EA Sports FC 26 – recensione (di un Pessaro doc)

Il re del calcio è completo ma non perfetto

EA Sports FC 26 segna un nuovo capitolo della serie calcistica di EA dopo l’addio al marchio FIFA. L’hype è alle stelle: sarà davvero il gioco di calcio definitivo o solo un aggiornamento di lusso?

Un nuovo campione di incassi? Dati di vendita e valutazioni

Nel mondo videoludico, FC 26 è già un fenomeno commerciale annunciato. Lo scorso anno il predecessore EA Sports FC 24 attirò oltre  11,3 milioni di giocatori nella prima settimana di gioco, dimostrando che il rebrand post-FIFA non ha confuso i fan.

Anche FC 26 sembra destinato a dominare le classifiche: Electronic Arts conta 700 milioni di utenti nel mondo su cui fare leva, e il nuovo capitolo punta a migliorare persino i record precedenti. Ma perché questo successo?

Le prime valutazioni ufficiali dipingono un quadro positivo ma non rivoluzionario. La media Metacritic si aggira attorno a 80/100 con giudizi generalmente favorevoli. Molte testate lodano il pacchetto calcistico completo, pur notando innovazioni incrementali.

D’altro canto, la community PC su Steam è più severa: soltanto circa il 51% delle oltre 5.000 recensioni utente è positivo, segno di un’accoglienza tiepida e qualche malumore tra i fan storici della serie. Insomma, FC 26 piace ma non entusiasma tutti – un indizio che qualcosa, sotto la patina luccicante, potrebbe scricchiolare.

EA non ha ancora diffuso cifre di vendita per FC 26, ma possiamo scommettere che scalerà rapidamente la vetta dei titoli più venduti del 2025. D’altronde, la macchina da soldi di EA non conosce soste: nel solo Q3 2023 i contenuti live (leggasi Ultimate Team) hanno generato un record di 1,71 miliardi di dollari di incassi.I conti di EA, insomma, sorridono a prescindere dai perfezionismi sul gameplay.

Oggi Trump sorride…è uno dei nuovi soci proprietari di EA…forse!

Ultimate Team: calcio formato loot box

Screenshot di gameplay in EA Sports FC 26: l’azione frenetica di Ultimate Team mette in mostra il carattere arcade del titolo.

Chi conosce la serie sa che Ultimate Team (FUT) è il vero cuore pulsante di FC 26 – il gioco nel gioco, nonché la gallina dalle uova d’oro per EA. Anche quest’anno FUT domina l’offerta, con novità pensate per tenere i giocatori incollati (e il portafogli aperto) mese dopo mese. Tra le aggiunte spiccano gli Eventi Live, una modalità Torneo e migliorie a Division Rivals e FUT Champions, per offrire più varietà competitiva. La sostanza però non cambia: si scartano pacchetti, si costruisce la rosa dei sogni e si compete online in un ciclo che crea dipendenza. EA ha persino introdotto “FUT Rush”, un frenetico 5 contro 5 in stile calcetto arcade, erede della modalità Volta, integrato direttamente in Ultimate Team per partite veloci e caotiche.

numeri di Ultimate Team restano impressionanti. EA non divulga facilmente quanti giocatori popolino FUT, ma basti sapere che questa modalità traina il successo finanziario della serie: nel 2023 ha registrato una crescita a doppia cifra nelle “net bookings” (acquisti in-game) di FC 24. In altre parole, milioni di utenti spendono in FUT e riempiono le casse di EA.

Non sorprende quindi che metà dei menu di FC 26 sembri un enorme hub di Ultimate Team, dalla prima schermata fino alle pubblicità degli eventi futuri.

Certo, dal punto di vista del gameplay puro FUT non è la massima espressione della simulazione calcistica – anzi, è l’apoteosi dell’approccio “fast-food” al pallone: partite rapide, azioni spettacolari, tanta adrenalina e poca tattica.

