Jäck atto I: la città celata.

Da subito mi sono trovato immerso nel racconto tanto da sentirmi parte della storia stessa. La sensazione era proprio quella di vivere fianco a fianco ai protagonisti.
Fantasy atipico ma davvero ben scritto, secondo me vale assolutamente la pena leggerlo.
Sinceramente non vedo l’ora di leggere un possibile seguito!

Tornerò a correre

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