Bond è tornato. E stavolta non ha dimenticato il caricatore della Walther.
Versione provata: PlayStation 5 Pro
Display: TV LG 4K con HDR attivo
Sviluppatore/Publisher: IO Interactive
Genere: action-adventure narrativo, stealth, spionaggio
C’è una frase che rischia di sembrare sacrilega, soprattutto per chi ha vissuto l’epoca del Nintendo 64 con il pad a tre punte in mano e GoldenEye 007 nel cuore: dai tempi del N64 non si vedeva uno 007 davvero degno di portare quel numero sulla copertina. Eppure eccoci qui. 007 First Light non è soltanto il ritorno videoludico di James Bond: è una dichiarazione d’amore al personaggio, al cinema di spionaggio e a quella fantasia da gentleman operativo che tutti, almeno una volta, abbiamo interpretato davanti allo specchio con una penna usata come silenziatore.
IO Interactive, già padre della moderna trilogia di Hitman, sceglie la strada più intelligente: non adattare un film, non inseguire Daniel Craig, non fare il compitino da licenza su commissione. First Light racconta un Bond giovane, impulsivo, ancora in formazione, recluta del programma MI6, dentro una origin story pensata appositamente per il videogioco. L’impostazione ufficiale del titolo parla infatti di un action-adventure narrativo con un James Bond “young, resourceful, and sometimes reckless” nel programma di addestramento MI6.


Trama: licenza di crescere
Senza entrare in spoiler, 007 First Light parte da un Bond non ancora pienamente “007”, ma già dotato di quell’arroganza elegante che distingue l’agente segreto dal semplice tizio in smoking che ordina Martini con troppa sicurezza.
La storia funziona perché non vuole riscrivere Bond con il pennarello rosso. Lo ringiovanisce, lo sporca un po’, lo rende più nervoso, più fisico, più umano. Non abbiamo l’agente già scolpito nella leggenda, ma un uomo che deve ancora meritarsi il numero, il tema musicale, il rispetto di M e persino il diritto di guardare male qualcuno mentre sale su un’auto costosissima.
La struttura narrativa gioca bene tra missioni internazionali, infiltrazioni, doppi giochi, tecnologia, lusso, pericolo e quel pizzico di megalomania criminale che in Bond non deve mai mancare. Se manca il cattivo con il piano assurdo, non è 007: è una riunione condominiale a Kensington.
Gameplay: Hitman, Uncharted, Batman… ma con il polsino stirato
La domanda vera era una: IO Interactive avrebbe fatto “Hitman con Bond” o un vero gioco di James Bond?
La risposta, fortunatamente, è la seconda.
Il DNA di Hitman si sente, ed è un bene. Si sente nella costruzione degli ambienti, nelle opportunità, negli approcci multipli, nell’osservazione dei movimenti nemici, nella possibilità di leggere una situazione prima di agire. Però 007 First Light non è un reskin di Hitman con il completo di Savile Row. È più diretto, più cinematografico, più muscolare.
Il paragone più naturale è un cocktail — agitato, non mescolato — tra:
Hitman, per infiltrazione, gadget, pianificazione e opportunità ambientali;
Uncharted, per ritmo, set piece, inseguimenti e spettacolarità;
Batman Arkham, per alcune dinamiche corpo a corpo rapide, fisiche e reattive;
un pizzico di Splinter Cell, ma senza quella rigidità da “se ti vedono, ricomincia e vergognati”.
Bond si muove con grande fluidità. La componente stealth è centrale, ma non punitiva fino alla frustrazione. Si può osservare, aggirare, distrarre, usare gadget, passare dalla porta elegante o dalla finestra meno elegante ma molto più divertente. Quando la situazione degenera — e degenera, perché Bond senza casino è come Q senza giocattoli — il gioco regge benissimo anche l’azione pura.
Il corpo a corpo è sorprendentemente soddisfacente: non siamo davanti a un picchiaduro, ma ogni impatto ha peso. Bond sfrutta tavoli, muri, oggetti, coperture e finestre con quella classe brutale da “mi scusi, ho appena rovinato il suo arredamento coloniale”. Le sparatorie sono solide, mai eccessivamente arcade, con una gestione delle coperture che funziona bene e una buona lettura dello spazio.
Ottima anche la gestione dei gadget di Q, che non sono meri gingilli da menù, ma strumenti realmente utili. Il sito ufficiale elenca gadget come Q-Watch, telefono, auricolari, accendino e penna, e nel gameplay diventano parte dell’identità del gioco: piccoli strumenti da spia che aprono strade, risolvono ostacoli e permettono approcci differenti.
The Verge ha sottolineato proprio la varietà delle missioni, il ruolo della preparazione con Q e la presenza di opportunità ambientali in stile IO Interactive, pur evidenziando che il gioco è meno “travestimento puro” rispetto a Hitman e più action-adventure cinematografico.


