Clair Obscure: 33 expédition – recensione no spoiler…forse

Cliar Oscur: Expedition 33 si presenta fin dal lancio del 24 aprile 2025 come un tributo ai grandi JRPG classici, ma con un’anima profondamente moderna. Sviluppato dallo studio francese Sandfall Interactive e pubblicato da Kepler Interactive, il gioco ha venduto oltre un milione di copie in tre giorni, dimostrando che il turn-based è tutt’altro che superato. I suoi principali artefici – fra cui il direttore creativo Guillaume Broche e il programmatore Tom Guillermin – hanno dichiarato di voler ricreare l’eleganza e la profondità narrativa dei Final Fantasy di fine anni ’90, integrando però meccaniche in tempo reale come parry e QTE per rendere il combattimento più dinamico.

Trama e ambientazione
L’azione si svolge in una Belle Époque oscura, dove ogni anno la misteriosa “Paintress” cancella dalla vita gli abitanti di Lumière superata un’età limite (il cosiddetto “Gommage”). Il giocatore guida il team di volontari di Expedition 33, guidati da Gustave, in una missione disperata per fermare questa divinità della pittura e salvare il mondo dall’oblio. La scrittura, curata da Jennifer Svedberg-Yen e dallo stesso Broche, alterna momenti di lirismo a dialoghi più crudi, esplorando temi universali come la mortalità e la memoria.

Grafica e sonoro
Passata da Unreal Engine 4 a UE5 durante lo sviluppo, la resa visiva di Clair Oscur sfrutta Nanite e Lumen per fondere scenari altamente dettagliati con un’illuminazione realistica che esalta il contrasto fra luce e ombra – un chiaro omaggio al chiaroscuro pittorico. Il direttore artistico Nicholas Maxson-Francombe ha puntato su “asset eroici” a elevata fedeltà, delegando elementi di sfondo a risorse ready-made per concentrare gli sforzi sui volti dei personaggi e sui boss più ostici. La colonna sonora di Lorien Testard unisce orchestrazioni malinconiche a temi più vibranti, rafforzando l’atmosfera tra meraviglia e desolazione.

Gameplay: evoluzione dei personaggi e combattimenti
Clair Oscur combina turn-based classico e meccaniche in tempo reale. Durante il turno del giocatore si guadagnano Ability Points (AP) con attacchi corpo a corpo, per poi spenderli in abilità a distanza o skill speciali che richiedono QTE per potenziarne gli effetti. Nei turni avversari, il giocatore può schivare, parare o saltare con tempismo, guadagnando AP extra in caso di parry riuscito e ottenendo opportunità di contrattacco. Ogni personaggio (ad esempio la maga Lune o la schermitrice Maëlle) ha un proprio albero delle abilità e stili di gioco unici, ulteriormente personalizzabili con “Pictos” e “Luminas” equipaggiabili, che aggiungono perk e modificano statistiche. I checkpoint chiamati Expedition Flags permettono di riallocare punti attributo e di abilità, preparando la squadra alle sfide successive.

Ispirazioni da Final Fantasy e oltre i nostalgici
Sandfall Interactive ha dichiarato apertamente di essersi ispirata a Final Fantasy VIII, IX e X, ma anche a Persona, Lost Odyssey e Blue Dragon per la struttura dei combattimenti e l’uso dei QTE. Tuttavia, il gioco si distingue per una narrazione più adulta: i protagonisti sono trentenni che affrontano la propria mortalità con introspezione, anziché con drammatici sfoghi adolescenziali. Questa maturità tematica, unita alla profondità del world-building e al ritmo cinematografico dei dialoghi, ha conquistato non solo i nostalgici dei JRPG, ma anche chi – come alcuni critici – era da tempo disamorato del genere.

Perché un JRPG a turni oggi è un successo
In un panorama dominato da action-RPG e open world, il turn-based viene spesso considerato anacronistico. Clair Oscur rovescia questo pregiudizio dimostrando che tattica e strategia possono mescolarsi con il ritmo serrato del real-time, creando un’esperienza sia riflessiva che adrenalica. La possibilità di scegliere quando “rompere” la guardia nemica o ottenere un contrattacco perfetto rende ogni scontro una sfida costante e gratificante, mentre la gestione delle risorse AP spinge il giocatore a pianificare e adattarsi continuamente.

Dialoghi e testi
Il lavoro degli sceneggiatori privilegia dialoghi in lingua inglese ma costellati di termini francesi e locuzioni letterarie, per restituire il fascino di un’epoca cosmopolita. Le traduzioni italiane rispettano questo bilinguismo, mantenendo intatti giochi di parole e doppi sensi. I testi dei personaggi – in particolare quelli dei bizzarri Gestrals, piccoli esseri meccanizzati che fungono da comic relief – aggiungono sprazzi di umorismo e surrealismo, bilanciando temi cupi e creando un world-building più vivo e variopinto.

In sintesi, Clair Oscur: Expedition 33 è un perfetto equilibrio tra omaggio al passato e innovazione, capace di riportare in auge il turn-based JRPG grazie a una direzione artistica di prim’ordine, un gameplay profondo e un’ambientazione che fonde dark fantasy e Belle Époque in modo indimenticabile.

Spazio all'autore: Ricorderò sempre questo titolo come il Final Fantasy che mai è stato. Sogno sempre un reborn del VI capitolo e lo immagino un po come Clair Obscure. Chissà se forse accadrà…si vedrà. Ma detto sinceramente, a parte l'eco tra le strade della parola "puten", e chi ha giocato ad Expedition 33 capire, questo titolo è davvero affascinante. Non trovo miglior aggettivo per descrivere questa avventura. Ben calibrata, con un kombat sistem ben sviluppato ed una grafica elegante. Che dire, quando un gioco sembra passare inosservata ma poi si rivela un successo…vuol dire che dietro c'è un pensiero…in Clair Obscure Expedition 33 nulla è lasciato al caso. Compratelo non ve ne pentirete. Riccardo – Ruta Ruta

7.5
von 10
2025-06-28T16:00:00+0000