Ma è impossibile negarne il richiamo: collezionare figurine digitali dei propri idoli e schierarli in campo è tremendamente divertente e appagante (quando il matchmaking non ci accoppia con qualche fenomeno che ci rifila 5 gol in 10 minuti!).

Il tutto a patto di sopportare un sistema di microtransazioni al limite del gioco d’azzardo, con pacchetti dal contenuto casuale che invitano a “shoppare” crediti e punti FIFA – pardon, FC Points – per inseguire Mbappé o Haaland di turno. Su questo fronte, nulla di nuovo: EA sa come monetizzare la passione calcistica, e FC 26 non fa eccezione, anzi rilancia. Non a caso alcune recensioni più critiche hanno definito “orrende” le pratiche di monetizzazione del gioco.

In definitiva, Ultimate Team in FC 26 rimane una lama a doppio taglio: contenutisticamente ricchissimo e capace di regalare ore (euro) di divertimento, ma lontano dal calcio realistico e genuino che i puristi sognano.

Se amate FUT, EA vi dà ancora più eventi e modalità per competere; se lo odiate, probabilmente sarete impegnati altrove – magari su eFootball, dove perlomeno ogni giocatore lo si conquista col sudore in campo (forse…anche i ricavi Konami non scherzano) e non aprendo pacchetti come figurine Panini.

Modalità Carriera e Pro Club: profondità e novità (ma eFootball dov’è?)

Oltre a FUT, EA Sports FC 26 schiera il consueto arsenale di modalità per tutti i gusti. La Carriera Allenatore e la Carriera Giocatore sono sempre presenti e anzi beneficiano di alcuni ritocchi interessanti. In particolare, la Carriera allenatore prosegue il percorso di approfondimento manageriale iniziato l’anno scorso: avremo a disposizione più dati e analisi per scovare talenti, monitorare la rosa e gestire la società. Fa il suo debutto l’inedita opzione “Carriera Tecnico Live”, ovvero sfide scenario in stile what if dove ci viene chiesto di prendere in mano una squadra in momenti chiave della stagione e raggiungere specifici obiettivi con certe limitazioni. Ad esempio, potremmo dover subentrare a metà campionato e salvare una squadra dalla retrocessione, oppure vincere un torneo estivo con budget ridotto. Queste sfide dinamiche aggiungono varietà e rigiocabilità a una modalità che altrimenti rischia la stasi dopo qualche stagione. Inoltre, durante la carriera possono capitare eventi imprevisti (infortuni gravi, malumori di spogliatoio, problemi finanziari societari) che ci costringono ad adattare i piani in corsa. Finalmente un po’ di brio e realismo gestionale – era ora!

Anche la Carriera Giocatore riceve amore, con il sistema degli Archetipi che consente di specializzare maggiormente il proprio alter ego sin dall’esordio, scegliendo tratti distintivi ispirati ai grandi campioni (es: finalizzatore alla Haaland, regista alla Modrić, ecc.). Migliorata la differenziazione degli stili dei portieri, più riconoscibili per tipo di parate e posizionamento – un dettaglio che farà felici gli aspiranti Buffon digitali. Insomma, le carriere in single player di FC 26 sono ancora più ricche e sfaccettate rispetto al passato, pur restando fedeli alla formula classica. Non siamo ancora ai livelli di profondità di un Football Manager, ma per un titolo sportivo mainstream c’è tanta carne al fuoco.

La nuova modalità Carriera Tecnico Live in FC 26 propone sfide manageriali scenario “what if”, arricchendo l’esperienza per chi ama allenare.

Capitolo Pro Club (ribattezzato semplicemente Clubs): l’amata modalità cooperativa online 11vs11 continua la sua corsa, con l’implementazione stabile del cross-play tra piattaforme di stessa generazione (PS5, Xbox Series e PC insieme) introdotto già in FC 24. Giocare in squadra con gli amici indipendentemente dalla console è ormai la norma, e su FC 26 potrete creare il vostro club personalizzato e scalare le divisioni contro altre squadre composte da giocatori reali.

