Batman: una brutta giornata – L’enigmista -Recensione

In questa nuova iniziativa, portata in Italia quasi in contemporanea con gli USA, otto tra i più noti nemici di Batman sono protagonisti di altrettante storie realizzate da otto differenti team creativi della DC di spicco. L’intento della serie è quello di provare a razionalizzare, quindi spiegare, le motivazioni che molto spesso si celano e spingono i supercriminali a compiere le azioni che li rendono tali. Infatti, Alan Moore nella celebre graphic novel “Batman: The Killing Joke“, ci mostra come una brutta giornata possa portare a conseguenze inaspettate, che inevitabilmente provocano cambiamenti nella persona anche radicali; quindi, su questa falsariga si prova a coinvolgere altri otto nemici del cavaliere oscuro, ognuno con la propria ‘brutta giornata’.

Le origini dell’enigmista

Nel primo numero l’affiatato team creativo composto da Tom King e Mitch Gerads (già vincitori dell’Eisner Award per le opere Mister Miracle, the Sheriff of Babylon e Strange Adventures) si cimenta in questo speciale di Batman, analizzando la brutta giornata dell’enigmista. In sole 64 pagine Tom King imbastisce una trama che, come suo solito, procede con due storie che viaggiano in parallelo su archi temporali differenti e si intrecciano: una ci narra l’infanzia di Edward, il rapporto con il padre, la scuola e l’inizio della sua ossessione per gli indovinelli; l’altra, nel presente, ci mostra un cambiamento radicale nel modus operandi del villain, che ora sembra mietere vittime senza lasciare indizi e senza un reale movente.

Batman: one bad day – The Riddler: dreadful reins

La narrazione su due archi temporali differenti è ben delineata dalle palette scelte per ognuna delle due vicende: al passato è stato attribuito un tono dei colori più caldo, mentre il presente ha toni più freddi.

Sono presenti numerosi richiami all’opera che ne ha fornito l’ispirazione, non banali e mai irrispettosi o forzati, oltre all’inserimento di alcuni dettagli che vanno ad ampliare gli eventi narrati in “The Killing Joke”.

VOTO: 8,5

Spazio all’autore

Questo albo si è dimostrato veramente una piacevole sorpresa, King e Gerads si dimostrano ancora una volta un team vincente e con poche pagine a disposizione riescono ad aggiungere un tassello nella storia di uno dei più longevi nemici di Batman, proponendo delle origini sul personaggio che piano piano acquisiranno sempre più risonanza e notorietà con il tempo. Ho apprezzato tantissimo i riferimenti che gli autori hanno seminato richiamando l’opera di Alan Moore, soprattuto il parallelismo nelle ultime tavole con il finale aperto che lascia libera interpretazione al lettore sull’esito degli eventi raccontati.

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