Ad inizio 2000, dopo che la Casa delle Idee aprì l’etichetta Marvel Knight si volle fare di più, spingersi ancora un po’ più in là. Con storie fuori continuity, più brutali e più violente. Nasce così la linea MAX e Cage di Brian Azzarello e Richard Corben ne aprirono la strada.
“Ad Harlem una ragazza è stata uccisa in una guerra tra gang, e per vendicarla Luke Cage, eroe in vendita, è disposto a tutto. La miniserie che ha reinventato l’eroe simbolo della blaxploitation, lanciandolo nel nuovo millennio a ritmo di hip hop. Un volume di grande formato per ammirare i potenti disegni del compianto maestro Richard Corben (Conan)! Una rara incursione di Brian Azzarello (100 Bullets) nell’Universo Marvel, in una delle opere più provocatorie della pioneristica linea MAX!”
– Descrizione tratta dal sito dell’autore

Colori di guerra
Il volume è rozzo e violento, ma con nulla di gratuito. Cage Colori di guerra rappresenta semplicemente la realtà, ed il fumetto la racconta, calandosi perfettamente. Le guerre tra gang nei quartieri di Harlem raffiguravano quel che fuori dalla finestra, nelle strade dei quartieri più poveri e malfamati accadeva, ed accade, ogni giorno. Con le dovute esagerazioni che il genere poi richiede.
Qui ci troviamo dinnanzi ad un Cage, un eroe in vendita, in una versione più brutale, stanca di quel che accade nelle strade. Ma che, proprio per questo, non sistemerebbe il tutto gratuitamente. In fin dei conti anche lui ha un proprietario di casa che all’inizio del mese pretende l’affitto.
Da un caso a cui nemmeno doveva farsi assumere Cage indagherà a fondo in una guerra tra due boss, Lapide e Martello. Una guerra che non si spiega perché esista, visto che in quel preciso quartiere non c’è assolutamente nulla. Sta a Cage far venire a galla la verità, dalla fogna in cui è finito.
Una storia che si articola man mano, nei doppi giochi di Cage, ed in parte anche commovente. Rapida e letale come un proiettile. Verso un finale improvviso, tronco, che lascia tutto al lettore.
Il formato del volume in sé non era probabilmente essenziale per godere comunque appieno delle tavole e della storia, ma queste edizioni sono comunque di sicuro un piacere per i collezionisti.

Spazio all'autore: Un volume che ci presenta un Cage solitario e stanco. Doppiogiochista e violento. In un volume extra large, non essenziale ma comunque piacevole. – Davide – Riccidanerd

