Siamo abituati a pensare che il denaro possa comprare qualsiasi cosa.
Una casa più grande.
Vestiti più costosi.
Un’istruzione migliore.
Amicizie.
Rispetto.
Perfino il diritto di decidere chi merita di stare in alto e chi, invece, deve rimanere in basso.
Ci sono luoghi in cui il cognome conta più della persona.
Dove nascere nella famiglia giusta può trasformarti in qualcuno.
E nascere in quella sbagliata può trasformarti in nessuno.
Ma cosa succede quando una ragazza qualunque decide di non stare al gioco?
Quando l’unica cosa che possiede è una volontà abbastanza forte da non piegarsi davanti a nessuno?
Forse è proprio allora che iniziano i problemi.
Perché in un mondo costruito sul potere, la cosa più pericolosa che si possa fare è smettere di avere paura.
Tutto questo è Hana Yori Dango, uno shoujo sempre attuale scritto e disegnato da Yōko Kamio ed edito da Planet Manga che ringraziamo per la copia omaggio del primo volume della nuovissima Ultimate Deluxe Edition.
Tsukushi Makino si è da poco trasferita nella prestigiosa Scuola superiore Eitoku e non vuole dare troppo nell’occhio. Tuttavia, una serie di eventi la porterà a scontrarsi con i 4 Fiori, i quattro ragazzi più noti della scuola: delle vere e proprie autorità!
-Trama dell’editore

Una trama controversa sin da subito
Tsukushi Makino non appartiene a quel mondo. La sua famiglia non è ricca e la prestigiosa Eitoku è un universo completamente diverso da quello a cui è abituata. La scuola è frequentata dai figli delle famiglie più facoltose e influenti del Giappone, ragazzi cresciuti nella convinzione di poter ottenere qualsiasi cosa semplicemente perché possono permetterselo.
Tra loro spiccano gli F4, i cosiddetti Flower Four: quattro ragazzi ricchi, belli e incredibilmente influenti, capaci di esercitare sulla scuola un’autorità che va ben oltre quella degli stessi insegnanti.
Tsukushi vorrebbe semplicemente passare inosservata, studiare, diplomarsi.
E lasciarsi alle spalle quel mondo che non sente appartenerle.
Peccato che sia praticamente impossibile quando ci si trova davanti a Tsukasa Domyoji un ragazzo arrogante, violento e viziato, abituato a ottenere tutto ciò che desidera e a non accettare mai un “no” come risposta.
Quando Tsukushi decide di opporsi agli F4, la sua vita scolastica viene completamente stravolta ed è proprio da questo scontro che prende forma una storia destinata a diventare uno dei grandi classici dello shōjo.
Una protagonista tutt’altro che indifesa
Uno degli elementi che colpisce maggiormente nel primo volume è senza dubbio Tsukushi.
In un genere che spesso ci ha abituati a protagoniste timide, impacciate e apparentemente incapaci di reagire alle difficoltà, Yoko Kamio sceglie di costruire una ragazza profondamente diversa.
Tsukushi ha paura, si sente fuori posto. Sa perfettamente quanto sia più potente il mondo contro cui sta combattendo.
Eppure non riesce a rimanere in silenzio davanti alle ingiustizie.
È proprio questa contraddizione a renderla interessante. Non è un’eroina invincibile e non ha alcun potere particolare. È semplicemente una ragazza normale che, davanti a qualcosa che ritiene sbagliato, decide di reagire.
Ed è probabilmente questo il vero punto di forza del personaggio. Tsukushi non combatte perché pensa di poter vincere ma perché, semplicemente, non riesce ad accettare di perdere la propria dignità.
Un mondo costruito sulle differenze sociali
Dietro le dinamiche apparentemente esagerate e quasi surreali del racconto si nasconde una critica sociale piuttosto evidente.
L’Eitoku non è soltanto una scuola prestigiosa me è la rappresentazione di una società in cui il denaro stabilisce il valore delle persone.
Gli studenti più ricchi possono permettersi qualsiasi cosa, mentre chi non appartiene a quel mondo viene immediatamente considerato inferiore. Gli F4 rappresentano l’espressione più estrema di questo sistema: quattro ragazzi talmente potenti da poter trasformare la vita scolastica di chiunque in un inferno semplicemente decidendo di farlo.
Ed è qui che l’opera diventa più interessante. Perché dietro le gag, gli scontri e le situazioni volutamente sopra le righe, Kamio racconta un ambiente profondamente tossico, nel quale il bullismo viene normalizzato e il potere viene utilizzato come strumento di controllo.
Il tutto senza rinunciare alla componente romantica e alla leggerezza tipica dello shoujo.
La contraddizione degli F4
Gli F4 sono quattro personaggi molto diversi tra loro, ma accomunati da un elemento fondamentale: appartengono a un mondo completamente distante da quello di Tsukushi.
Se da una parte Domyoji rappresenta l’arroganza e l’impulsività portate all’estremo, Rui Hanazawa assume fin da subito un ruolo più enigmatico e affascinante.
È proprio questo contrasto a rendere interessante il gruppo.
Non sono semplicemente “i quattro ragazzi belli della scuola” ma sono quattro facce differenti dello stesso potere e, soprattutto, rappresentano il mondo che Tsukushi ha deciso di non accettare.
Ed è difficile non chiedersi, già dopo questo primo volume, quanto profondamente potranno cambiare nel corso della storia.
I punti di forza
Il più grande punto di forza del primo volume è sicuramente Tsukushi. La sua personalità riesce a sorreggere una storia che, almeno sulla carta, parte da una premessa tutt’altro che originale: la ragazza comune che si ritrova circondata dai ragazzi più belli e ricchi della scuola. La differenza sta nel modo in cui Kamio utilizza questo cliché per costruire una protagonista capace di ribellarsi e di mettere costantemente in discussione il mondo che la circonda.
Funziona molto bene anche l’equilibrio tra commedia e tematiche più serie. Il manga riesce a far sorridere attraverso situazioni volutamente esagerate, per poi affrontare immediatamente dopo temi come il bullismo, le differenze economiche, il privilegio e l’abuso di potere.
Un altro elemento particolarmente riuscito è il ritmo. Nonostante le tante pagine del volume, la lettura scorre rapidamente e la continua successione di eventi rende difficile interrompere la lettura.
È uno di quei primi volumi che, una volta iniziati, spingono naturalmente a voler scoprire cosa succederà nella pagina successiva.
Lo stile dell’opera
Dal punto di vista grafico, Hana Yori Dango mostra chiaramente la sua età.
Il tratto di Yoko Kamio è molto diverso dagli standard estetici a cui lo shoujo contemporaneo ci ha abituati, ma possiede una personalità estremamente riconoscibile.
Le espressioni dei personaggi sono spesso esasperate, quasi caricaturali, soprattutto durante le numerose situazioni comiche. Ed è proprio questa scelta a funzionare particolarmente bene, perché permette alla componente umoristica di convivere con i momenti più drammatici.

