Ai confini del crepuscolo è uno di quegli Speciali di Dylan Dog che si leggono più per l’atmosfera che per la trama in senso stretto.
Scritto da Alessandro Bilotta e disegnato da Nicola Mari, è un albo che punta più sulle sensazioni e sui temi che sull’azione pura.

Non è una storia piena di colpi di scena o momenti horror “urlati”: gioca tutto su un mood freddo, malinconico e straniante, che accompagna il lettore per tutta la lettura e che rappresenta il vero filo conduttore della vicenda.
La Londra innevata fa subito capire che il ritmo sarà lento e riflessivo. Dylan si muove tra personaggi ambigui e situazioni sospese tra la vita e la morte, seguendo una vicenda che ruota attorno a giovani disillusi e a idee disturbanti legate all’eterna giovinezza e al rifiuto del tempo che passa.
Più che una classica indagine dell’Indagatore dell’Incubo, sembra quasi di osservare Dylan mentre attraversa un mondo alla deriva, popolato da figure fragili e inquietanti.

La sceneggiatura non prende il lettore per mano: alcune spiegazioni restano volutamente vaghe e l’albo punta molto su suggestioni e simbolismi. È una scelta che può dividere.
Se piace un Dylan Dog più atmosferico e introspettivo funziona bene, mentre chi cerca una narrazione più lineare e movimentata potrebbe trovarlo un po’ lento o dispersivo.
I disegni di Nicola Mari fanno davvero tantissimo. Il suo bianco e nero, fatto di contrasti forti, neve e ombre profonde, costruisce un potente senso di freddo e distacco emotivo, trasformando spesso le tavole in veri momenti narrativi. Dal punto di vista visivo è probabilmente l’aspetto più riuscito dell’albo.

Non è lo Speciale che ti fa dire “wow” a ogni pagina, né quello più immediato da ricordare per la trama. È però uno di quegli albi che scorrono bene e che riescono a lasciare addosso una sensazione particolare anche dopo averlo chiuso.
Non perfetto e non per tutti, ma sicuramente coerente, suggestivo e visivamente molto riuscito. Consigliato.
Spazio all'autore: Sono un grande estimatore di Bilotta, e pur non seguendo Dylan Dog ritengo che un albo ogni tanto faccia bene all'anima. Questo speciale ne è l'ennesima prova. Validissimo. – Francesco – Ravafra