Le novità specifiche per Clubs non sono rivoluzionarie, ma EA dichiara di aver migliorato la responsività e la fluidità anche in questa modalità, beneficiando del lavoro svolto sul gameplay Competitivo. Rimane l’assenza (voluta) di arbitri umani per gestire falli e VAR, ma è il prezzo da pagare per un’esperienza più immediata. Divertimento assicurato in compagnia, specie se siete stanchi di futtarioli individualisti e volete provare il calcio “di squadra” vero (per quanto virtuale).

In sintesi, FC 26 offre un pacchetto di modalità completo come nessun altro gioco di calcio sul mercato. Dalla Carriera offline al Pro Club cooperativo, passando per tornei, stagioni, amichevoli, Volta/FUT Rush e chi più ne ha più ne metta, ce n’è per tutti. Al confronto, eFootball di Konami appare scarno: la controparte gratuita offre praticamente solo la modalità Dream Team (simile a FUT) e partite online/offline semplici, senza una Master League né una modalità carriera equivalente. Konami aveva promesso l’arrivo della storica Master League come DLC a pagamento, ma ad oggi – a quattro anni dal lancio – non se ne vede traccia.

È incredibile ma vero: Master League, la pietra miliare che ha reso grande PES, è sparita da eFootball dal 2021 e ancora non ha una data di uscita. Per i veterani di PES è una ferita aperta, mitigata solo in parte dal fatto che eFootball è gratuito. Dunque, sul fronte contenuti EA Sports FC 26 stravince a mani basse: completezza enciclopedica vs minimalismo forzato. Resta da vedere se la quantità corrisponde alla qualità, soprattutto quando si parla di giocabilità e realismo in campo.

Grafica, sonoro e realismo degli stadi: lo spettacolo continua

Dal punto di vista audiovisivo, EA Sports FC 26 conferma e rifinisce l’eccellenza a cui la serie ci ha abituato. La graficatocca nuovi picchi di fotorealismo – sebbene non rivoluzioni – grazie alla potenza di PS5, Xbox Series e PC di fascia alta. I volti dei calciatori più famosi sono riprodotti con cura maniacale (sudore, tatuaggi e tagli di capelli inclusi), e perfino molti giocatori minori godono di modelli aggiornati. Le animazioni appaiono un filo più fluide rispetto a FC 25, con movimenti naturali e transizioni meno legnose; i portieri, in particolare, mostrano parate più reattive e credibili nelle traiettorie. Certo, chi sperava in un nuovo motore grafico rimarrà deluso: FC 26 è sostanzialmente identico al predecessore a colpo d’occhio, a parte qualche ritocco. Ma l’insieme resta spettacolare, specie nelle azioni concitate al limite dell’area dove giocatori, palla e fisica interagiscono in modo convincente (anche se qualche compenetrazione comica tra arti e corpi capita ancora – la legge non scritta dei giochi di calcio!).

Una menzione d’onore va fatta ai terreni di gioco e agli stadi. EA ha un portafoglio licenze impressionante e lo sfrutta al massimo: troverete oltre 100 stadi ufficiali ricreati nei minimi dettagli. Dalla Serie A (finalmente con Napoli e Romatornate con nomi, stemmi e maglie ufficiali in FC 25 e ora anche 26) ai templi della Premier League, passando per le competizioni europee, ogni impianto ha un’atmosfera unica.

Le tifoserie cantano cori autentici (brividi sentire “You’ll Never Walk Alone” ad Anfield o “Grazie Roma” all’Olimpico) e reagiscono all’andamento della partita; gli striscioni e coreografie colorano gli spalti; i dettagli architettonici – dal Bernabéu in ristrutturazione al futuristico Stadio San Siro(godiamocelo finché esiste) – saltano all’occhio per fedeltà.

