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Morgana – La recensione

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Praticamente tutte le leggende, storie, film e trasposizioni varie parlano di Morgana nel peggior modo possibile. E’ lei l’essere maligno dei cicli arturiani ed è lei la sua antagonista principale. Nessuno si è però mai domandato il motivo per cui Morgana si comporti così. Cosa l’ha portata a diventare una strega? Perché odia a morte Artù e Merlino?

Ad approfondire questo aspetto ci hanno provato, con ottimi risultati, Simon Kansara e Stéphane Fert creando una particolare graphic novel pubblicata in Italia da Tunué.

Gli autori, con una qualità grafica e narrativa eccelsa, decidono di rovesciare la leggendaria Tavola Rotonda, dando vita a un racconto femminista in cui la fata Morgana afferra la spada contro i rappresentanti dell’ordine stabilito. Privata del suo destino di regina, la sorellastra di Re Artù diventa la fata Morgana e si oppone alla tirannia della Tavola Rotonda e alle manipolazioni di Merlino. Spaventata dal mago che ha giocato con la sua vita fin dalla sua prima infanzia, Morgana dà libero sfogo alla sua rabbia contro tutti: il suo ex insegnante, gli uomini e il loro nuovo dio.

Ho recuperato questa storia a scatola chiusa senza nemmeno leggere la sinossi e l’ho fatto per un solo e semplice motivo: la copertina. Troviamo in primo piano Morgana che fissa il lettore con uno sguardo glaciale, magnetico ma soprattutto carico di odio. E’ da questa cover che ho capito che la storia avrebbe percorso una strada alternativa rispetto alla classica leggenda su Re Artù.

Il personaggio di Morgana, come avrete intuito, non è rispetta i canoni classici: non è la sorella di Artù, non è inizialmente una strega e non è malvagia. Lei è la legittima erede al trono, è stata addestrata da sempre a lottare ed è stata preparata dal padre per regnare su Camelot.  Ovviamente anche Artù è diverso dalla leggenda perché sin da subito vediamo come sia irrispettoso, cattivo e inutile.

Passiamo ora al personaggio di Merlino. Vi aspettate il classico mago gentile e premuroso? Scordatevelo! E’ avido di potere, schiavo della carne ma soprattutto doppiogiochista.

Kansara e Fert sono riusciti a creare una storia incredibile, non annoia mai e anzi pagina dopo pagina si vuole sapere sempre di più. La storia è talmente nuova e coinvolgente che a fine lettura sarete dispiaciuti di averla finita. Sono certo che più avanti la rileggerò perché è un vero gioiello.

I più “bacchettoni” gridaranno al politically correct e al femminismo visto che la vera eroina del racconto è Morgana. Beh, chi sinceramente la penserà così vorrà dire che non ha capito realmente la storia.

Stéphane Fert, è mostruoso nel disegno, i suoi acquerelli travolgono il lettore in una storia difficile, dura e spesso violenta. La scelta di una colorazione così cupa e scura è perfetta perché, oggettivamente, non esiste altro modo per rappresentare la storia.

La scelta dei due fumettisti di intraprendere una strada alternativa nella storia di Re Artù è stata parecchio coraggiosa ma, come avrete capito, l’ho trovata assolutamente geniale!


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Giudizio Finale

9

  • Disegni
  • Trama
  • Novità

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