Clementine Vol.1 – Recensione

Il mondo di The Walking Dead, si sa, è crudele e spietato. Sopravvive solo chi è disposto a lottare con le unghie e con i denti per difendere quel poco che è rimasto. O chi, come Clementine, sente di non avere più nulla da perdere o da proteggere, tranne la propria vita. La fortunata saga ideata da Robert Kirkman si arricchisce di un nuovo e toccante capitolo, scaturito dalla penna della due volte vincitrice del prestigioso premio Eisner, Tillie Walden (Su un raggio di sole; Mi stai ascoltando?). Edito da Saldapress, Clementine Vol. 1 vede la nostra giovane protagonista, già apparsa nella serie di videogiochi di Telltale Games, alle prese con un periglioso viaggio verso il nord, alla ricerca della solitudine e lontano dal dolore causato dalla perdita dei propri cari.

Lontano da tutto e da tutti

Clementine è sola. E vuole che le cose restino tali. Non sembra importarle il fatto che non avere nessuno al proprio fianco in un mondo dominato dai vaganti, sia una scelta estremamente rischiosa e potenzialmente letale. Se poi ti manca una gamba le cose si complicano. La quasi noncuranza con cui la ragazza abbatte i non-morti aiutandosi con le sue stampelle, ci fa però capire che non abbiamo di fronte qualcuno che si lascia intimorire tanto facilmente, ma, al contrario, qualcuno che ha dovuto superare prove e difficoltà immani per rimanere in vita e andare avanti.

In fuga dal proprio passato e senza una meta precisa, Clem si imbatterà in un gruppetto di adolescenti come lei che, alla perenne vita da nomadi, scelgono di stabilirsi in mezzo alle montagne per provare a creare un luogo da poter chiamare casa, un rifugio per il quale valga la pena lottare e che dia nuova linfa vitale ad un futuro incerto. Nonostante le iniziali tensioni e un senso di reciproca diffidenza, tra i membri del nuovo gruppo nasceranno amicizie, amori e un pizzico di fiducia guadagnata con fatica. Per Clementine, Ricca, Amos e le gemelle il cammino verso la stabilità sarà irto di ostacoli e situazioni che li metteranno a dura prova. La rigidità dell’inverno e l’ambiente naturale decisamente poco ospitale per l’uomo, faranno loro realizzare molto presto che spesso non sono i vaganti a rappresentare la minaccia più grande per la sopravvivenza. Dopotutto, noi lo abbiamo imparato da Negan e dal Governatore ben prima.

Un viaggio sulla terra e nella propria anima

Il tema del viaggio come motore della scoperta di se stessi e della propria interiorità, è ricorrente nella produzione artistica di Tillie Walden e comincia sempre con una fuga. Dalle relazioni, portatrici di tormenti interiori che tengono svegli la notte; da una difficile realtà quotidiana, che non rispecchia l’io interiore; dal dolore, per la perdita delle persone amate.

Clementine fugge, perché affrontare la propria sofferenza sarebbe troppo devastante per lei. Si autoconvince che l’isolamento sia l’unica maniera possibile per salvaguardare quel poco che le resta della propria anima già dilaniata. Si trincera dietro una corazza fatta di cinismo, sarcasmo e sfiducia nei confronti del prossimo e del futuro. Al mondo non sono rimaste molte brave persone e la speranza che le cose possano tornare come un tempo è solo per gli illusi.

“Ormai l’unica cosa da desiderare è non farsi mordere”

Immagini che valgono più di mille parole

La scrittura e i dialoghi di Tillie Walden delineano un cast dalle personalità sfaccettate e in continuo mutamento. Amos, così socievole ed ingenuo, fiducioso verso il prossimo e pieno di speranze per il futuro. Ricca, più ironica e sarcastica, curiosa di conoscere le storie dei suoi compagni. Le gemelle, misteriose, dure, fredde. Ma è il disegno che parla davvero al lettore, più di quanto non faccia l’inchiostro della penna che traccia i dialoghi sulla carta. In un singolo sguardo di Clementine e dei suoi compagni, l’autrice cattura tali e tante emozioni e sfaccettature, che nella loro intensità ci colgono con la medesima forza di un diretto al cervello.

Il tratto morbido ed espressivo, firma della talentuosa autrice, delinea negli occhi e nel volto di Clementine tutto il suo vissuto. Un volto che nella sua interezza non viene mostrato spesso. Ciuffi di capelli ricci e un po’ ribelli nascondono parzialmente o nella sua totalità lo sguardo della protagonista. Gli occhi, si sa, sono lo specchio dell’anima. Ci è concesso accedervi solo per brevi e fugaci momenti, per tuffarci nell’interiorità di Clementine, conoscerla e amarla davvero.

Voto: 8

Spazio all’autore

Dalla storia e immagini molto riuscite, Clementine Vol.1 mi ha molto colpito per l’intensità con cui l’autrice riesce a rendere la sfaccettata personalità della protagonista in tutti i suoi aspetti. Questo primo volume getta premesse decisamente ottime e di altissimo livello per i due numeri successivi che comporranno la serie.

Margherita -_maggie_r
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