Su questo fronte EA surclassa eFootball, che pur vantando qualche esclusiva passata, non può competere con la quantità di stadi e la qualità delle riproduzioni offerte da FC 26.

Giocare in uno Juventus Stadium finalmente con il suo vero nome e non più “Piemonte Calcio Arena” (come ai tempi bui dell’esclusiva Konami) non ha prezzo per gli appassionati.

Anche il comparto audio contribuisce alla magia: la telecronaca in italiano (affidata a Pierluigi Pardo e Lele Adani, voci note delle precedenti edizioni) accompagna le partite con il solito mix di aneddoti e nomi urlati dopo i gol.

Ok, alcune frasi sono riciclate da anni e dopo un po’ scappa un sorriso sentendo ancora “tutto molto bello!” o “ha fatto il cucchiaio!”, ma nel complesso il commento è coinvolgente e ben sincronizzato con l’azione. Gli effetti sonori sul campo sono puliti e realistici: il “boom” del pallone calciato con potenza, il fruscio della rete che si gonfia, il rumore dei tacchetti sul terreno in scivolata. E quando segni un gol decisivo al 90°, il boato dello stadio è davvero qualcosa che dà la pelle d’oca – un brivido che solo i giochi EA riescono a rendere così bene, grazie a registrazioni audio reali dagli stadi.

Un piccolo difetto tecnico da segnalare riguarda la versione PC, dove alcuni utenti riportano occasionali cali di frameratee stuttering in 4K nonostante hardware di alto livello – sintomo forse di ottimizzazione non perfetta o di driver ancora immaturi. Su console, invece, l’esperienza fila liscia a 60fps granitici.

Merita infine un cenno la versione Nintendo Switch 2, novità assoluta: dopo anni di edizioni “legacy” scadenti su Switch 1, EA ha finalmente portato il Frostbite Engine sulla nuova console Nintendo. FC 26 su Switch 2 offre una grafica simile alle old-gen (PS4/XB1) ma con gameplay allineato e tutte le modalità presenti, un bel passo avanti che rende giustizia ai fan nintendari (efootball…arriverà mai su Switch2?).

Insomma, sotto il profilo grafico e sonoro FC 26 mantiene lo scettro: più show televisivo che “partitella al campetto”, ma è ciò che la maggioranza del pubblico vuole.

Gameplay a due velocità: simulazione vs arcade

Veniamo al nodo cruciale: il gameplay. È qui che i gusti personali dell’autore – amante della simulazione calcistica “palla a terra” – cozzano un po’ con la filosofia di EA. Per fortuna, proprio quest’anno gli sviluppatori hanno deciso di affrontare di petto la diatriba tra gioco lento e ragionato vs gioco rapido e frenetico proponendo una soluzione inedita: due preset di gameplay selezionabili. Avviando FC 26 potrete scegliere tra “Gameplay Realistico” e “Gameplay Competitivo”: due settaggi che riflettono appunto le due anime del calcio virtuale. Il primo è pensato per chi vuole un ritmo più cadenzato e simile alla realtà, ideale per le modalità offline come la Carriera. Il secondo strizza l’occhio a chi preferisce partite online veloci e reattive, dunque perfetto per Ultimate Team e match competitivi.

Sulla carta, è una mossa intelligente: due giochi in uno, per accontentare tutti. Ma come funziona davvero? E soprattutto, basta questo a colmare il gap con la simulazione di eFootball? Dopo diverse ore di prova, posso dire che la differenza tra i due preset si sente, seppur non stravolga il DNA di base. In modalità Realistica, FC 26 rallenta di qualche tacca: le manovre diventano più ragionate, i passaggi devono essere calibrati con più precisione e il possesso palla conta. Si nota un maggior peso dei giocatori e della palla – ogni passaggio “pesa” di più, costringendoci a pensare l’azione.

