PARTE 1
Lord Voldemort, il Signore Oscuro. In questa prima parte , esploreremo l’ascesa di colui che ha terrorizzato il mondo magico, seminando paura e distruzione. Ma chi era davvero Tom Riddle prima di diventare il mostro che tutti temevano? Oggi vi porteremo indietro nel tempo, alle origini di un ragazzo destinato a cambiare per sempre la storia della magia.
LA NASCITA DI TOM RIDDLE
La storia di Lord Voldemort inizia in un luogo tutt’altro che magico: un orfanotrofio babbano a Londra, il 31 dicembre 1926. Qui nasce Tom Marvolo Riddle, un bambino che, fin dal primo respiro, porta con sé un destino straordinario… e terribile. Ma chi erano i suoi genitori? E come è nato il futuro Signore Oscuro?
Sua madre, Merope Gaunt, era una discendente diretta di Salazar Serpeverde, uno dei fondatori di Hogwarts. I Gaunt erano una famiglia purosangue ossessionata dalla purezza del sangue, ma caduta in disgrazia, ridotta a vivere in povertà e squallore. Merope, una ragazza timida e maltrattata dalla sua stessa famiglia, si innamorò perdutamente di un babbano, Tom Riddle Sr., un uomo ricco e affascinante che viveva nel vicino villaggio di Little Hangleton.
Ma questa non è una storia d’amore a lieto fine. Secondo molte teorie, Merope usò un filtro d’amore o l’Imperius per costringere Tom Riddle Sr. a stare con lei. Quando rimase incinta, Merope, forse sperando in un amore autentico, smise di usare la magia. Ma Tom Sr., libero dall’incantesimo, la abbandonò senza pietà. Sola, disperata e senza risorse, Merope diede alla luce suo figlio in un orfanotrofio, morendo poco dopo. Prima di spirare, chiese che il bambino fosse chiamato Tom, come suo padre, Marvolo, come suo nonno, e Riddle, il cognome dell’uomo che aveva amato e perduto.
L’INFANZIA ALL’ORFANOTROFIO
Cresciuto nell’orfanotrofio Wool’s, Tom Riddle non era un bambino come gli altri. Fin da piccolo mostrava segni di qualcosa di… diverso. Non aveva amici, non cercava affetto. Era freddo, calcolatore, e già dimostrava un talento per la manipolazione. Ma, soprattutto, Tom scoprì di poter fare cose che nessun altro poteva: far muovere gli oggetti senza toccarli, controllare animali, persino infliggere dolore a chi lo contrariava.
Questi non erano semplici capricci di un bambino. Tom stava manifestando i primi segni della sua magia, senza sapere cosa fosse. Usava i suoi poteri per spaventare gli altri bambini, rubando i loro oggetti e creando una sorta di dominio nell’orfanotrofio. Un episodio, raccontato in Harry Potter e il Principe Mezzosangue, ci mostra la sua crudeltà: portò due compagni in una grotta e li terrorizzò, lasciandoli traumatizzati.
Ma non era solo la magia a renderlo speciale. Tom era incredibilmente intelligente, affascinante quando voleva, e aveva un’ossessione per essere diverso, unico. Odiava il suo nome, Tom, perché era ‘comune’. Odiava l’idea di essere come gli altri. E, soprattutto, non aveva idea di avere un’eredità magica… almeno fino all’arrivo di un uomo che avrebbe cambiato tutto: Albus Silente.
L’INCONTRO CON SILENTE
Nel 1938, quando Tom aveva 11 anni, Albus Silente, allora professore di Trasfigurazione a Hogwarts, bussò alla porta dell’orfanotrofio. Il suo compito? Informare Tom della sua natura magica e offrirgli un posto nella scuola di magia e stregoneria. Ma l’incontro non fu esattamente caloroso.
Tom, diffidente, pensò inizialmente che Silente fosse un medico venuto a rinchiuderlo in un manicomio. Ma quando Silente gli rivelò la verità – che era un mago, che i suoi poteri erano reali e che c’era un mondo dove sarebbe stato speciale – qualcosa scattò in lui. Tom non era sorpreso: aveva sempre saputo di essere destinato a grandi cose dí essere speciale. Tuttavia, mostrò subito il suo lato oscuro. Quando scoprì Silente di una scatola piena di oggetti rubati, trofei delle sue piccole crudeltà glielo disse.
Silente, con la sua calma leggendaria, non si lasciò intimidire, ma colse subito la pericolosità di quel ragazzo. Gli impose di restituire gli oggetti e lo avvertì che a Hogwarts la magia doveva essere usata con responsabilità. Tom, però, non vedeva l’ora di lasciare l’orfanotrofio e scoprire il mondo magico. Per lui, Hogwarts non era solo una scuola: era il primo passo verso il potere.

