G.I. Joe: A Real American Hero Vol. 1

G.I. Joe: A Real American Hero Vol.1. Iniziamo dicendo che arrivare al numero 301 di una serie a fumetti non è un traguardo qualsiasi. È qualcosa che pochissimi autori nella storia del medium possono vantare, e Larry Hama ci arriva con determinazione: senza stravolgere ma soprattutto senza reboot. Dopo la conclusione della run IDW con il numero 300, la serie riparte da Skybound con Hama ancora saldamente al timone.
Il primo volume cartonato edito da saldaPress (che ringraziamo per l’omaggio) raccoglie i capitoli dal 301 al 305 e pubblicati tra novembre 2023 e marzo 2024 negli USA.

Urge una premessa: G.I. Joe: A Real American Hero è una serie che Larry Hama ha iniziato a scrivere per Marvel Comics nel 1982, continuata poi per IDW Publishing, e ora proseguita sotto Skybound senza soluzione di continuità narrativa. Il numero 301, quindi, non è un inizio: è la prosecuzione di decenni di continuity accumulata.
Skybound lo presenta come un buon punto di ingresso per i nuovi lettori, ma la verità è che chi non ha dimestichezza con i personaggi troverà qualche fatica nella fase di ambientamento iniziale. Seppur le lunghe pagine riassuntive di inizio capitolo siano molto utili per recuperare decenni di storie (di seguito un esempio).

Il volume si apre con una sequenza ad alto impatto: Serpentor Khan fa detonare una bomba a virus mutante su Cobra Island, trasformando sé stesso, Mindbender e tutti i presenti in creature cannibali. Nel caos che ne segue, i G.I. Joe riescono ad evacuare l’isola ma non senza perdite: il numero 301 esordisce con la promessa che un Joe non sopravviverà all’albo, e Hama mantiene la parola data.

Il capitolo 302 porta il lutto all’interno del team, mentre le minacce si moltiplicano su più fronti: Cobra Commander fa ritorno a Springfield e il mutante Serpentor Khan stringe un’alleanza con un nuovo e inatteso alleato. La città di Springfield (storicamente il quartier generale segreto di Cobra sotto le mentite spoglie di una normale cittadina americana) torna al centro della scena come campo di battaglia e come enigma da decifrare.
I due capitoli successivi seguono una squadra di ricognizione dei Joe infiltrata in Springfield, guidata da Dawn Moreno messa alle strette dai Ninja Blu, la nuova arma letale di Cobra. Lo scontro tra Dawn Moreno e questa forza d’élite nemica costituisce il momento d’azione più sostenuto del volume.
L’ultimo capitolo chiude l’arco con un doppio colpo di scena: Dawn si trova ad affrontare un tradimento a Springfield mentre i suoi alleati scoprono che la morte non è necessariamente definitiva quando si tratta delle nuove armi di Cobra, e il vero piano di Serpentor Khan rimane ancora avvolto nel mistero.

Sullo sfondo di tutto questo aleggia il ritorno dello Snake Eyes originale, uno dei colpi di scena più attesi dai fan di lunga data.

Hama scrive come sa fare: dialoghi asciutti, ritmo serrato, informazioni tattiche distribuite con precisione, personaggi che si muovono con la logica interna di un’unità militare in campo. E’ un fumetto d’azione ben costruito con personaggi in cui il lettore di lunga data crede davvero. Il difetto storico di questo approccio è anche la sua forza: Hama non si reinventa mai, il che significa che chi ama la serie trova esattamente ciò che cerca, e chi non la conosce fatica ad entrare in empatia con i personaggi.

Chris Mooneyham è la vera novità di questa fase della serie, e si rivela una scelta felice. Il suo stile dinamico e sporco al punto giusto si adatta perfettamente al tono militare e muscolare della serie. Mooneyham porta aria fresca dopo gli anni IDW, con tavole che non lesinano sul dettaglio tecnico degli equipaggiamenti pur mantenendo leggibilità nelle sequenze concitate. I colori di Francesco Segala (colorista italiano) completano il lavoro con una palette che alterna toni caldi nei momenti d’azione a toni più freddi nelle sequenze di infiltrazione.

Il volume funziona bene come primo capitolo di una nuova fase, soprattutto per il fan storico: i personaggi respirano, il villain convince, l’azione è ben scandita tra i cinque albi.
La gestione di Serpentor Khan come antagonista evoluto e imprevedibile è uno dei punti più alti.

Il limite è strutturale: cinque numeri corrispondono a pochissimo spazio per costruire qualcosa di autonomamente concluso. Il volume è un prologo esteso più che un’opera compiuta, e chi si aspetta una storia con un inizio e una fine rimarrà con più domande che risposte. Non è necessariamente un difetto per una serie in corso, ma vale la pena saperlo prima di acquistare.

G.I. Joe: A Real American Hero Vol. 1 è quindi esattamente ciò che promette: la continuazione fedele e competente di una saga che ha attraversato quarant’anni senza mai tradire la propria natura. Hama non cerca il capolavoro, cerca di raccontare bene le storie di un gruppo di soldati contro una cospirazione globale, e ci riesce. Mooneyham aggiunge energia visiva autentica. Il risultato è un volume solido, onesto, pensato per i fan della serie ma con abbastanza azione e personaggi ben delineati da poter interessare anche chi viene dal G.I. Joe di altri media.
Non è il posto in cui cercare fumetti che cambiano il genere, ma è un posto in cui trovare un genere che funziona ancora. Anche dopo tutto questo tempo.

Spazio all'autore: Un volume difficile da digerire, va detto. Quarant'anni di continuity non si possono digerire ed assimilare in poche pagine di prologo. In ogni caso, un "primo" numero gradevole, che però verrà apprezzato più ai fan storici della saga, piuttosto che dai nuovi lettori. Francesco – Ravafra

7
von 10
2026-04-11T16:00:00+00:00