L’IA dei compagni sembra più attenta in difesa nel coprire spazi e fare sovrapposizioni intelligenti, e in generale le partite scorrono con un ritmo vicino a quello di una vera partita TV. Non mancano errori dei giocatori controllati dalla CPU (stop sbagliati, tiri alle stelle) che aggiungono un pizzico di imprevedibilità realistica. Insomma, in Gameplay Realistico FC 26 prova a simulare sul serio: meno trick funambolici, più tattica e costruzione corale, con punteggi spesso contenuti ma ricordatevi che questa rewieu è fatta da un Pessaro!

Passando a Gameplay Competitivo, invece, il gioco torna ad indossare il turbo. L’azione diventa immediatamente più rapida e arcade, con giocatori scattanti, dribbling fulminei e un’enfasi sulle abilità individuali. In questa modalità quasi tutti gli aiuti difensivi dell’IA sono ridotti: sta al giocatore controllare attivamente ogni difensore, scalare la linea e inseguire gli attaccanti avversari senza poter contare troppo su marcature automatiche. Il risultato? Partite più caotiche e spettacolari, dove chi ha reflex migliori e padroneggia skill move può fare la differenza. È evidente che EA punta a soddisfare gli amanti dell’online competitivo, dove contano velocità di esecuzione e pratica, a scapito di un po’ di realismo.

Eppure, per quanto apprezzi lo sforzo di offrire due esperienze, devo dire che FC 26 rimane tendenzialmente un gioco orientato all’azione rapida. Anche col preset Realistico attivo, non raggiunge del tutto la fisicità e la lentezza ragionatache caratterizzavano i vecchi PES o che eFootball tenta di proporre. La fisica del pallone in FC 26 è migliorata ma ancora relativamente prevedibile: i tiri di collo pieno risultano spesso tesi e potenti in modo un po’ omogeneo, mentre in eFootball il comportamento della palla è talvolta più sporco e imprevedibile (rimbalzi strambi, deviazioni davvero casuali).

Sul fronte dei contrasti e scontri di gioco, EA ha fatto progressi: in Realistico si vedono difensori mettere il corpo e vincere contrasti spalla a spalla, e falli più tangibili con relative animazioni. Tuttavia, il feeling generale resta leggermente “leggero” rispetto a eFootball: quest’ultimo, pur con tutti i suoi difetti, spesso offre una sensazione di peso e di lotta per il possesso più marcata – forse perché il ritmo più lento enfatizza ogni singolo duello. Insomma quando sentite l’espressione “the Pitch is our”…forse non hanno tutti i torti!

Dove FC 26 surclassa tutti è nella responsività dei comandi: qui è impeccabile. Sia in Realistico che Competitivo, i giocatori rispondono immediatamente ai nostri input, i passaggi filtranti partono al millisecondo giusto e i trick escono con facilità (se avete la coordinazione giusta). eFootball, al contrario, ha talvolta input lag o comandi meno reattivi, il che può frustrare. D’altra parte, questa reattività estrema di EA va a scapito di un aspetto: la difficoltà.

Anche a livelli alti, un giocatore esperto riesce a infilare triangolazioni veloci o skill combo devastanti con troppa continuità, perché sa esattamente cosa succederà premendo i tasti giusti al momento giusto. In eFootball, con la sua fisica più anarchica, anche il pro player può sbagliare un controllo o vedere un passaggio deviato da un difensore impacciato. Insomma, FC 26 è ancora un po’ troppo “perfettino” e orientato all’esecuzione, meno alla simulazione emergente.

Riassumendo il confronto: EA Sports FC 26 offre un gameplay divertente, immediato e spettacolare, che grazie ai due preset può essere calibrato verso un’esperienza più lenta o più veloce a piacimento. I fan di eFootball noteranno sicuramente passi avanti nella direzione della simulazione con la modalità Realistica (finalmente EA ha riconosciuto l’esigenza di una giocabilità più autentica), ma non aspettatevi un cambio di filosofia radicale.

eFootball rimane più simulativo nel cuore: ritmi ancora più bassi, partite spesso bloccate a centrocampo, importanza del posizionamento e della gestione dei tempi di gioco. FC 26 invece mantiene un’anima arcade che emerge soprattutto online: goal spettacolari, ribaltamenti di fronte continui e risultati tennistici sono all’ordine del giorno in FUT Champions, cosa che su eFootball vedreste molto più raramente.

