Elemental – Recensione

Dopo il flop totale del film d’animazione Il viaggio di Arlo del 2015, Peter Sohn torna come regista cimentandosi in una nuova e coloratissima avventura dalle tematiche tutt’altro che scontate in cui i protagonisti assoluti sono gli elementi naturali.

Il debutto al cinema della pellicola però, anche in questo caso, non risulta tra i più fortunati, registrando il secondo peggior esordio della casa di produzione Pixar. Fortunatamente nelle settimane successive la tendenza si è invertita completamente ed il film ha trovato sempre più consenso tra gli appassionati del genere, arrivando ad un incasso complessivo di quasi 500 milioni di dollari e allontanando in maniera definitiva lo spauracchio dell’esperienza precedente.

Un mondo di colori oltre i pregiudizi

La trama racconta di Bernie e Cinder Lumer , due personaggi appartenenti all’elemento del fuoco, che decidono di abbandonare la loro terra d’origine per trasferirsi ad Elemental City ed iniziare una nuova vita. In un primo momento però si imbattono solo ed unicamente nel rifiuto e nella disapprovazione degli abitanti del luogo, che li vedono come individui non adatti a vivere nella loro terra. Nasce a questo punto una linea di narrazione in cui si affronta una tematica particolarmente complessa ed attuale come l’integrazione sociale, con tutte le difficoltà annesse al fatto di trovarsi in luogo dove non si è accettati per colpa di inutili preconcetti. Questo spingerà la coppia ad isolarsi e a crearsi il loro piccolo spazio all’interno della città, partendo da una struttura disabitata e completamente in rovina.

Generazioni a confronto

Successivamente nasce la loro figlia Ember. Il desiderio del padre è quello di prepararla alla gestione del piccolo negozio costruito con i loro tanti sacrifici e gestito con la massima cura e passione. Ma il subconscio della ragazza manda dei segnali inequivocabili, fino a quando non arriva a comprendere che per il suo avvenire vuole tutt’altro che stare dietro ad un bancone a dirigere l’attività dei genitori. Qui il film introduce un altro argomento incredibilmente attuale che vede le aspettative dei genitori per i figli scontrarsi con quello che i figli vogliono veramente per il loro futuro. Ne deriva il conseguente disagio e senso di delusione che Ember prova quando scopre di non voler seguire il progetto dei genitori.

Quando gli opposti si attraggono

Altro punto cruciale è l’incontro tra Ember e Wade Ripple, personaggio appartenente all’elemento dell’acqua. Dal loro rapporto ha origine l’ultimo filone narrativo che tratta di diversità, di convivenza ed accettazione e sembra porre allo spettatore la domanda: possono coesistere insieme due elementi che per loro stessa natura sono così differenti come l’acqua ed il fuoco? la risposta più semplice sarebbe no eppure arrivano ad amarsi, a sfiorarsi con le mani e addirittura ad abbracciarsi. Questo è un chiaro messaggio che con il sentimento e la volontà anche l’impossibile può diventare reale.

Spazio all'autore: Elemental è un film piacevole, emozionante e di gran cuore. Ho apprezzato moltissimo le sue mille sfaccettature e i suoi mille messaggi. Peccato per la narrazione che a tratti sembra essere troppo frettolosa, dando la sensazione di non approfondire a dovere sia le vicende esposte, che i rapporti tra alcuni personaggi. Come ultimo mi ha colpito moltissimo l’animazione particolarmente accurata, con un character design davvero di altissimo livello. Notevoli anche le ambientazioni con una attenzione scrupolosa per ogni minima particolarità e dettaglio. Musiche molto carine e davvero azzeccate. Simone – IlSalottoDiOly

7
von 10
2023-11-20T17:00:00+0000
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