Etna Comics 2025: un grande pienone

Dopo aver superato le 100 mila presenze e aver fatto addirittura sold-out, fra molti alti e bassi si è conclusa la tredicesima edizione di Etna Comics, con il direttore Antonio Mannino che ha già dato l’appuntamento al prossimo anno, sempre dal 30 maggio al 2 giugno.

Il più grande malus di questa edizione è stato probabilmente il padiglione F1, che fino allo scorso anno ospitava l’Area Comics con tutte le case editrici che portavano le proprie novità insieme ai vari artisti che erano lì per incontrare i propri fan. A quanto pare le ristrutturazioni dovute ad un grosso incendio non sono ancora completate e tutti gli stand che occupavano sono stati trasferiti fuori e anche nell’unico piano che per molti anni è stato il punto di incontro per i molti appassionati di fumetti e manga. Ciò ha portato ad un rimescolamento della mappa e delle varie aree tematiche.
Il tutto ha portato ad un inevitabile aumento delle file, che sono tutto sommato normali, se non fosse per la gestione spesso carente di tale fenomeno che ha portato ad una confusione soprattutto mentale, in particolare per chi magari non era della zona.

Eventi

Passando agli eventi, ovvero la parte forse più importante della fiera, il giudizio finale è un 50 e 50. Perché se da un lato la mole degli eventi era moderata ma ugualmente variegata, dall’altro lato vi è stata una brutta gestione degli imprevisti e una quasi mancata comunicazione. Spesso è capitato di incappare in ritardi o addirittura in ospiti che, per problemi personali (su questo non ci permettiamo di dire nulla) non sono riusciti a presenziare agli eventi o alle attività che li vedevano protagonisti e perciò molti si sono ritrovati con questa brutta sorpresa.

Ospiti

Fra graditi ritorni e nuove presenze, soprattutto per quanto riguarda l’ambito del fumetto occidentale, non ci si può affatto lamentare.
Artisti come Alessandro Pastrovicchio, Fabio Celoni, Davide Paratore, Pasqual Ferry, Alex Saviuk e Nick Dragotta (questi ultimi erano praticamente gli ospiti d’onore) hanno allietato migliaia di appassionati con la loro preziosissima presenza. Passando velocemente al lato manga abbiamo avuto soltanto Yumiko Igarashi, conosciuta soprattutto da un pubblico di adulti per aver creato Candy Candy e Georgie. Per carità, un nome importantissimo, ma che rispetto alla moltitudine di artisti occidentali, decisamente più conosciuti anche da un pubblico di giovani, ha un po’ sfigurato. Parlando con varie persone, fra semplici frequentatori e soggetti vicini allo staff, si è percepito il desiderio di avere in fiera una maggiore attenzione per l’ambito manga, animazione e videogiochi, con personalità di spicco e che riescano a portare ancora più gente di quanta non ce ne sia già. Una carenza che persevera, purtroppo, da diversi anni e che si spera venga colmata.

Pareri finali ed esperienza personale

Ma quindi, alla fine, com’è stata questa Etna Comics? Sicuramente meglio dell’edizione precedente e forse anche più vivibile sotto vari punti di vista, ma l’unico problema è stato quello della gestione delle lunghe file e della folla che intralciava chi voleva semplicemente farsi un giro e partecipare a qualche attività.

Ciononostante, grazie alla grande opportunità offertami dal boss che ogni tanto mi lascia scrivere qualcosa qui in questo bel sito, anche quest’anno ho avuto la possibilità di vivere al meglio e più tranquillamente una fiera che altrimenti, nei tre giorni in cui sono andato, non sarei sicuramente riuscito a godermi al 100%.