Provato su PS5 Pro + TV LG con impostazioni grafiche avanzate
Crimson Desert è uno di quei giochi che non si recensisce in fretta. È enorme, ambizioso e sorprendentemente stratificato. La nostra prova — effettuata su PS5 Pro collegata a TV LG con impostazioni video ottimizzate — è ancora in corso proprio perché il titolo di Pearl Abyss propone una mappa vastissima, una trama articolata e una quantità di missioni secondarie davvero considerevole.
Il mondo di Pywel si presenta subito come un open world vivo e credibile, con ambientazioni che spaziano da pianure medievali a montagne innevate, passando per villaggi dinamici e zone più oscure e misteriose. Il titolo segue Kliff Macduff, mercenario coinvolto in una guerra politica più grande di lui, in una storia che nasce nello stesso universo di Black Desert ma è diventata una produzione completamente autonoma.
La sensazione generale?
Un titolo gigantesco, con centinaia di attività, esplorazione libera e progressione non lineare che invita il giocatore a perdersi nel mondo di gioco.



Trama e Ambientazione
La storia ruota attorno a Kliff Macduff, leader dei Greymanes, coinvolto in un intrigo politico e militare che travolge il continente di Pywel. Dopo un attacco devastante alla sua compagnia, Kliff si ritrova a dover ricostruire il gruppo e affrontare una minaccia crescente.
L’ambientazione è uno degli elementi più affascinanti del gioco:
- Base medievale realistica
- Elementi fantasy e tecnologici
- Creature leggendarie
- Strumenti avanzati e abilità fuori scala
Il risultato è un mix interessante: medioevo sporco e credibile… con improvvisi picchi tech e fantasy che danno al gioco una forte identità.
Gameplay: non è un Souls, ma non è semplice
Partiamo subito da un punto importante:
Crimson Desert NON è un Souls-like.
l combat system ha un impatto molto fisico, quasi ruvido, e proprio per questo lascia sensazioni contrastanti. Quando funziona, gli scontri trasmettono peso, brutalità e una certa soddisfazione nel concatenare colpi, spostamenti e gestione dello spazio. Quando invece il caos prende il sopravvento, emerge una componente più confusa, dove leggibilità e precisione non sempre restano al passo con l’ambizione dello spettacolo.
Ma non aspettatevi neanche una passeggiata.
Il combat system è profondo, fisico e molto dinamico:
- Combattimenti corpo a corpo
- Abilità speciali
- Grappling hook
- Combattimenti a cavallo
- Elementi sandbox
Il gioco richiede attenzione, ma non è frustrante. È impegnativo senza essere punitivo.
Le meccaniche di controllo, tuttavia, non sono ancora perfette. Alcuni comandi risultano poco intuitivi e richiedono tempo per essere assimilati. Gli sviluppatori sostengono che, una volta imparate, diventano naturali… ma una patch migliorativa potrebbe sicuramente affinare l’esperienza.
Non a caso, alcune recensioni parlano di un titolo complesso e non immediato, proprio per la quantità di sistemi e meccaniche presenti.



Mappa e contenuti: davvero enorme
Uno degli aspetti più impressionanti è la scala del mondo di gioco.
- Open world vastissimo
- Quest secondarie numerose
- Eventi dinamici
- Crafting
- Esplorazione libera
Il titolo invita a esplorare senza guidare troppo il giocatore, rendendo l’esperienza più naturale e immersiva.
Tra le sorprese migliori ci sono gli enigmi e alcune attività meno centrali, che spezzano la formula senza sembrare meri riempitivi. Non tutto ha la stessa qualità, anzi: una parte dei contenuti laterali appare più funzionale alla quantità che alla memorabilità. Però nei momenti giusti il gioco trova soluzioni interessanti e dimostra di avere più sfumature di quanto il suo impianto action lasci inizialmente pensare.
In poche parole:
Crimson Desert è uno di quei giochi in cui si parte per una missione e si finisce altrove dopo tre ore.
E questo, per noi di World Wide Nerd, è sempre un ottimo segnale.
Va detto però…che uno degli aspetti più divisivi è il ritmo. Crimson Desert alterna momenti in cui sembra voler lasciare totale libertà al giocatore ad altri in cui introduce meccaniche, deviazioni e cambi di tono in modo brusco. Questa struttura contribuisce a dare personalità all’esperienza, ma rende anche il viaggio discontinuo, come se il gioco faticasse ogni tanto a scegliere quale delle sue tante anime mettere davvero al centro.
Grafica e Prestazioni
Il comparto tecnico è uno dei punti forti del gioco.
Il titolo utilizza il BlackSpace Engine, motore proprietario sviluppato da Pearl Abyss per offrire maggiore libertà tecnica e visiva.
Su PS5 Pro il risultato è notevole:
- Ambientazioni dettagliate
- Illuminazione dinamica
- Meteo realistico
- Ottima distanza visiva
Le specifiche indicano che PS5 Pro può arrivare a 4K con ray tracing avanzato, offrendo una resa visiva davvero importante.
Sul nostro setup (PS5 Pro + TV LG calibrato) il gioco appare:
- Pulito
- Fluido
- Cinematografico
Qualche sporadico calo si nota, ma nulla di preoccupante considerando l’enorme scala del progetto.




Audio
Il comparto audio è convincente:
- Colonna sonora epica
- Effetti ambientali immersivi
- Doppiaggio credibile
Il mondo di gioco “respira” grazie all’audio ambientale, che accompagna perfettamente l’esplorazione.
Deluxe Edition – Per i collezionisti
La Deluxe Edition è interessante, soprattutto per i collezionisti.
Contenuti principali:
- Set armatura Kairos
- Scudo Balgran
- Set Grotevant
- Finimenti esclusivi
- Contenuti estetici premium
Alcune versioni includono anche Steelbook e contenuti fisici, rendendola una bella edizione da collezione.
Per chi ama le edizioni premium, è sicuramente una scelta valida.



PRO
- Mappa enorme e ricca
- Ottimo comparto grafico
- Gameplay profondo
- Ambientazione originale
- Grande libertà di esplorazione
CONTRO
- Controlli migliorabili
- Complessità iniziale elevata
- Trama ancora da valutare pienamente
Spazio all'autore: Crimson Desert è uno di quei giochi che fanno capire subito di essere davanti a qualcosa di grande. Non perfetto, certo, ma ambizioso. Non è un Souls, non è un RPG classico, non è un open world standard. È un mix di tutto… e forse proprio questo lo rende così interessante. Dopo diverse ore di gioco la sensazione è chiara: Crimson Desert non vuole essere facile. Vuole essere memorabile. E nel panorama videoludico moderno, dove molti titoli si somigliano, questo è già un enorme punto a favore. Crimson Desert non puoi liquidarlo con facilità: troppo grande, troppo strano, troppo pieno di cose per lasciarsi ridurre a un semplice voto. Ha momenti in cui ti travolge con la bellezza del suo mondo e altri in cui ti mette addosso la frustrazione tipica delle opere che puntano a tutto. Ma è proprio lì che sta il suo fascino: nell’essere imperfetto, caotico, spesso sbilanciato, eppure capace di farti venire voglia di vedere cosa c’è dietro la prossima collina. Oggi il disco è dentro la console…domani dentro la confezione…ma può essere ripreso in qualsiasi momento. Ci tengo a dire…a tratti mi ha ricordato Breath of the wild…strano paragone…ma pensateci bene! La prova continua… E sinceramente? Chissà quanto durerà! Un open world enorme, ambizioso e affascinante. Serve tempo per valutarlo completamente… ma il potenziale è enorme. – Riccardo – Ruta Ruta