In definitiva, dal punto di vista del realismo puro, EA Sports FC 26 fa un passo nella direzione giusta ma non supera eFootball. Chi ama il calcio simulativo potrebbe trovare ancora più soddisfazione nelle partite di eFootball (ammesso di sopportarne la carenza di modalità e altri difetti), mentre chi cerca divertimento immediato e tanti contenuti preferirà senza dubbio FC 26.

La (falsa?) bomba di mercato: Trump compra EA?

Tutto nasce da indiscrezioni su una possibile acquisizione di Electronic Arts per 50 miliardi di dollari da parte di un consorzio di investitori. Secondo fonti autorevoli (Wall Street Journal, Reuters, Financial Times) EA sarebbe in trattative avanzate per uscire dalla borsa ed essere ceduta a un gruppo composto dal fondo di private equity Silver Lake, dal fondo sovrano saudita PIF e da Affinity Partners, la società di investimenti di Jared Kushner. Se il nome non vi è nuovo, è perché Kushner non è altri che il genero di Donald Trump.

Ecco il nodo: Trump in persona non sta comprando EA, ma uno dei compratori coinvolti è la società fondata da suo genero – finanziata, peraltro, con capitali sauditi e qatarioti.

Dunque come si è tradotto tutto ciò nel tam-tam mediatico? Con titoli un po’ forzati del tipo “I sauditi e il genero di Trump acquistano EA”. Effettivamente, se l’operazione andrà in porto, Electronic Arts passerebbe sotto il controllo (anche) della famiglia Trump per via indiretta. Un fatto curioso e simbolico: il colosso dei videogiochi sportivi nelle mani di figure vicine a Trump, noto non proprio per essere un gamer incallito… fa sorridere, ma è il segno dei tempi che corrono, tra mega acquisizioni e ingerenze politiche ovunque.

Va detto che al momento l’accordo non è ancora ufficiale. Le fonti parlano di un annuncio possibile a breve, salvo imprevistir. Electronic Arts sarebbe valutata circa 70 miliardi di dollari includendo i debiti, il che ne farebbe uno dei più grandi buyout della storia del gaming. Il fatto che Jared Kushner (e quindi la famiglia Trump) sia coinvolto ha alimentato gossip e meme online – qualcuno già fantastica su DLC presidenziali in FIFA o team “Make Football Great Again” in Ultimate Team! La realtà sarà molto più banale: se l’acquisizione avverrà, difficilmente vedremo Donald Trump aggirarsi negli uffici EA a dare ordini. Più probabile che a livello di giochi cambi poco o nulla nel breve termine.

Ci sono state smentite ufficiali? EA e gli investitori finora hanno non commentato le indiscrezioni. Nessuno ha detto esplicitamente “Trump non c’entra”, forse perché tecnicamente c’entra (via Kushner) ma indirettamente. Possiamo però affermare con sicurezza che “Donald Trump compra EA” è una semplificazione giornalistica, buona per fare notizia ma lontana dal quadro completo. In ogni caso, tenete d’occhio la sezione economia oltre a quella sportiva: le mosse finanziare attorno a EA potrebbero cambiare gli equilibri dell’industria nei prossimi anni. Chissà che il nostro amato gioco di calcio, in futuro, non diventi privato e risponda a investitori molto particolari… Nel frattempo, a noi giocatori interessa una cosa: che continuino a migliorare il gameplay e i contenuti, al di là di chi stacca assegni miliardari dietro le quinte.

