Quando il mondo Disney incontra il fantasy epico, il risultato è Ducktopia, un progetto narrativo ambizioso e affascinante pubblicato all’interno della collana Topolino Extra. In tre capitoli, Francesco Artibani (con la collaborazione di Licia Troisi nel secondo volume) e Francesco D’Ippolito ai disegni trascinano lettori grandi e piccoli in un universo alternativo ricco di magia, mistero e avventura.
Capitolo I – Ducktopia
La saga si apre con un incipit travolgente. Paperopoli non esiste più. Al suo posto c’è Ducktopia: un mondo fantasy a tutti gli effetti, dove cavalieri, maghi e creature mostruose convivono in un equilibrio precario. L’eroe designato è Topolino, chiamato a scoprire cosa si cela dietro l’improvviso squilibrio che sta rendendo folli i mostri del regno. Accanto a lui, Paperino, Pippo e il cacciatore di mostri Topperalt (una sorprendente versione fantasy di un noto personaggio Disney).
Questo primo volume è un perfetto esempio di worldbuilding Disney-style: una narrazione che non si limita a citare Tolkien o The Witcher, ma rielabora le suggestioni del genere con intelligenza e coerenza. I personaggi mantengono la loro anima originale, ma si muovono in un contesto nuovo e coerente. Il tono è più maturo rispetto alle classiche storie settimanali, ma mai forzato.
Visivamente, Francesco D’Ippolito si diverte a rompere la gabbia classica della tavola disneyana: splash-page spettacolari, layout ariosi e un design dei personaggi convincente e funzionale all’ambientazione.
Capitolo II – Ritorno a Ducktopia
Nel secondo volume la posta in gioco si alza. A sceneggiare al fianco di Artibani arriva Licia Troisi, che aggiunge un tocco ancora più fantasy all’intreccio. Il mondo di Ducktopia è ancora in bilico, e stavolta i nostri eroi devono confrontarsi con le conseguenze delle loro azioni. Il confine tra bene e male si fa più sfumato, e la narrazione si arricchisce di sfumature etiche: chi decide cosa è giusto in una terra in cui la magia può tutto?
Qui la saga si prende il tempo per riflettere su tematiche profonde: ecologia, memoria, responsabilità collettiva. Ma lo fa sempre in modo adatto anche a un pubblico giovane, mantenendo intatto lo spirito Disney.
Dal punto di vista grafico, D’Ippolito continua a stupire: il layout è ancora più libero, con ambientazioni ampie, scenari fantastici e sequenze d’azione mozzafiato.



Capitolo III – L’ultima notte di Ducktopia
Il capitolo finale chiude la trilogia con toni epici e malinconici. L’ultima notte di Ducktopia è un commiato potente, in cui ogni personaggio affronta il proprio ruolo nel destino del regno. Il passato e il presente si fondono, e il lettore scopre quanto le scelte compiute abbiano influito sul fragile equilibrio tra i mondi.
Il finale non è scontato, né banale: riflette sulla natura del cambiamento, sull’illusione del controllo, e sulla necessità di lasciare andare. Artibani gestisce il ritmo con maestria, alternando introspezione e azione. Non mancano momenti comici (come da tradizione), ma l’impatto emotivo è forte e sincero.
Ancora una volta, la parte visiva è sontuosa: le luci, le ombre, i panorami di Ducktopia raggiungono qui l’apice espressivo. Ogni tavola sembra un dipinto fantasy Disney.
Spazio all'autore: Ducktopia mi ha davvero colpito. È una trilogia che osa e si distingue, capace di portare i personaggi Disney fuori dalla loro comfort zone senza snaturarli. Il mondo costruito è affascinante, i disegni sono spettacolari e l’impronta fantasy è autentica. Non tutto fila sempre alla perfezione – in certi momenti la narrazione corre un po’ troppo – ma nel complesso è un progetto riuscito, originale e pieno di cuore. Se amate il fantasy e vi piacciono le riletture intelligenti dei classici, questa saga fa per voi. – Andrea – World Wide Nerd

