Il Verme Conquistatore è uno dei volumi più importanti dell’intera saga di Hellboy: segna una svolta narrativa decisiva e rappresenta uno dei picchi creativi di Mike Mignola. Pubblicato originariamente come mini-serie di quattro numeri, oggi è considerato uno dei capitoli imprescindibili per comprendere l’evoluzione del personaggio e il suo rapporto con il B.P.R.D.

Hellboy e Roger l’Homunculus vengono inviati in un castello tra le montagne, dove un gruppo di neo-nazisti sta tentando di riportare sulla Terra un’antica creatura spaziale nota come “il verme conquistatore”. L’atmosfera è quella delle migliori avventure pulp: scienziati folli, rovine gotiche, macchinari improbabili, ritorni del passato e antiche profezie.
Ma il cuore del volume non è la minaccia cosmica: è la crisi di identità e di fiducia che Hellboy vive nei confronti dell’organizzazione per cui lavora.
Diversi sono i punti di forza di questo quinto volume della saga di Helllboy:
- Mignola al massimo della forma: il tratto è iconico, essenziale, potentissimo. La composizione delle tavole è un equilibrio perfetto tra chiaroscuri netti, simbolismi e atmosfere lovecraftiane. Ogni vignetta sembra animata.
- Una storia che cambia tutto: questo volume segna una vera svolta. Non è solo un’altra missione, ma un momento in cui Hellboy rivaluta se stesso, il proprio destino e il suo ruolo nel mondo. È un punto di rottura emotivo e professionale.
- Roger sempre più centrale: il rapporto tra Hellboy e Roger è uno dei motori emotivi della storia. Roger è fragile, potente, ingenuo, umano: un contrasto ideale con il cinismo e la stanchezza crescente di Hellboy.
- Atmosfera pulp da manuale: nazisti, mostri cosmici, citazioni lovecraftiane, castelli in rovina e scienza proibita: un mix irresistibile per chi ama l’horror d’avventura.

Veramente pochi i punti deboli (come d’altro canto siamo stati ben abituati da Mignola).
La storia dà per scontati alcuni eventi del passato di Hellboy: chi non ha letto i volumi precedenti capirà comunque, ma potrebbe perdere parte del significato emotivo. Ma lo diamo per scontato.
Altro punto a “sfavore”: alcuni comprimari hanno poco spazio, ma è una scelta narrativa più che un limite.
Il Verme Conquistatore è uno dei capisaldi assoluti della saga, una storia che definisce Hellboy sia come personaggio che come mito. È epico, cupo, poetico e sorprendentemente intimo.
Mignola dimostra una maturità narrativa rara: dietro l’azione e il pulp, la storia parla di identità, responsabilità e libertà dal proprio destino.
Se qualcuno volesse leggere un solo volume di Hellboy per capire “chi è Hellboy”, questo sarebbe tra i primi da consigliare.

Spazio all'autore: Un volume fondamentale: atmosferico, potente, ricco di significato e perfettamente illustrato. Un vero classico del fumetto moderno. Voto finale come sempre altissimo, per Hellboy. Stra meritato. – Francesco – Ravafra

