Dampyr – Recensione no spoiler

Un inizio travagliato

È il 2018, siamo a Lucca Comics e la Sergio Bonelli Editore annuncia in pompa magna che sta iniziando a lavorare all’adattamento cinematografico di Dampyr con Eagle Pictures e Brandon Box.

Facciamo un salto in avanti di dodici mesi. Siamo di nuovo a Lucca e questa volta la Bonelli si presenta con un enorme monolite e svela i character poster del film e annuncia anche che l’adattamento di Dampyr sarà anche l’inizio del Bonelli Cinematic Universe.

Un emozione palpabile per tutti i fan del fumetto italiano Vedere, finalmente, gli eroi di via Buonarroti, a Milano, prendere vita nel grande schermo, dopo la discutibile trasposizione americana di Dylan Dog.

Il film sarebbe dovuto essere il prodotto di punta della Eagle Pictures del 2021, poi il Covid, la pandemia, la crisi dei cinema, hanno fatto slittare il tutto, ma il 28 ottobre 2022 il film è arrivato finalmente nelle sale, in contemporanea con la presentazione a Lucca.

Dampyr è l’adattamento cinematografico dei primi due numeri del fumetto, creato nel 2000 da Mauro Boselli e Maurizio Colombo e rappresenta quasi un unicum nel fumetto seriale Bonelli: è uno dei pochi personaggi ad iniziare con una origin story.

Una scena dal film Dampyr

Dampyr: la storia

Il film, diretto dall’esordiente Riccardo Chemello si presenta come un blockbuster per gli standard produttivi italiani: 15 milioni di Euro di investimento, per un lungometraggio realizzato in Romania con un cast internazionale.

La storia inizia nei Balcani nel 1992, in piena guerra. Il comandante Kurjak e il suo plotone di soldati giungono nel villaggio di Yorvolak in cui scoprono che tutti gli abitanti sono stati brutalmente trucidati da un nemico senza nome né volto. Dopo essersi accampati nel villaggio vengono aggrediti da creature misteriose ed apprendono che l’unica via di fuga è quella di chiamare un Dampyr, il figlio di un’umana e un vampiro.

La saga fumettistica di Dampyr va avanti ormai da oltre vent’anni e la pellicola di Chemello, scritta da Mauro Boselli (co-creatore del personaggio), Mauro Uzzeo, Giovanni Masi ed Alberto Ostini, si attiene fedelmente al materiale originale, complice anche il ruolo della Bonelli come co-produttrice. Ed è chiaro che dopo il flop del Dylan Dog americano di un decennio fa, la casa editrice milanese ora voglia avere molto più controllo sui propri adattamenti.

Il cast di Dampyr

L’amore e la cura per il personaggio traspaiono da ogni frame e lo sforzo produttivo si vede. Il cast sembra uscito dalle pagine del fumetto: Wade Briggs interpreta Harlan Draka (il Dampyr), Stuart Martin e Kurjak, mentre Frida Gustavsson (vista anche in Vikings Valhalla) è una perfetta Tesla. Nel cast anche Luke Roberts come Draka mentre l’ex Governatore di The Walking Dead David Morrissey interpreta il villain Gorka. Manca un grande nome, questo è vero, ma il cast ha una grande alchimia e ci crede, forse solo Gorka risulta un po’ macchiettistico ed avrebbe potuto avere un minutaggio maggiore, visto il suo enorme potenziale e il fatto che l’attore che lo incarnasse fosse il nome più noto tra gli attori coinvolti nel progetto.

Comunque bisogna ammettere che la caratterizzazione dei singoli personaggi rispecchia quella dei loro corrispondenti su carta, e questo vale, con le dovute eccezioni, anche per le vicende narrate. Gli easter egg sono molti, con intere sequenze che sono letteralmente vignette che prendono vita in live action.

Il Bonelli Cinematic Universe

Il film diverte ed intrattiene ed è un peccato che non abbia avuto un importante riscontro da parte del pubblico, in un momento in cui il cinema italiano sta dando prova di poter realizzare film di genere notevole. Il trucco, le scenografie e la fotografia sono molto curati e trasportano lo spettatore nel tetro grigiore dei Balcani. La CGI è un po’ scricchiolante, in particolare negli scontri finali e nella scena di apertura con Draka, ma ciò non toglie nulla all’atmosfera del film.

La pellicola mostra tutta la potenzialità del progetto, sin dai titoli di testa, con l’animazione del Bonelli Entertaiment che ci mostra un Tex a fumetti attraversare vari scenari per presentarci l’idea stessa del primo universo condiviso italiano. Appare chiaro che Dampyr deve essere solo l’inizio; nella pellicola non ci sono accenni ad altri eroi Bonelli, ma è già stata ufficializzata la serie tv di Dylan Dog e a Lucca sono stati presentati i primi episodi del cartone animato di Dragonero – I Paladini, che andrà in onda sui canali Rai.

Insomma, successo o no a parte, la Bonelli ha grandi progetti per i suoi personaggi, e complici i film di Diabolik dei Manetti Bros, anche l’Italia sta dimostrando di voler credere nei cinecomics e nei suoi eroi di carta.

Niente scena dopo i titoli di coda, anche se il finale apre le porte per un seguito.

Il film è promosso?

Dal punto di vista degli incassi al botteghino italiano il film non è andato bene. Presentato in pompa magna con tanto di red carpet a Lucca, ha completamente floppato nel primo week end in sala, entrando per poco tempo nella top ten. Tuttavia è stato apprezzato dai fan del fumetto ed è dichiaratamente pensato (a differenza di Diabolik) per una distribuzione internazionale (i diritti per l’estero sono stati acquistati da Sony). Da un punto di vista del coraggio e dello sforzo produttivo, non si può esimersi da un applauso per i produttori, per un prodotto italiano che sembra essere stato sviluppato oltreoceano.

Voto: 8

Spazio all’autore

La locandina del film

Personalmente, essendo un fan di Dampyr e degli eroi Bonelli, ho molto apprezzato questo primo tentativo della casa editrice milanese di voler portare al cinema un suo personaggio. Dopo tanti esempi americani, credo sia arrivato il momento anche per l’Italia di avere un proprio Cinematic Universe. Il film, pur con i suoi difetti, diverte, intrattiene e può essere un interessante passatempo per una serata con gli amici e per conoscere un eroe del fumetto italiano.

Davide - Arcane Produzioni
Davide - Arcane Produzioni
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