EA vs eFootball: campionato vinto a metà

Tirando le somme, come si posiziona EA Sports FC 26 rispetto al rivale eFootball? Siamo di fronte a due filosofie agli antipodi, ognuna con i propri punti di forza e debolezze, e il vincitore dipende da cosa cercate in un videogioco calcistico.

FC 26 è il trionfo della completezza e della spettacolarità. Offre una valanga di contenuti: decine di modalità, migliaia di squadre e giocatori ufficiali, stadi reali, feature per tutti i gusti.

Dal ragazzino che vuole fare pack opening in Ultimate Team, all’appassionato che si fa 15 stagioni di Carriera allenatore, al gruppo di amici che si ritrova la sera in Pro Club, ce n’è davvero per ogni palato. Il tutto confezionato con la miglior presentazione audiovisiva sulla piazza – grafica al top, licenze ufficiali che fanno la felicità dei fanatici (vedere il logo della propria squadra del cuore, anziché nomi fasulli, dà tutta un’altra soddisfazione). FC 26 è un prodotto mainstream che rasenta l’enciclopedia del calcio mondiale interattivo. In questo, eFootball non può competere: il titolo Konami è gratuito sì, ma molto povero in quanto a modalità e licenze extra. Niente campionati offline, niente coppe, niente Master League, roster di squadre limitato (con diverse denominazioni generiche). Insomma, contenutisticamente eFootball gioca in Serie B rispetto all’Champions League di FC 26.

Dove però Konami può ancora sorridere è sul campo del gameplay simulativo. eFootball, erede di PES, mantiene quella filosofia di calcio studiato e realistico che tanti di noi hanno amato: ritmi più lenti, importanza della costruzione dell’azione, partite online spesso tiratissime che finiscono 1-0 dopo lotte a centrocampo.

Certo, eFootball 2024/25 non è perfetto – anzi, ha avuto una valanga di problemi tecnici al lancio che ancora pesano sulla sua reputazione – però nell’ultima versione, eFootball 26, il gameplay è migliorato e offre sensazioni più vicine al calcio vero in alcuni frangenti. FC 26, pur con il nuovo Gameplay Realistico, rimane un’esperienza più accessibile e veloce, che premia giocate spettacolari e skill di pad tanto quanto schemi tattici. Il risultato è che il giocatore orientato alla simulazione pura potrebbe preferire eFootball (se è disposto a chiudere un occhio su tutto il resto), mentre chi vuole il pacchetto completo e non disdegna un po’ di sano arcade sceglierà FC 26 senza pensarci due volte.

Un altro fattore da considerare è il modello di business: EA Sports FC 26 costa prezzo pieno ogni anno (70-80€), più le microtransazioni se uno cede alle tentazioni di FUT; eFootball è free-to-play, scaricabile gratis, con aggiornamenti continui e microtransazioni anch’esso, ma opzionali per godersi almeno le partite online.

Se il portafoglio è un criterio, provare eFootball non costa nulla, mentre per FC 26 bisogna investire subito una cifra considerevole – giusto aspettarsi un prodotto di livello elevato in cambio, e fortunatamente possiamo dire che, al netto delle critiche, FC 26 offre moltissimo per il prezzo che ha. Lato monetizzazione, tuttavia, EA spinge parecchio sul consumatore (vedi FUT), cosa che Konami in eFootball fa in modo più blando per ora ma con eccellenti risultati.

In conclusione, EA Sports FC 26 ed eFootball rappresentano due esperienze diverse sotto lo stesso tetto del calcio virtuale. FC 26 vince per contenuti, polish generale e community attiva; eFootball resiste come alternativa più sim-like e abbordabile. L’ideale per l’appassionato sarebbe quasi “fonderli”: prendere il gameplay di eFootball e inserirlo nella cornice ricchissima di FC 26 – sogno proibito! Ma finché ciò non accade, la scelta sta a voi: volete tutto e subito (e siete disposti a un calcio un po’ cinematografico)? Andate di EA Sports FC 26. Preferite realismo e competizione sul campo senza fronzoli (e non vi pesa la magrezza di modalità)? Date una chance a eFootball.

