Blackwater 2 – La Diga – Recensione

Secondo volume per la saga familiare di Blackwater, intitolato “La Diga“.
Diretto successore del primo volume (qui la nostra recensione), in questa seconda parte proseguono le vicende della famiglia Caskey.

Lettura più lenta della prima parte, ma “La Diga” ci da veramente tanto in pù, tanti piccoli pezzetti di un puzzle che a fine viaggio sappiamo che sarà incredibile.

Riusciamo già a capire perchè viene definita, appunto, una “saga familiare” quella narrata nei libri di Blackwater.
Infatti in questo secondo volume si amplia ancora il parco personaggi, con l’introduzione da subito di Early Haskew, l’ingegnere incaricato di disegnare i progetti della diga e di supervisionarne i lavori di costruzione.
Ma anche di altri personaggi, in corso d’opera (e su cui non faremo spoiler), che in un primo momento ci sembreranno marginali, ma che andando avanti nella lettura riusciremo ad approfondire fino a farli risultare decisamente influenti.

Vengono indagati anche i retroscena correlati alla gestione delle tre segherie delle tre famiglie più potenti di Perdido. E anche in questo contesto, ci saranno dei giochi di potere non indifferenti. Con quel pizzico di mistero che alimenta la curiosità.

Ovviamente, lo dice il titolo, gran parte del volume è incentrato sulla costruzione della diga che dovrebbe tenere a bada l’esondazione dei fiumi Perdido e Blackwater, che circondano la città.
Con la costruzione della stessa, passa il tempo. Questo è evento che fa da orologio all’interno della storia: i personaggi crescono, evolvono. E la città con essi.

Una impresa di questo calibro rinvigorisce la vita, all’interno di una città. Ma la cambia anche profondamente. Arrivano nuove necessità, e con esse nuovi lavori. Più lavoro porta più lavoratori: uomini con dei bisogni

Ovviamente non viene meno la centralità del personaggio di Elinor, che cambia profondamente in questa parte di storia, cresce, matura. Ma non perde mai il suo fascino: il grande mistero sul suo passato si rende, pagina dopo pagina, sempre più fitto.

Come per il primo volume, Neri Pozza Editore ha fatto un lavoro egregio con la copertina: magnifica (e a lettura conclusa, possiamo dirlo, piena di chicche).

Ci buttiamo a capofitto sul prossimo volume, perchè dobbiamo assolutamente sapere come prosegue la storia.
Quindi restate con noi per scoprire, prossimamente, la recensione del terzo volume: “La Casa“.

Spazio all'autore: Non c'è tempo per scrivere un degno commento finale: devo leggere assolutamente come procede la storia di Elinor, Oscar, Mary-Love e famiglia! Francesco – Ravafra

8
von 10
2023-06-21T16:00:00+0000