Final Fantasy VII Rebirth – Recensione (no spoiler)

Ci ha separato da Final Fantasy VII Rebirth una lunghissima attesa. Sono passati ben 4 anni dal primo capitolo e forse ne passeranno altri 4 prima di vedere l’ultimo atto della trilogia che ha dato, dà e darà nuova luce al gioco di ruolo più famoso di sempre.

Final Fantasy VII è infatti uno dei giochi più importanti del mondo videoludico. Si parla di Final Fantasy VII come il miglior gioco mai creato. Un remake next gen era necessario per ben far comprendere come abbia contribuito a far progredire non solo il genere ma i videogame in generale.

Final Fantasy VII è anche il gioco della console war. Inizialmente pensato per la versione CD del SuperFamicon, creo discordia tra Sony e Nintendo e non potendo funzionare al meglio nella ipotetica versione cartuccia per N64, vide la luce in 4 cd su PlayStation. Non a caso oggi ne è un esclusiva!

Nella sue prestigiose versioni deluxe o collector, con ben 2 dischi, Final Fantasy VII Rebirth fa rivivere le avventure di Squad ma si sofferma sul profilo dei singoli personaggi ampliandone l’introspezione ed anche le avventure con diverse novità rispetto al suo predecessore. Se la prima parte infatti era molto fedele questo secondo episodio racchiude molte novità. Chissà cosa accadrà con il capitolo conclusivo che se arrivasse per un ipotetica PlayStation 6 sarebbe il primo gioco ad abbracciare tre generazioni di console.

Ma parliamo meglio proprio delle novità rispetto all’originale.

Cosa cambia

Dopo avere giocato diverse ore si può affermare che la storia originale non viene modificata ma solamente ampliata grazie a dettagli narrativi mai raccontati prima. L’attesa iconica dei combattimenti della saga viene tramutata in un combattimento più action meno frenetico del fratello maggiore XVI ma più vivace rispetto al VII remake. La narrativa risulta più avvincente e profonda cosi da accattivarsi tutti i nuovi giocatori che non conoscono il Mito.

La novità più attesa era la possibilità di usare Sephiroth, seppur come nel gioco del 1997, ma con la speranza di usare la sua Masamune per far strage di nemici. Ebbene si si può fare!

Ogni personaggio ha finalmente un carattere ben definito e le animazioni realizzate, che si discostano dalle bellissime espressioni poligonali dei tempi, danno al gioco una profondità speciale. Si percepiscono le emozioni in ogni dialogo ed ogni confronto è tutt’altro che piatto. In questo Rebirth si nota come l’insieme di grafica musica e trama conferisca al gioco una nuova veste, un motivo per giocarlo nuovamente, un motivo per scoprire cosa accade a Cloud e tutta la compagine.

Partendo dalla grafica, Final Fantasy VII Rebirth stupisce con dettagli visivi incredibili. I personaggi, i luoghi e le creature prendono vita con una qualità visiva che supera di gran lunga quella del gioco originale. Quale che sia l’impostazione scelta l’impatto visivo è stupefacente. L’attenzione ai dettagli nei modelli dei personaggi e negli ambienti è sbalorditiva, trasportando i giocatori in un mondo di ricco di vita e dalle variopinte atmosfere. Le cutscene sono spettacolari e coinvolgenti, arricchendo ulteriormente l’esperienza di gioco. Se il gioco del 1997 era un capolavoro i cambiamenti apportati oggi con la nextgen sono strabilianti.

Le musiche sono un altro punto forte di questo remake. Le composizioni iconiche di Nobuo Uematsu vengono riarrangiate e riorchestrate in modo magistrale, aggiungendo nuova profondità e intensità alle scene e ai momenti chiave della trama. Le melodie familiari evocano una gamma di emozioni, dalla nostalgia alla speranza, fino all’epica battaglia, contribuendo così a immergere completamente i giocatori nel mondo di Final Fantasy VII. La versione Deluxe del gioco contiene una mini colonna sonora come l’edizione del primo capitolo, il Remake, che sono quanto dire per le orecchie.

In confronto al gioco originale, Final Fantasy VII Rebirth si distingue per la sua moderna presentazione e per le sue aggiunte significative, che lo rendono un’esperienza indimenticabile anche per i fan più accaniti. Le occasioni di esplorare nuove città, parti della mappe sconosciute e nuovi mini giochi danno al titolo una longevità immensa. Pur mantenendo l’eredità e la nostalgia del classico, questo remake si eleva a un nuovo livello di grandezza, regalando ai giocatori una nuova prospettiva su una delle storie più amate dei videogiochi.

La Trama

Quanto alla trama, Final Fantasy VII Rebirth riesce a mantenere intatta l’anima dell’originale, pur apportando alcune modifiche e aggiunte che la rendono ancora più coinvolgente. L’introduzione di dialoghi più approfonditi, nuove sequenze narrative e un maggior sviluppo dei personaggi arricchisce ulteriormente la narrazione, permettendo ai giocatori di approfondire le relazioni tra i membri del gruppo e di esplorare nuovi aspetti della storia.Verrnno riproposte anche parti inerenti al personaggio di Zack. Zack è un vero e proprio ingranaggio narrativo che collega Criss Core a Final Fantasy VII Rebirth. Grazie alla sua introduzione risulteranno più chiari molti passaggi narrativi ma qui niente spoiler!

