Hunger Games: La ballata dell’usignolo e del serpente-Recensione

Film del 2023 per la regia di Francis Lawrence esce nelle sale l’adattamento prequel del romanzo scritto da Suzanne Collins nel 2020 ambientato in un mondo distopico posto apocalittico.

L’usignolo e il serpente

Il film racconta la storia di un giovane Coryolanus Snow, ben diverso da come l’abbiamo conosciuto nei precedenti capitoli, che tenta di riportare in auge il cognome della sua famiglia dopo che è caduta in disgrazia a causa della guerra con il distretto 13 . La trama e la narrazione impostata nella pellicola non vede la centralità ne nei giochi ne nella rivoluzione dei distretti bensì in quella che è una crescita del futuro leader di Capitol City tramite lotte per il potere. L’altra protagonista è la giovane ed interessante Lucy Gray, una ragazza proveniente dal distretto 12 che inizialmente può fastidiosamente assomigliare a Katniss ma che con il passare dei minuti si differenzierà sempre di più dandoti modo di apprezzarla e comprendere le sue scelte.

Gli attori e di conseguenza i personaggi che compongono il primo distretto tra cui un Peter Dinklage e una Viola Davis in grande spolvero a livello di recitazione riescono ad imprimere carattere e carisma tanto da risultare talmente spietati da calarsi perfettamente in questo mondo post apocalittico. Ed è proprio la spietatezza a fare da padrona com’è sempre stato nei film di Hunger Games. Crudeltà e violenza sono alla base dei giochi e delle lotte al potere per il primo distretto in cui il protagonista Snow dovrà districarsi tra i giovani ambiziosi come lui e ridare lustro alla sua famiglia. è qui che il rapporto tra i due protagonisti cresce dimostrando come Lucy non sia Katniss, quest’ultima si dimostra più stratega e meno combattente ma abile uguale nel saper convincere la il pubblico ad essere seguita, proprio come accadrà molti anni più tardi alla ghiandaia imitatrice icona della rivolta.

L’intreccio tra i due sforna in una storia d’amore più marcata rispetto ai libri in cui è sì presente la componente egoistica di Snow che cresce come un serpente e una delle parti fondanti del libro che era proprio lo sfruttarsi a vicenda per raggiungere uno scopo comune si mischia più e con la storia d’amore. Risultando cosi poco chiara la strategia e l’egoismo che sono un perno fondante del libro.

La regia e gli effetti visivi sono tutto sommato discreti e fanno il loro compito per i 160 minuti di durata del film che non si sentiranno mai e anzi saranno ben visibili forzature attue a portare avanti la storia. Nota di merito alle musiche, tutte ben composte e realizzate cosi come i costumi che hanno sempre caratterizzato Panem.

La ballata del usignolo e del serpente è un prequel con i classici difetti da trasposizione cinematografica ma che risulta più scorrevole degli ultimi due film della saga di Hunger Games in cui politica amore e spietatezza si intrecciano proprio come il rapporto trai due protagonisti.

Spazio all'autore: Nonostante le mie bassissime aspettative su questo prequel sono rimasto sorpreso dalla capacità di attori e regista di dare nuova linfa ad un franchise che dopo i primi due coinvolgenti film era andato a calare. La rappresentazione di Panem, gli intrighi politici e la violenza di alcune scene e decisioni convergono in un finale soddisfacente e tutt'altro che banale che non posso fare altro che elogiare. Il prequel di Hunger games dimostra com'è possibile ridare linfa ad una saga anche dopo anni in cui questa è rimasta ferma. Simone – Leviatano

7
von 10
2023-11-16T17:00:00+0000
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