Il Cavaliere del Drago – La Valle senza Ritorno – Recensione

Siamo attratti dal mito.

Da ciò che non comprendiamo ma che, in qualche modo, ci parla da sempre.

Cerchiamo risposte in leggende antiche, in storie di eroi e regine dimenticate.

Abbiamo bisogno di credere che ci sia ancora un confine tra la realtà e la magia.

Ci illudiamo che il bene e il male siano opposti chiari, due estremi destinati a combattersi per l’eternità.

Ma spesso sono la stessa cosa, separati solo da una spada sguainata nel momento sbagliato.

Siamo cavalieri senza armatura, alla ricerca di redenzione in un mondo che non crede più negli dei.

Cerchiamo il drago da sconfiggere, anche quando il drago è dentro di noi.

E forse è proprio per questo che storie simili riescono ancora a incantarci: perché parlano della nostra eterna battaglia contro ciò che siamo destinati a diventare.

Tutto questo è Il Cavaliere del Drago – La Valle senza Ritorno, sequel de Il Cavaliere del Drago scritto da Emanuele Arioli, disegnato da Emiliano Tanzillo ed edito da Saldapress che ringraziamo per la copia omaggio.

Il regno di Artù è di nuovo in pericolo. Morgana è stata sconfitta, ma l’antica magia non è svanita del tutto e una nuova minaccia incombe: Owain, figlio illegittimo della strega, ha infatti usurpato il trono di Bretagna e sogna di piegare l’intera isola al proprio volere, reclamando il titolo di Cavaliere del Drago. Segurano, accompagnato dai suoi compagni, incontra Lyana, unica superstite di una rivolta soffocata nel sangue. Insieme possiedono tre pietre magiche, forse l’ultima speranza contro la distruzione. Ma per salvarsi dovranno attraversare le foreste di Brocéliande e trovare la leggendaria Valle senza ritorno, il luogo dove gli spiriti antichi metteranno alla prova ogni loro certezza!

– Trama dell’editore

La bravura dei clichè mancati

Quando si parla di miti arturiani e cavalleria, è facile cadere in cliché: la spada che viene estratta dalla roccia, il re che ascende al trono, il tradimento che sconvolge tutto.

Eppure, con La Valle senza Ritorno, secondo volume della saga de Il Cavaliere del Drago, lo sceneggiatore Emanuele Arioli e il disegnatore-colorista Emiliano Tanzillo si dimostrano ben disposti a rimescolare le carte del fantasy arturiano, imbastendo un’avventura che sa essere al tempo stesso epica, oscura e intima.

La trama innovativa

Dopo la sconfitta di Morgana e la fragile pace che ne è seguita, la storia riparte con un nuovo pericolo: Owain, figlio illegittimo della strega, ha usurpato il trono di Bretagna e si è autoproclamato “Cavaliere del Drago”.

Nel frattempo, il protagonista Segurano e la giovane Lyana, unica superstite di una rivolta sanguinosa, si trovano in possesso di tre pietre magiche, forse l’ultima speranza contro la distruzione imminente.

Il loro viaggio li conduce attraverso le foreste di Brocéliande fino alla leggendaria “Valle senza ritorno”, dove spiriti antichi metteranno alla prova ogni certezza.

Lo stile narrativo e grafico

La struttura narrativa fa ampio uso di road-movie fantastico: la progressione è chiara, ma non banale. Arioli inserisce vari colpi di scena, angoli oscuri e riflessioni sul potere, l’eredità, la responsabilità. Il risultato è una storia che, pur restando nell’ambito della tradizione cavalleresca, non rinuncia a esplorare zone d’ombra.

Dal punto di vista visivo, Tanzillo offre tavole ampie, dettagliate, cartografate con quel gusto per la leggenda che ben si sposa con l’ambientazione mitica della saga.

Le ambientazioni, dalla valle nebbiosa al bosco arcano, sono rese con colori che oscillano tra il freddo e il crepuscolare, e contribuiscono all’atmosfera di minaccia incombente e di mistero antico.

