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Rapina a Stoccolma – La recensione

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Sono stato per conto di World Wide Nerd all’anteprima di Rapina a Stoccolma di Robert Budreauil film è uscito negli States ad aprile mentre qui in Italia sarà distribuito a partire da oggi.

Devo dire che nel complesso risulta essere un buon film che riesce nell’intento di spiegare al meglio il concetto della Sindrome di Stoccolma. Il film racconta gli eventi della rapina del 1973 presso la sede della Sveriges Kredit Bank di Stoccolma da parte di Lars Nystrom, il risultato finale risulta essere un thriller atipico e quasi surreale per via del rapporto folle e assurdo storia che si viene a creare tra il rapinatore e gli ostaggi

Un film solido e godibile soprattutto grazie all’interpretazione di Ethan Hawke/Lars NystromNoomi Rapace/Bianca Lind. Lars è un uomo volubile, debole e fragile mentalmente perché cambia continuamente umore passando dall’essere  incazzato con la polizia all’essere premuroso nei confronti degli ostaggi in un istante. Un uomo decisamente folle ma simpatico e in fondo quasi buono tanto che spesso nella visione del film siamo anche noi spettatori schierati dalla sua parte.
Il rapporto che si viene creare con Bianca Lind è il nodo centrale del film (per i più “giovani” ricorderà molto il rapporto tra Denver e Monica nella Casa di Carta), inizia come un rapporto normale tra rapinatore ed ostaggio ma finisce per diventare amore. E’ qui che nasce il concetto di Sindrome di Stoccolma.
Il risultato finale come ho già detto è un buon film ma questo è dovuto non solo ad una solida trama e una buona interpretazione dei protagonisti ma anche all’ottima scelta musicale, i costumi e soprattutto la scelta cromatica impostata nel film. Grazie a questo mix vincente il film risulta credibile richiamando fortemente gli anni ’70.
Una recensione di Simone Prina
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7

Un film che mi sento assolutamente di consigliare, un solido e atipico thriller che vi sorprenderà sicuramente.

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