Domenica di Olivier Schrauwen: quando la quotidianità diventa un viaggio nella mente umana

Con Domenica, pubblicato da Coconino Press, Olivier Schrauwen realizza un’opera fuori dagli schemi, un graphic novel monumentale di 472 pagine che prende un evento apparentemente privo di interesse narrativo e lo trasforma in un’analisi profonda dell’esistenza contemporanea. Al centro della storia troviamo Thibault Schrauwen, seguito durante una normale domenica autunnale del 2017, una giornata fatta di piccoli gesti, pensieri ricorrenti e momenti di apparente immobilità.

L’idea alla base del volume è tanto semplice quanto ambiziosa: raccontare ogni dettaglio di una giornata qualunque. Non ci sono grandi avventure, svolte drammatiche o eventi eccezionali, ma la colazione, il tempo trascorso davanti al computer, la gestione delle e-mail, le riflessioni sul lavoro, le distrazioni dello smartphone e tutte quelle azioni quotidiane che riempiono le nostre ore senza lasciare necessariamente un segno.

Schrauwen costruisce così quella che può essere definita un’“epica del quotidiano”, dove la normalità diventa lo strumento per indagare temi universali come il rapporto con il tempo, l’incapacità di agire e il peso dei pensieri che accompagnano ogni individuo.

Un intera giornata, la domenica del titolo, nella vita di Thibault Schrauwen, fittizio cugino dell’autore del libro. Thibault si sveglia, cincischia ossessionato da un pezzo di James Brown, beve e fuma, controlla le email e si abbandona a ragionamenti ossessivi e introspezione paranoica. Attende il ritorno della sua ragazza da un lungo viaggio, riflette sulla loro relazione e per ingannare l’attesa guarda il film de Il Codice Da Vinci che schiuderà un intero universo di ipotesi. Il tutto evitando chiunque, calandosi sempre più nei suoi pensieri e nelle sue paure. Nel frattempo, la sua ex e un altro cugino gli organizzano un compleanno a sorpresa… È il modo in cui tutte queste piccole miserie si intrecciano che rende Domenica un vero capolavoro. Schrauwen crea un’esperienza totalmente immersiva che diventa pura epica della banalità.

– Trama dell’editore

Il progetto nasce da un lavoro estremamente meticoloso: l’autore e il cugino Thibault hanno impiegato circa sei anni per ricostruire con precisione una singola giornata. Una scelta narrativa apparentemente rischiosa, perché raccontare quasi 500 pagine dedicate a una domenica senza particolari avvenimenti potrebbe sembrare un esercizio sterile. In realtà, proprio questa limitazione permette all’autore di concentrarsi su ciò che normalmente viene ignorato: il mondo interiore di una persona.

Thibault è un protagonista bloccato in una condizione di perenne sospensione. La sua difficoltà nel portare a termine compiti semplici, come completare un lavoro o dedicarsi alle attività rimandate da tempo, racconta una forma moderna di apatia e procrastinazione. Le sue giornate vengono consumate da azioni ripetitive, distrazioni e fantasie che diventano un rifugio dalla realtà.

La mente del protagonista diventa il vero luogo della narrazione. Il presente si intreccia continuamente con i ricordi del passato e con scenari immaginari sul futuro, creando un flusso continuo dove desideri, rimpianti e possibilità mai realizzate convivono senza una netta separazione. Schrauwen rappresenta con grande attenzione questa complessità psicologica, mostrando quanto possa essere labile il confine tra ciò che viviamo realmente e ciò che immaginiamo.

Anche il comparto visivo svolge un ruolo fondamentale. L’autore utilizza colori, bicromie e soluzioni grafiche sperimentali per guidare il lettore attraverso i diversi livelli della narrazione. Le scelte stilistiche non sono semplicemente decorative, ma diventano un vero linguaggio attraverso cui rappresentare il caos ordinato dei pensieri di Thibault.

Nonostante il forte focus sul protagonista, Domenica non rimane un’opera chiusa nella sua dimensione personale. Attorno a lui si sviluppa una rete di personaggi e situazioni che amplia progressivamente il racconto, trasformando una singola giornata privata in un ritratto più generale della società contemporanea.

Dietro la descrizione della noia e dell’inconcludenza emerge infatti una riflessione più ampia sull’uomo moderno: un individuo spesso sommerso da stimoli, possibilità e aspettative, ma allo stesso tempo incapace di trasformare le intenzioni in azioni concrete. Thibault diventa così una figura vicina all’inetto della letteratura novecentesca, un antieroe che non deve affrontare nemici esterni, ma il confronto con le proprie fragilità.

Domenica è un’opera particolare, impegnativa e volutamente distante dai ritmi tradizionali del fumetto. Schrauwen dimostra però che anche una giornata apparentemente vuota può nascondere infinite storie: basta osservare con attenzione ciò che accade dentro di noi. Un viaggio lento e introspettivo nella banalità dell’esistenza, capace di trasformare la più comune delle domeniche in uno specchio delle nostre stesse inquietudini.

Spazio all'autore: Ammetto che non è un fumetto semplice da affrontare. Il suo ritmo estremamente dilatato e la scelta di concentrarsi su una giornata apparentemente priva di eventi possono mettere alla prova il lettore, soprattutto chi è abituato a narrazioni più dinamiche e immediate. Personalmente ho trovato interessante il modo in cui Olivier Schrauwen riesce a trasformare la normalità in qualcosa di narrativamente rilevante. Quante volte ci capita di perdere tempo, rimandare qualcosa di importante o lasciarci trascinare da pensieri che continuano a tornare senza trovare una vera conclusione? È proprio in questa dimensione così comune che il fumetto trova la sua forza. Thibault diventa uno specchio delle nostre piccole contraddizioni quotidiane: il desiderio di fare, cambiare e migliorarsi che spesso si scontra con la difficoltà di trovare la giusta motivazione per iniziare. Alcuni passaggi possono risultare volutamente pesanti, ma credo sia anche questa la scelta dell’autore: far vivere al lettore quella stessa sensazione di immobilità che accompagna il protagonista. A livello grafico l’opera è sorprendente, con soluzioni visive ricercate e una costruzione delle tavole che accompagna perfettamente il viaggio mentale del protagonista. Non è un volume per tutti, ma per chi riesce ad abbandonarsi ai suoi tempi e alla sua atmosfera può diventare un’esperienza molto particolare. Andrea – World Wide Nerd

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2026-07-08T09:28:35+00:00