Terzo volume per la nuova edizione delle avventure di Hellboy da parte di Star Comics. Potete trovare le recensioni dei primi due volumi qui.
Pubblicato come parte integrante dell’universo narrativo di Hellboy, La bara incatenata e altre storie si presenta come una raccolta di racconti brevi che rivelano il cuore più folclorico, gotico e personale dell’opera di Mike Mignola. Questo volume è un esempio lampante di come l’autore riesca a combinare mito, orrore e poesia visiva, piazzando sempre più tasselli fondamentali del passato di Hellboy e facendo immergere il lettore in atmosfere cariche di simbolismo, malinconia e tensione.

Le storie nel dettaglio
Il Cadavere
Basata su un racconto del folclore irlandese, questa storia è un piccolo gioiello di umorismo macabro, dal ritmo perfetto. Hellboy deve portare un cadavere in diversi luoghi per permettere a una famiglia di riavere indietro il loro bambino, rapito dalle fate. L’equilibrio tra azione, ironia e tradizione fiabesca è esemplare: un racconto breve ma indimenticabile.
Scarpe di ferro
Una fiaba nera, ancora una volta ispirata al folklore celtico. Il tono cupo e grottesco si sposa con la consueta ironia del protagonista. È una delle storie più brevi del volume, ma colpisce per la sua intensità e per la capacità di evocare molto in poche tavole.
Baba Yaga
In questo racconto, Hellboy affronta la celebre strega slava, uno degli incontri più iconici dell’intera saga. Mignola reinterpreta magistralmente il mito della Baba Yaga, rendendolo parte organica del suo universo narrativo. L’uso del colore, l’atmosfera surreale e l’ambientazione sospesa tra fiaba e incubo sono impareggiabili.

Un Natale sottoterra
Una storia natalizia atipica, dal tono malinconico e sognante. Hellboy si trova coinvolto in un mistero che rievoca spiriti del passato e leggende dimenticate. Un racconto dolceamaro, che mostra il lato più riflessivo del personaggio, in contrasto con il consueto umorismo ruvido.
La bara incatenata
Il cuore del volume. Questo racconto è fondamentale per la mitologia di Hellboy: qui si rivelano dettagli sul suo passato, sulle sue origini e sul peso del destino che porta con sé.
È una storia intensa, potente e visivamente mozzafiato, con dialoghi misurati e un senso del tragico che richiama potentemente la grande letteratura gotica.
Le tavole sono tra le più iconiche della serie.
I lupi di Saint August
Un horror in piena regola, con atmosfere che ricordano Lovecraft. Licantropi, antichi peccati, maledizioni… tutto si combina in una storia che, pur non essendo fondamentale per la trama orizzontale, cattura per la sua struttura narrativa e il ritmo serrato.
Quasi un colosso
Storia di raccordo tra eventi precedenti e futuri, con protagonista Roger, l’homunculus. È forse il racconto meno autonomo del volume, ma necessario per comprendere l’evoluzione dell’universo del B.P.R.D. e le dinamiche tra i personaggi. A livello grafico, mantiene l’altissima qualità generale.

La bara incatenata e altre storie non è soltanto una raccolta di racconti brevi: è una mappa interiore dell’anima di Hellboy. Ogni storia aggiunge un frammento di umanità, mito e destino al personaggio, trasformandolo in qualcosa di più di un semplice “mostro che picchia altri mostri”.
Mignola, coadiuvato dal talento di Dave Stewart ai colori, raggiunge in queste storie una delle vette più alte del fumetto contemporaneo: lo stile grafico essenziale e simbolico, i silenzi, le ombre, l’uso del rosso e del nero, il respiro mitologico e la malinconia onnipresente creano un mondo che pulsa di poesia e mistero.
Questo volume, pur essendo il terzo, è paradossalmente anche l’ideale punto d’ingresso per chi vuole scoprire Hellboy: è breve, eterogeneo, denso di riferimenti culturali e perfettamente godibile anche senza aver letto le storie precedenti.
Spazio all'autore: Un capolavoro breve, che mostra Hellboy al suo meglio. Essenziale, potente, evocativo. Un’opera che conferma quanto il fumetto possa essere letteratura, arte e mito allo stesso tempo. – Francesco – Ravafra

