Ahsoka – Ep.5 – POSSIBILI SPOILER

Un incontro tra passato e presente, all’insegna della nostalgia e dell’auto accettazione. Il quinto episodio di Ahsoka, che lascia per il momento da parte gli antagonisti, apre le porte della seconda parte della stagione in maniera affasciante e introspettiva. Un punto di svolta non solo per la serie, ma anche per la sua protagonista, che ormai non può più sottrarsi dall’affrontare il proprio tumulto interiore; qui termina la fuga di Ahsoka, dal suo retaggio, dai suoi legami, per abbracciare un’identità nuova, la sua, fino a questo momento definita più spesso dalle azioni altrui che dalla propria volontà. A innescare questo processo di autoconsapevolezza, e se vogliamo anche di perdono, l’incontro con il suo maestro Anakin Skywalker. Sul viale dei ricordi, un’ultima lezione, la più importante: scegliere se vivere o morire.

Un retaggio complicato

Dopo la sconfitta inflittale dall’ex Jedi Baylan Skoll nel precedente episodio, Ahsoka si risveglia in un piano sovrannaturale chiamato Mondo tra i mondi. Intrappolata in questo spazio onirico, si scontra con il suo maestro, intraprendendo un viaggio introspettivo attraverso le sue memorie. Teorizzata dai Jedi dei tempi antichi, questa dimensione è strettamente connessa alla Forza, una sorta di rappresentazione della stessa sotto forma di luogo fisico, anche se ad avervi avuto accesso finora sono solo due persone: Ezra Bridger e la stessa Ahsoka.

Anakin è un fantasma della Forza ? Oppure è solo un’illusione creata della mente della Jedi ? Difficile dirlo. Questo non cambia il fatto che si riveli un avversario temibile, sul piano fisico quanto psicologico. Prescelto e Darth Vader, bene e male, luce e oscurità. L’essenza di Skywalker non si può riassumere in una sola identità ed è proprio questa ambivalenza che confonde Ahsoka, abituatasi a vedere solo il lato oscuro del suo mentore, impaurita dalla possibilità di scoprire che potrebbe essere come lui. Il confronto tra i due, avvolti dalle spesse nubi di polvere del campo di battaglia è carico di tante cose non dette, oscillando tra presente e passato, mentre le due anime di Anakin si alternano a scatti.

La guerriera ombra

Un viaggio che culmina con una vera e propria catarsi emotiva. Non è da escludere che tutto ciò che la Jedi vede sia semplicemente frutto della sua immaginazione, piuttosto che una visione reale, benché proiettata in un mondo spirituale. La scelta di non mostrare con chiarezza i luoghi del ricongiungimento di Anakin con la giovane Padawan, rispettivamente la Battaglia di Ryloth e l’assedio di Mandalore, acutizza questa sensazione, oltre a donare alle scene un’atmosfera incredibile. Ahsoka viene a patti con il conflitto che l’ha lacerata dall’interno per molto tempo, portandola ad allontanarsi da Sabine e a non sentirsi mai veramente parte dell’Ordine dei Jedi. In lei vivono due retaggi agli antipodi, ma anche saldamente intrecciati. Marchiata sin da giovanissima dalla dura esperienza della guerra, ha imparato a sopravvivere, è diventata una guerriera nonostante non volesse davvero esserlo.

Dallo scontro di queste due coscienze, emerge un’anima nuova, più serena e fiduciosa nel futuro così come in se stessa, un’anima che ha finalmente trovato il suo equilibrio nella Forza. Simboleggiata dal cambio di tonalità nelle vesti, la pace che Ahsoka è riuscita a raggiungere culmina nelle scene finali attraverso l’instaurazione di un legame con i purgil, usati come mezzo di trasporto poco ortodosso per raggiungere la galassia verso cui sono dirette Sabine e Morgan Elsbeth. Un’idea in parte prevedibile, visti i continui rimandi a Star Wars Rebels, ma sicuramente perfetta per un’uscita di scena in grande stile di fronte alla flotta della Nuova Repubblica.

Piccoli aspiranti Jedi

Mentre Ahsoka è impegnata nel Mondo tra i mondi, su Seatos Hera Syndulla si prodiga nel portare a termine la sua missione di salvataggio. Questa sottotrama risulta più debole e ripetitiva, utile esclusivamente per introdurre i poteri di Jacen nella serie. Il bambino dimostra una fortissima predisposizione verso la Forza, riuscendo persino a sentire il rumore delle spade laser di Anakin e Ahsoka, che si infrangono l’una contro l’altra durante il loro scontro nella mitica dimensione. Un tantino esagerato ? Forse, ma questo utilizzo della Forza come espediente narrativo non infastidisce più di tanto, se si considera la totalità dell’episodio. Dalle musiche, al montaggio, alle tematiche, questa quinta puntata di Ahsoka si rivela la migliore vista finora. Sulla scia di una qualità in crescita, speriamo che questa seconda parte sia davvero grande come preannuncia di essere.

Margherita -_maggie_r
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