Con l’imminente uscita della serie Alien: Earth, che funge da prequel al primo film del franchisee, di Ridley Scott, Panini porta in Italia la raccolta. in formato Deluxe. delle storie più recenti dedicate allo xenomorfo più letale dell’Universo. Lo fa con un volume dall’estetica mostruosa, caratterizzato da un Alien in rilievo che occupa tutta la copertina, con le caratteristiche uova ai suoi piedi e quel velo d’acqua che aggiunge quel pizzico d’ansia, nel momento in cui un Facehugger può attaccarti da un momento all’altro. Una copertina pulita, senza un titolo, senza nessuna scritta, a coprirne la magnificenza.
Il volume contiene tre archi narrativi realizzati da Phillip Kennedy Johnson, Salvador Llaroca e Julius Ohta. Quindi per nulla dei nomi usciti a caso, ma, al contrario, di tutto rispetto. Tali racconti si collocano tra le prime tre pellicole cinematografiche. Ciò è reso ancora più evidente attraverso la prima pagina del volume che riporta le trame di Alien, ambientato nel 2122 e Aliens (nel 2179).
Linee di sangue
La prima storia, Bloodlines, è una classica missione di recupero in perfetto stile con le storie del franchising. Ambientata nel 2200 il protagonista lotta con qualcosa accaduto 20 anni prima. Il protagonista è infatti sopravvissuto a un facehugger, ma viene alla luce il fatto che la simbiosi con gli esseri alieni permane dopo tutto questo tempo. In pensione l’uomo verrà richiamato per recuperare un campione nella nave in cui lavorava fino a poco prima ed in cui la situazione è andata fuori controllo. Pur restando Fedele al classico di Alien, questi sei capitoli introducono elementi nuovi, come la simbiosi, la struttura degli alieni ed un individuo che ne sta sopra.
Prima di passare alla seconda storia, Revival, è presente il primo Annual, in cui un equipaggio viene mandato a morire per testare le capacità di una creatura sotto gli occhi di un sintetico di tipo militare. Inutile dire che i disegni di Llaroca si presentino fenomenali con splash page e costruzioni di tavole per cui ogni fan di Alien impazzirebbe.

Classicismo e religione
In Revival, episodio dai riferimenti religiosi, ci troviamo in una luna, Eurodice, che funge da colonia delle Americhe Unite. La comunità della luna sta raggiungendo l’indipendenza dalle AU, aspettando l’arrivo degli avvocati e di nuovi cittadini sulla loro terra. La nave che aspettavano arriva, ma con gli scudi termici abbassati, precipitando, tra le fiamme. Non ci sono che cadaveri… Ecco che una comunità, che voleva allontanarsi dalla tecnologia, dovrà sopravvivere guidati da Jane, la loro leader.
Storia che approfondisce ancora di più il legame tra cittadini, il governo, corporazioni e l’uso degli Alien come armi belliche.
“Ecco qual è la mia paura… Che la nostra chiesa non sia che un inganno. E che, mentre pensavamo di fregare governo e compagnia in realtà non abbiamo fatto altro che ciò che volevano da noi…”
Revival è una storia più umana della precedente, lasciando spazio ai sopravvissuti, lasciando infondere al lettore l’ansia attraverso la loro fuga tra i boschi, vedendo nuove forme dell’alieno. Gli umani non sono gli unici esseri viventi di quel posto. Tutto porta ad un finale che fa presagire che questi episodi siano collegati a formare un arazzo più grande.
Un Universo collegato
In Icarus, terzo ed ultimo episodio del volume, ci troviamo circa 15 anni dopo il capitolo precedente. Viene mostrato in modo più chiaro del fatto che l’umanità si sia espansa sempre più nell’universo, colonizzando diverse lune e pianeti. Ma ciò vuol dire che hanno anche bisogno di rifornimenti alimentari. Quando la colonia agricola più grande viene colpita da un incidente, una squadra di sintetici, che vivono in pace in un loro pianeta, vengono reclutati per mettere piede su Euridice. Su quella tomba in cui prolificano xenomorfi c’è un embrione che potrebbe salvare la colonia agricola.
“Abbiamo iniziato a incrociare alieni come si fa con le razze di cani […] Gli ovomorfi della variante Icarus ci hanno fornito materiali che abbiamo potuto utilizzare per sviluppare nuovi farmaci e terapie geniche […] Ma ecco il prezzo che abbiamo pagato. C’è troppo di noi in loro. Se prima erano delle bestie, ora sono diventati dei veri e propri mostri. Sembrano essere più astuti, più pazienti. Persino crudeli, sadici, in modi che non appartengono alle altre specie animali.”
In Icarus si nota da subito la mancanza di Llaroca, che si è occupato dei 12 capitoli precedenti. Viene qui sostituito, sempre sulla storia di Johnson, da Julius Ohta. Anche se manca quel tratto più leggero e preciso, Ohta, con un tratto più grossolano non è da meno nel rappresentare gli alieni ed i massacri. Anzi osa ad essere più macabro e pauroso.

Chi c’è dietro tutto?
Questi primi tre episodi del rilancio di Alien sono una continua crescita. Dal classicismo racconto di Alien che è nel primo episodio, abbiamo una fusione religiosa nel successivo, risultando più impegnato nella storia. Nel finale invece, non che prima fosse da meno, la brutalità è più presente, presentando una storia ancora più ricca, rendendo l’universo di Alien ancora più affascinante.
“Quando alla fine se ne sarà andata, l’umanità lascerà dietro di sé due doni all’universo, preziosi in egual misura. La nostra creazione e la propria autodistruzione.”
I tre racconti qui presenti sono leggibili a sé, ma è presente un lieve e piccolo legame che lo tiene uniti. Vi è un velo di una trama orizzontale. Quell’essere, la Madre di tutti presente nell’ombra.

Spazio all'autore: Immergersi in un fumetto di Alien è qualcosa che i fan dello xenomorfo non possono lasciarsi scappare. Ci si poteva aspettare qualcosa di molto semplice e classico, quasi banale, ma le tre storie qui presenti sono di assoluto buon livello. – Davide – Riccidanerd