L’edizione italiana
L’edizione proposta da Planet Manga è di formato grande, carta utilizzata è di primissima qualità che permette di godersi appieno le tavole che risultano capaci di far risaltare i disegni dell’autrice.
Nota di merito alla cura dei dettagli nell’edizione e alla morbidezza del volume che risulta estremamente maneggevole e piacevoli al tatto.
A nostro parere, il prezzo di ogni albo (14,90€) risulta in linea e rispetta il valore dell’edizione proposta.
Uno sguardo all’autrice
Nata a Tokyo il 29 giugno 1966, Yoko Kamio è una delle figure più rilevanti del panorama del fumetto giapponese. Inizialmente orientata verso studi commerciali, ha fatto il suo debutto professionale come mangaka alla fine degli anni ’80.
Il successo planetario arriva nel 1992 con l’inizio della serializzazione di Hana Yori Dango (Boys Over Flowers) sulla rivista Margaret. La storia di Tsukushi Makino e dei leggendari F4 è diventata il manga shōjo più venduto di sempre in Giappone, valendole il prestigioso Shogakukan Manga Award nel 1996 e dando vita a numerosi adattamenti anime, film e celebri serie TV live-action in tutta l’Asia.
Nel corso della sua carriera ha dimostrato una notevole versatilità narrativa, firmando opere apprezzate come Cat Street (2004), incentrata sul riscatto sociale e personale di ex ragazzi problematici, e Matsuri Special (2007), dedicata al mondo del wrestling professionale.

Spazio all'autore: Hana Yori Dango è uno di quei manga che dimostrano quanto possa essere difficile giudicare un'opera soltanto dalla sua premessa. A prima vista sembra il classico shōjo scolastico. Una ragazza normale. Una scuola prestigiosa. Quattro ragazzi bellissimi. E, inevitabilmente, l'amore. Ma basta andare oltre la superficie per trovare una storia che parla di potere, privilegi, bullismo, differenze sociali e della difficoltà di rimanere fedeli a se stessi quando tutto ciò che ci circonda ci spinge nella direzione opposta. Yoko Kamio prende alcuni dei cliché più conosciuti del genere e li trasforma in qualcosa di sorprendentemente coinvolgente. E poi c'è Tsukushi. Una ragazza che non dovrebbe avere alcuna possibilità contro il mondo degli F4. Eppure continua a combattere. Forse perché non serve essere i più ricchi. Non serve essere i più belli. Non serve avere il potere. A volte basta essere l'unica persona nella stanza disposta a dire di no. Ed è proprio da quel "no" che, dopo oltre trent'anni dalla sua prima pubblicazione, Hana Yori Dango continua ancora oggi a farsi ricordare. – Francesco – Crea.tivedreamer