Parlando dei personaggi principali, Cloud Strife, Tifa Lockhart, Aerith Gainsborough e Sephiroth, Final Fantasy VII Rebirth li riporta in vita con una nuova profondità e complessità. La storia di Cloud, il suo passato tormentato e la sua lotta interiore sono resi ancora più intensi grazie alla grafica migliorata e alle nuove sequenze narrative. Vedere Cloud attonito o infuriato e talvolta assente con lo sguardo perso fa comprendere come le espressioni grafiche riescano a decifrare gli stati d’animo che gli autori hanno sempre voluto rappresentare. Tifa brilla come una figura di forza e compassione, mentre Aerith continua a essere un’incarnazione della grazia e della determinazione. Sephiroth, il villain iconico, incute ancora più terrore e mistero grazie alla sua presenza minacciosa e alle sue motivazioni oscure.

Tutto segue lo storyboard originale e si prosegue da dove lasciato nel 2020 con tanto di riassunto video. Final Fantasy VII Rebirth è un semi open world e proprio a differenza del titolo originale in questo Rebirth sarà possibile girare le aree di gioco senza un ordine prestabilito. Questo amplia la portata della dispersione rispetto alla story principale ma regala una infinita possibilità di interazioni. Il cast sorprende dall’inizio alla fine, sia nel gameplay che nella narrazione.

Per vedere e pilotare l’Higwind bisognera attendere il terzo capito come anticipato da Nomura ma cavalcare i Chocobo o effettuare viaggi rapidi fara di certo risparmiare parecchio tempo.

La mappa e molto vasta e si articola su tre principali regioni: Corel Region, Cosmo Canyon, Junon e Grassland oltre alle vaste miniere di Mythril.

Il Queen’s Blood

Come in molti giochi di ruolo anche in Final Fantasy VII Rebirth è stato introdotto un interessante mini gioco collaterale. Stiamo parlando di un gioco di carte il Queen’s Blood. Per giocare serve un mazzo di almeno 15 carte. Il gioco si svolge in turni, ogni giocatore deve mettere pian piano le proprie carte sul banco, il punteggio delle carte scese deve essere maggiore a quello dell’avverarsio per vincere. Tuttavia non è cosi semplice. Nel banco ci sono tre corsie, ogni carta ha diverse capacità è queste si sfruttano proprio a seconda del posizionamento. Ogni posizionamento comporta una conseguenza e l’eventuale sovraposizione con la carta avversaria. Le strategie di gioco non sono immediate ma di certo è meglio del gioco di Final Fantasy 8 o dei Forte Condor.

Invocazioni e combattimenti

ATB come sempre presente, la comodità è l’accesso alla barra dei comandi cosi da gestire magie e abilita a piacimento oltre agli oggetti. Attacco, parate e schivate oltre alle nuove sinergie. Le sinergie, già presenti in INTERGRADE, garantiscono attacchi con più personaggi e quindi la possibilità di raggiungere “stremo” in minor tempo e caricare la barra delle invocazioni più rapidamente. Infine anche in questo capitolo ci sono le limit break, ossia gli attacchi più potenti di ogni personaggio.

Le invocazioni, spettacolari come sempre, vedono gli Esper nella loro forma originale, ma efficacissima. Tornano i volti noti come Ifrit, Shiva, ma scopriremo Alexander, Odino, Kujata e Titano ed il temutissimo Bahamut in una versione diversa da quella di FF VII Remake.

In sintesi

Tra novità, certezze ed esperimenti Square è stata in grado di far traghettare un videogame degli anni 90 nel 2024. Il lavoro svolto è davvero unico. Senza spoiler non possiamo entrare nel merito di certi aspetti ma basti sapere che Fina Fantasy VII Rebirth è un must have.

Spazio all'autore: La Divina Commedia del gaming! Credo che questo paragone sia perfetto. Dalle oscurità di Midgar ai viaggi a caccia di Sephiroth per tutto il pianeta fino alla luce dopo l'ultima battaglia. Final Fantasy VII Rebirth è un'opera magistrale che celebra il capolavoro originale, offrendo una rinnovata esperienza di gioco che cattura l'essenza e l'emozione del classico del 1997. Attraverso una combinazione di grafica mozzafiato, musiche emozionanti e una trama coinvolgente, questo remake si distingue come una vera e propria opera d'arte nel mondo dei videogiochi. In definitiva, Final Fantasy VII Rebirth è un capolavoro videoludico che onora il passato mentre guarda al futuro. Con la sua grafica sbalorditiva, le musiche emozionanti e una trama coinvolgente, questo remake si afferma come una pietra miliare nel mondo dei videogiochi, testimoniando l'eterna grandezza di Final Fantasy VII. Deve essere giocato per bene, richiede tempo e passione ma un gamer non può prescindere da un opera come questa. Immenso, sublime, straordinario…imperdibile! Riccardo – Ruta Ruta

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2024-03-11T17:00:00+0000