FilmRecensioni

The Informer – Recensione No Spoiler

0

“The Informer – Tre secondi per sopravvivere” è l’adattamento cinematografico scritto e diretto da Andrea Di Stefano del romanzo thriller del 2009 intitolato “Tre secondi” di  Anders Roslund e Börge Hellström.

Pete Koslow, un criminale riformato ed ex soldato di operazioni speciali, sta lavorando sotto copertura per i manipolatori dell’FBI storto per infiltrarsi nel traffico di droga della folla polacca a New York. Nell’ultimo passo verso la libertà, Koslow deve tornare nell’unico posto in cui ha combattuto così duramente da lasciare, la prigione di Bale Hill, dove la sua missione diventa una corsa contro il tempo quando un affare di droga va storto e minaccia di identificarlo come una talpa. Alla scoperta di uno dei suoi gestori, Montgomery intende lasciare che lui e la sua famiglia muoiano per usare i loro omicidi come prove concrete per garantire convinzioni, Koslow deve rivolgersi a Grens, un membro della Divisione per il crimine organizzato del NYPD per garantire la sicurezza dei propri cari mentre guarda per una via di fuga troppo quando la sua copertura alla fine viene convenientemente soffiata.

Il cast conta nomi notevoli come Kinnaman, OwenDe Armas e Pike che riescono a dare profondità e naturalezza ai loro personaggi. Tra tutti ho apprezzato davvero tanto Kinnaman perchè riesce a trasmettere tutte le difficoltà e le emozioni che il suo personaggio vive durante il film.

Il regista romano riesce ad allontanarsi dai classici clichè dei film action/thriller grazie ad una cara incredibile dei singoli dettagli come l’utilizzo di ex carcerati come comparse, visita alle carceri e supporto di veri agenti di polizia. Tutto questo e molto altro lo potete trovare nell’intervista che io e altri invitati all’anteprima abbiamo potuto fare al regista a fine proiezione.

Il film dura all’incirca due ore senza mai annoiare anzi più passava il tempo più sentivo coinvolto e incuriosito. La trama non sarà originalissima ma lo sviluppo del film lo rendono quasi atipico per il suo genere. Il risultato finale non è il classico action/thriller tutto sparatorie e stereotipi perchè grazie ad una cura maniacale dei dettagli, il forte approccio psicologico del protagonista e la fotografia sono sicuramente i tre aspetti chiave del film.

Il film mostra senza alcuna paura la vita in carcere  dove non si è mai al sicuro. Il nostro protagonista vive momenti devastanti, soprusi e violenze che, a differenza di tanti altri film, sembrano terribilmente reali. Il personaggio interpretato da Kinnaman deve guardarsi alle spalle da gang rivali, la sua stessa gang e dai secondini. Tutti prima o poi sembrano volerlo far fuori. In carcere si ha un solo alleato: se stessi!

Il film sarà nelle sale cinematografiche a partire dal 17 ottobre e vi consiglio assolutamente la visione!

Vi lascio qui di seguito l’intervista con Andrea Di Stefano:

 

Rambo: Last Blood – Recensione no spoiler

Previous article

MediEvil – La recensione

Next article

Comments

Comments are closed.