Asterios Polyp – Recensione

Asterios Polyp è un uomo convinto di avere sempre una risposta. Un architetto brillante, razionale, metodico, abituato a cercare una logica dietro ogni cosa. Il problema è che la vita, prima o poi, presenta il conto a chi pensa di poterla progettare come un edificio. Perché la vita, si sa, è imprevedibile.

A cinquant’anni Asterios perde tutto: la casa, il lavoro, il matrimonio e soprattutto quelle certezze che per tutta la vita gli hanno permesso di sentirsi superiore agli altri. Un incendio lo costringe a lasciare New York e a ricominciare da zero in una piccola cittadina americana, dove si ritrova a fare il meccanico e a confrontarsi con persone molto lontane dal suo mondo.

Da questo punto di partenza David Mazzucchelli costruisce una storia che sembra parlare di una crisi di mezza età, ma che in realtà finisce per parlare di molto altro: dell’amore, dell’ego, della difficoltà di cambiare, del rapporto tra razionalità ed emozioni e di quanto sia impossibile avere davvero il controllo sulla propria esistenza.

Asterios è un protagonista tutt’altro che facile da amare. È arrogante, presuntuoso e spesso insopportabile. Crede nelle proprie teorie e tende a classificare tutto, comprese le persone. E proprio per questo il percorso che Mazzucchelli gli costruisce intorno funziona così bene. Asterios deve imparare a convivere con ciò che non può essere organizzato secondo uno schema. Deve confrontarsi con il caso, con i sentimenti e con persone che non hanno bisogno di dimostrare continuamente quanto siano intelligenti.

Uno degli aspetti più riusciti del volume è infatti il rapporto tra Asterios e Hana. La loro storia non viene raccontata come una semplice relazione sentimentale, ma come lo scontro tra due modi diversi di guardare il mondo. Razionalità e istinto, ordine e caos, teoria e vita reale. Il dualismo diventa praticamente il cuore dell’intera opera. Ed è qui che Mazzucchelli dimostra quanto il fumetto possa essere potente quando non viene trattato semplicemente come una sequenza di immagini accompagnate dai dialoghi.

Ogni personaggio ha un proprio linguaggio visivo. Cambiano i colori, il tratto, il lettering, la forma delle vignette. Nulla sembra lasciato al caso. Il disegno non si limita quindi a illustrare quello che viene raccontato, ma diventa parte integrante della narrazione e del carattere dei personaggi.

Il risultato è un volume che può essere letto anche semplicemente seguendo la storia, ma che offre molto di più a chi decide di soffermarsi sui dettagli. È uno di quei fumetti in cui una seconda lettura può far notare elementi che alla prima erano passati completamente inosservati.

Particolarmente interessante è anche la figura di Ignazio, il fratello gemello di Asterios morto alla nascita, che accompagna la narrazione con una presenza quasi surreale. La sua voce aggiunge un ulteriore livello alla storia e contribuisce a rendere ancora più ambiguo il confine tra ciò che è reale, ciò che è ricordo e ciò che appartiene alla coscienza del protagonista.

Nonostante la grande quantità di idee, Asterios Polyp non risulta mai un’opera costruita soltanto per dimostrare quanto il suo autore sia capace. E questo è forse uno dei suoi meriti maggiori. Dietro la filosofia, i riferimenti all’architettura, i simbolismi e le sperimentazioni grafiche rimane sempre una storia molto umana. La storia di un uomo che deve perdere praticamente tutto per capire che forse il problema non era il mondo intorno a lui, ma il modo in cui aveva scelto di guardarlo.

Asterios Polyp è uno di quei fumetti che riescono a dimostrare quanto questo medium possa essere qualcosa in più. Mazzucchelli costruisce ogni elemento del volume con una precisione impressionante, ma riesce comunque a mantenere al centro una vicenda emotiva e facilmente comprensibile.

Asterios è un protagonista imperfetto, spesso irritante e pieno di contraddizioni, ma proprio per questo estremamente umano. Il suo viaggio non è tanto quello di un uomo che cerca di ricominciare da capo, quanto quello di una persona costretta finalmente a mettere in discussione se stessa.

È un’opera ricca, intelligente e visivamente straordinaria, che può lasciare qualcosa di diverso a seconda del momento in cui viene letta. E forse è proprio questo il motivo per cui continua a funzionare anche a distanza di anni.

Una graphic novel che merita di essere letta, riletta e soprattutto osservata con attenzione. Immancabile nella libreria di un appassionato.

Spazio all'autore: Io già lo so, vi scoraggerà il prezzo. Ma vi supplico: recuperate questo volume, non ve ne pentirete. – Francesco – Ravafra

9.5
von 10
2026-09-28T16:00:00+00:00