Completo ma non rivoluzionario

EA Sports FC 26 è, in definitiva, il classico campione che non delude ma nemmeno sorprende. Un gioco solido e straripante di contenuti, capace di intrattenere per centinaia di ore sia l’utente casuale sia il fanatico del calcio. EA ha saputo rifinire la formula inserendo accorgimenti graditi (i due tipi di gameplay, le novità in Carriera, il cross-play diffuso) senza però osare un vero salto di qualità. Il risultato è un titolo che eccelle in quantità e presentazione, ma mostra il fianco su alcuni aspetti qualitativi: il gameplay, pur migliorato, non è ancora allo stato dell’arte simulativa; la spinta sulle microtransazioni rimane aggressiva; le innovazioni anno su anno sono piccole evoluzioni più che rivoluzioni.

Da amante di eFootball, assegno a FC 26 un 8 su 10. Un gioco ottimo ma con margini di miglioramento, specialmente se lo si giudica con occhio critico e non ci si lascia abbagliare dal luccichio delle licenze. Il mio consiglio: se amate il calcio virtuale, FC 26 vi darà praticamente tutto ciò che potete desiderare in termini di modalità e spettacolo, quindi merita l’acquisto. Ma se per voi la giocabilità realistica è LA priorità, potreste restare con la sensazione che “manca qualcosa” – quella profondità che solo la serie di Konami, nei suoi giorni migliori, sapeva offrire.

Spazio all’autore: Lo ammetto senza problemi: sono un inguaribile nostalgico di PES. Ho passato più serate su Master League di quante ne voglia ammettere, e ancora oggi su eFootball cerco quello “feeling” simulativo che EA Sports FC, pur con tutti i suoi fuoriclasse, fatica a restituirmi. Preferisco eFootball, sì – il controllo palla un po’ impreciso, le partite a scacchi in cui un gol è sudato come in finale di Champions, quel senso di soddisfazione quando azzecchi il filtrante millimetrico. È un gusto personale, forgiato da anni di PES e notti insonni a imprecare contro l’IA di Campione. Detto questo, tanto di cappello a EA Sports FC 26. È impossibile non riconoscerne i meriti e la grandiosità del progetto. Ogni volta che avvio FC 26, mi sento come un bambino al luna park: c’è così tanto da fare che il tempo vola tra una modalità e l’altra. Mi lamento del gameplay meno simulativo, è vero, ma poi mi ritrovo comunque a esultare sul divano quando segno il gol promozione in Division Rivals o quando pesco un Icona in un pacchetto Ultimate Team (lo so, maledizione, ci casco anch’io!). EA ha costruito un impero calcistico digitale e capisco perché milioni di giocatori lo adorino. In un mondo ideale vorrei il realismo di Konami unito alla completezza di EA. Nel frattempo, alterno i due: FC 26 per quando voglio divertirmi spensierato, con amici o da solo, immerso in tutto il contorno spettacolare; eFootball per quando ho voglia di una sfida più tecnica e di rivivere quelle sensazioni da “vero calcio” che solo PES sapeva dare. Questa recensione, forse provocatoria, rispecchia la mia doppia anima di videogiocatore di calcio. Alla fine della giornata, la cosa bella è che abbiamo due titoli tra cui scegliere (o da giocare entrambi!). E chissà, magari la concorrenza farà bene a entrambi: EA potrebbe continuare a migliorare il gameplay vedendo la nicchia di appassionati hardcore cercare altrove, e Konami potrebbe imparare da EA a offrire più contenuti e qualità tecnica. Quindi che Konami si svegliasse e tornasse indietro magari! Il vincitore assoluto, in ogni caso, dovremmo essere noi giocatori. Buon calcio virtuale a tutti, qualsiasi maglia – anzi, qualsiasi gioco – decidiate di indossare! Riccardo – Ruta Ruta

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2025-09-28T09:50:05+0000