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The Mule – Il corriere – La recensione

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Sono stato ieri sera a vedere l’anteprima stampa di The Mule – Il corriere di Clint Eastwood, un film per cui avevo grandi aspettative e sono felicissimo che siano state rispettate.

Eastwood interpreta Earl Stone, un uomo di 80 anni che si ritrova al verde, da solo, e di fronte al fallimento della sua società, quando gli viene offerto un lavoro che richiede semplicemente la guida di un’auto. Cosa facile, ma, a sua insaputa Earl è appena diventato un corriere della droga per un cartello messicano. Svolge bene il suo nuovo lavoro, talmente bene che il suo carico aumenta esponenzialmente, e gli viene assegnato un responsabile. Ma questo non è l’unico a tenere d’occhio Earl: il misterioso nuovo ‘corriere’ della droga è finito anche nel mirino dell’agente della DEA, Colin Bates. Anche se i suoi problemi finanziari appartengono ormai al passato, i suoi errori invece cominciano ad affiorare incidendo pesantemente sulla sua vita; non si sa se Earl avrà il tempo di rimediare a quei torti prima che le forze dell’ordine, o gli esecutori del cartello, lo prendano.

Il film è basato sulla storia vera di Leo Sharp, un veterano della seconda guerra mondiale che negli anni ottanta divenne uno spacciatore di droga e corriere per il cartello di Sinaloa. Eastwood ha così preso spunto dalla storia   raccontata dal giornalista Sam Dolnick nell’articolo del The New York Times The Sinaloa Cartel’s 90-Year-Old Drug Mule.

Ho avuto la fortuna di vedere il film in versione originale e questo mi ha permesso di apprezzare davvero tanto la grandissima interpretazione di Clint Eastwood. Inizialmente dal trailer credevo che Bradley Cooper fosse molto più presente in scena ma in realtà non è così.
Questo non è assolutamente una pecca anzi ha dato un peso maggiore all’interpretazione del caro vecchio Clint che è riuscito a reggere la scena  praticamente a solo.

Eastwood si conferma ancora una volta un ottimo regista nonostante qualche pecca nella sceneggiatura la troviamo soprattutto nel rapporto tra Earl e il cartello della mafia (ma di questo ne parleremo direttamente sui social all’uscita del film). Il film ha praticamente sempre un leggero tono di ironia che si sposa alla perfezione con l’immenso rimorso interiore di Earl Stone.

Menzione d’onore per le meravigliosa colonna sonora di Arturo Sandoval. Un vero gioiello!

Se cercate un validissimo film drammatico questo fa al caso vostro. Tra i vari film di Eastwood questo è sicuramente tra i più interessanti non a livello di American Sniper o Gran Torino ma rientra sicuramente nella mia top 5.

Giudizio Finale

7

  • Colonna Sonora
  • Interpretazione di Clint Eastwood
  • Fotografia
  • Alcuni buchi di sceneggiatura

L’agente segreto

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