Un racconto ricco di punti di forza

Uno degli aspetti più riusciti dell’opera è l’idea di riprendere il ciclo arturiano donandogli nuova linfa. Arioli, infatti, costruisce la trama a partire dalla scoperta di un “testo perduto del ciclo arturiano”, e questo ingrediente filologico conferisce alla narrazione un sapore autentico di riscoperta mitica.

La storia trova un ottimo equilibrio tra azione, esplorazione e momenti di introspezione: non tutto si riduce al combattimento o all’avventura in senso stretto, ma c’è spazio per il dubbio, per i silenzi, per la prova interiore dei personaggi che diventano così più umani e complessi.

Buon racconto ma con riserva

Pur nella sua capacità di introdurre elementi nuovi, la storia resta ancora ancorata a certi archetipi ben conosciuti: il cavaliere, la strega, l’usurpatore, l’eroina in fuga. Chi è molto esperto del genere potrebbe avvertire una certa prevedibilità in alcuni passaggi, nonostante l’impegno nel rinnovare il mito.

Inoltre, il volume, per quanto curato nei minimi dettagli, risulta relativamente breve rispetto a ciò che promette in termini di respiro epico e profondità mitologica. Questa concisione lascia il lettore con il desiderio di un maggiore sviluppo, soprattutto nei momenti più intensi della trama.

Infine, si tratta di una lettura che richiede attenzione e coinvolgimento: il ritmo non è quello di un “fumetto leggero” o immediato, e proprio per questo potrebbe risultare più impegnativa per chi cerca un’esperienza rapida o puramente d’intrattenimento.

L’edizione italiana

L’edizione proposta da Saldapress è di grande formato, carta utilizzata è di primissima qualità che permette di godersi appieno le tavole che risultano capaci di far risaltare i disegni e i colori degli autori.

Nota di merito all’estetica e alla cura generale dell’edizione che supera senza dubbio le aspettative. 

A nostro parere, il prezzo dell’albo (22,00€) rispetta il valore dell’edizione proposta e valorizza a pieno un’opera incredibile.

Uno sguardo agli autori

Emanuele Arioli

Storico e medievalista nato nel 1989 a Luino, Arioli si è formato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e ha poi proseguito gli studi in Francia, dove vive e insegna come docente associato all’Université Polytechnique Hauts‑de‑France.

La sua passione per i manoscritti medievali lo ha condotto alla scoperta del romanzo perduto del cavaliere Segurano (o Ségurant) appartenente al ciclo arturiano, da cui ha tratto poi romanzi, studi filologici e fumetti.

Parallelamente, Arioli ha un’attività anche nell’ambito della recitazione: ha preso parte al film France nel 2021 con Léa Seydoux.

Il suo lavoro col fumetto fonde ricerca storica, leggenda e narrazione visiva, dando nuova linfa all’immaginario arturiano.

Emiliano Tanzillo

Illustratore, fumettista e docente, Tanzillo si è formato presso la Scuola Romana dei Fumetti, dove insegna da diversi anni.

Ha lavorato come illustratore e concept-artist per vari editori e progetti (Newton & Compton, La Spiga, Oxford University Press) e in ambito cinematografico per film come Bar Sport.

Nel mondo del fumetto collabora dal 2013 con la Sergio Bonelli Editore, in particolare sulla serie Dylan Dog; inoltre, è autore e disegnatore della saga “Il Cavaliere del Drago” insieme ad Arioli.

Il suo stile grafico contribuisce fortemente all’atmosfera mitica, oscura e “epica” dell’opera.

Spazio all'autore: Nel complesso ho apprezzato molto l'opera ma è evidente che non possa essere letta senza conoscere il volume precedente. Ci sono molti spunti riflessivi che ho apprezzato particolarmente ma c'è da dire che bisogna essere tanto amanti del genere per entrare in sintonia con gli autori. Consiglio la lettura a chi ama le leggende arturiane e cerca una reinterpretazione di esse! Francesco – Crea.tivedreamer

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2025-11-08T11:46:55+0000