Ahsoka – Ep. 4 – Recensione

Chiudendosi con il ritorno di uno storico personaggio, il cliffhanger di questo quarto episodio apre nuove e interessanti possibilità per la seconda parte della serie. La nuova creatura di Dave Filoni pare aver davvero trovato un suo equilibrio, regalandoci nella sua terza settimana di messa in onda un episodio quasi interamente incentrato sull’azione. Con diversi colpi di scena davvero interessanti, il legame tra le due protagoniste rischia di essere messo a dura prova come mai prima d’ora. Dopo un atterraggio di fortuna nella foresta del pianeta Seatos, Ahsoka e Sabine si ritrovano bloccate. Nel tentativo di impedire la partenza di Morgan Elsbeth verso la galassia in cui è esiliato Thrawn, le due Jedi si scontreranno con Shin Hati e Baylan Skoll per potersi finalmente impossessare della mappa che potrebbe permettere loro di ritrovare il perduto Ezra Bridger, il cui destino risulta essere ancora ignoto.

In cerca di risposte

Come già intuito dai primi episodi di Ahsoka, la serie si pone come un continuo di Star Wars Rebels, prodotto animato scaturito sempre dalla mente di Filoni. Imprescindibile dunque la visione di questa storia, utile non solo a conoscere gli eventi, ma anche a capire fino in fondo il legame tra i personaggi, che condiziona pesantemente le scelte di questi ultimi, a partire dalla giovane Sabine. Da protagonista in Rebels a menzione fissa in Ahsoka, il destino di Ezra Bridger rimane ancora un mistero. E’ davvero morto ? Oppure è solo disperso nella galassia mostrata dalla mappa ? E’ giusto rischiare di scatenare una guerra nella speranza di ritrovarlo ? Tante domande che richiedono ancora risposte e per ottenerle è necessario fare scelte molto difficili.

Scelte e dubbi che spetterà alla giovane Sabine affrontare, in un momento delicato e difficile, sotto la pressione del dolore e della speranza di ritrovare l’unica famiglia che le è rimasta. A giocare un ruolo fondamentale le azioni di Baylan Skoll, che pur non brillando per originalità, dimostra di essere più di un semplice scagnozzo al servizio della strega di Dathomir. Dalle poche battute di dialogo scambiate con Ahsoka e Morgan Elsbeth emerge un personaggio sfaccettato e complesso, calmo e freddo, che vede nel nuovo conflitto che si palesa all’orizzonte un male necessario.

Si deve distruggere per poter creare

Ahsoka – Episodio 4

Azione, ma manca qualcosa

Un episodio che funge da spartiacque, caratterizzato da molta più azione rispetto ai precedenti. Peccato che la resa generale dei combattimenti non raggiunga livelli eccelsi. L’esecuzione delle coreografie, sebbene più articolate e fluide che in passato, risultano ancora leggermente legnose e “finte”, non riuscendo a tenere davvero con il fiato sospeso. La mancanza di phatos e di emozioni davvero dirompenti rendono l’intera visione un po’ sottotono rispetto alla situazione mostrata. Un peccato vista la preponderanza di scontri con l’uso di spade laser, perfette per rendere il tutto ancora più emozionante.

Di ritorno sul campo anche il generale Syndulla che, accompagnata dal figlio Jacen, raggiungerà Seatos con una squadriglia di caccia per poter aiutare Ahsoka, nonostante il mancato appoggio del Senato per poter scongiurare la minaccia di un possibile nuovo conflitto. Ribelle una volta, ribelle per sempre, dopotutto.

Margherita -_maggie_r
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