Grafica: su PS5 Pro Bond si mette il vestito buono
Provato su PS5 Pro con TV LG 4K, 007 First Light è una piccola passerella tecnologica. Non sempre perfetto, ma spesso davvero elegante. E Bond, si sa, può perdonare molte cose, ma non un brutto aliasing su uno smoking.
La resa visiva colpisce soprattutto nei volti, nei materiali, nei riflessi, negli interni lussuosi e nelle location internazionali. Le scene più cinematografiche hanno una regia curata, con tagli di luce e inquadrature che ricordano il miglior linguaggio filmico della saga. Si nota l’esperienza di IO Interactive nel costruire ambienti credibili, vivi, pieni di dettagli e micro-oggetti che danno identità agli spazi.
Su PS5 Pro il lavoro tecnico è molto convincente. PlayStation Blog ha confermato che 007 First Light utilizza l’upscaler PSSR aggiornato su PS5 Pro, con benefici su stabilità dell’immagine, riduzione di flicker/shimmering e maggiore pulizia sui dettagli fini come capelli e tessuti.
Sul nostro setup, il colpo d’occhio è notevole: HDR ben calibrato, neri profondi, riflessi convincenti, ambienti interni di grande atmosfera. Qualche inciampo minore c’è, soprattutto in alcune transizioni e in qualche animazione secondaria non sempre perfettamente rifinita, ma nulla che comprometta l’esperienza. È il classico caso in cui il comparto tecnico non fa solo “bella figura”: aiuta proprio a sentirsi dentro un film di Bond.
Sonoro e audio: licenza di vibrare
Il comparto sonoro è uno degli elementi più riusciti. 007 First Light capisce una cosa fondamentale: Bond non è soltanto ciò che vedi, è ciò che senti prima che esploda qualcosa di molto costoso.
La colonna sonora lavora bene tra orchestrazioni classiche, tensione moderna e richiami bondiani dosati con intelligenza. Non abusa del tema iconico, e fa bene: trattandosi di una origin story, anche musicalmente il gioco sembra voler dire che Bond deve “guadagnarsi” la leggenda. Quando la musica cresce, però, cresce davvero. E lì parte il sorriso da vecchio fan.
Ottimi gli effetti ambientali: passi, silenzi, rumori metallici, voci filtrate, locali affollati, colpi secchi, motori e gadget hanno una presenza molto pulita. Su un buon impianto o anche tramite audio TV ben calibrato, il gioco restituisce un soundstage piacevole e cinematografico.
Il doppiaggio inglese, dove disponibile, è di alto livello e rende Bond giovane ma credibile, senza trasformarlo in una caricatura da “tirocinante dell’MI6 con profilo LinkedIn aggressivo”. Il tono generale funziona: ironico, elegante, mai troppo Marvel, mai troppo serioso da funerale diplomatico.
Valutazione generale: finalmente un Bond con licenza videoludica
007 First Light è il miglior compromesso possibile tra fedeltà alla saga e identità videoludica moderna. Non copia GoldenEye, perché sarebbe folle. Non copia Hitman, perché sarebbe pigro. Non copia Uncharted, perché Bond non ha bisogno di diventare Nathan Drake con il papillon.
Fa una cosa più difficile: prende l’essenza di James Bond e la traduce in gameplay.
Il risultato è un action-adventure elegante, vario, tecnicamente solido, narrativamente riuscito e finalmente all’altezza del nome che porta. Qualche difetto c’è: alcune sezioni lineari potevano osare di più, qualche checkpoint non sempre è chirurgico, e in certi momenti si percepisce la voglia di essere filmico anche quando il giocatore vorrebbe un filo più di libertà. Ma sono graffi su una Aston Martin, non incidenti in tangenziale.
Spazio all’autore: Lo dico senza troppi giri di Martini: aspettavo un gioco di James Bond così dai tempi di GoldenEye 007 su Nintendo 64. Quello era un altro mondo, un’altra epoca, un altro modo di giocare. Ma la sensazione, qui, è simile: prendere il pad e pensare “ok, finalmente sono Bond”. Provato su PS5 Pro con TV LG 4K, 007 First Light mi ha convinto quasi subito. Ha ritmo, classe, azione, eleganza e quel gusto da spy story che oggi mancava parecchio. IO Interactive era probabilmente lo studio giusto: conosce l’infiltrazione, conosce il valore degli ambienti, conosce il piacere di far sentire il giocatore più intelligente di quanto sia davvero. Che poi è la base di ogni buon videogioco e, forse, anche di ogni buon avvocato in udienza. Non è perfetto, ma è dannatamente vicino a ciò che un gioco di 007 doveva essere oggi. Bond è tornato. E stavolta ha parcheggiato bene. – Riccardo – Ruta Ruta
Pro: gameplay vario, atmosfera Bond centrata, ottima resa su PS5 Pro, gadget ben integrati, grande ritmo cinematografico.
Contro: qualche sezione un po’ guidata, checkpoint migliorabili, libertà non sempre totale.
Giudizio finale: 007 First Light è il ritorno che i fan aspettavano da decenni: elegante, moderno, spettacolare e finalmente degno del numero che porta.

