Il Porto Proibito – Recensione

Un’opera, quella che andiamo ad analizzare in questa recensione, che in tanti sicuramente conosceranno.
La sua prima pubblicazione risale infatti all’ormai lontano 2015.
E di strada ne hanno fatta Stefano Radice e Teresa Turconi da allora.

Il duo Radice-Turconi, ormai rappresentati sempre come una coppia, non sono solo un binomio nella vita quotidiana. Sono un duo che proprio grazie alla vita di tutti i giorni riesce a generare storie come quella de “Il Porto Proibito“.
Si vede infatti l’affiatamento dei due, che uniscono una sceneggiatura solida e all’avanguardia con dei disegni a dir poco poetici.

La trama la andiamo ad estrapolare citando direttamente il sito della casa editrice italiana, Bao Publishing:

“Nell’estate del 1807, una nave della marina di Sua Maestà recupera al largo del Siam un giovane naufrago, Abel, che di sé ricorda soltanto il nome. Diventa ben presto amico del primo ufficiale, facente funzioni di capitano perché il comandante della nave è, a quanto pare, scappato dopo essersi appropriato dei valori presenti a bordo.
Abel torna in Inghilterra con l’Explorer, e trova alloggio presso la locanda gestita dalle tre figlie del capitano fuggiasco. Ben prima che gli possa tornare la memoria, però, scoprirà qualcosa di profondamente inquietante su di sé, e comprenderà la vera natura di alcune delle persone che lo hanno aiutato”

In questo volume di oltre 300 pagine, troviamo tutto ciò che si può cercare in una storia ben scritta.
Perchè è vero, è una storia di pirati. Ma non si ferma qui. E’ una storia di avventura, di crescita, di redenzione. Che ci insegna a seguire i nostri sogni, ad apprezzare ciò che abbiamo, a sottolineare la gratitudine per la fortuna che ogni giorno ci assiste e ci affianca.

I personaggi che troviamo all’interno della storia sono caratterizzati alla perfezione. Si può riprendere in mano il fumetto a distanza di tempo e ricordarsi perfettamente le vicende e i background dei singoli protagonisti, da Abel a Rebecca, passando dal capitano MacLeod alla piccola Harriet. Tutti descritti e rappresentati in maniera esemplare.
E questo è un vanto: vuol dire che ci si trova tra le mani un volume scritto divinamente.

E se vogliamo soffermarci sui disegni, beh, c’è poco da dire. Un bianco e nero a matita che fa venire la pelle d’oca. Si vede e si nota il background Disneyano dei due autori, e non possiamo far altro che ringraziare per questo. I disegni si amalgamano perfettamente alla narrazione, sono a tratti davvero poetici, quasi come stessimo leggendo una fiaba.
E se, in questi 8 anni, sono stati concepiti pure due spin-off (Le Ragazze del Pillar 1 e 2) un motivo ci sarà.

Non c’è altro da aggiungere se non un sincero “recuperatelo“.
Non importa come: in libreria, in biblioteca, in digitale. Va letto assolutamente. Nessun appassionato di fumetti può lasciarsi scappare questa vera perla tutta italiana.

Spazio all'autore: Mi sono sinceramente innamorato del lavoro di questi due autori. Conoscendo le opere di fama, sapevo mi sarebbe piaciuto "Il Porto Proibito", ma non sapevo fino a questo punto. E se credevo che il bianco e nero fosse un limite, mi sbagliavo di grosso: in questo caso è un valore aggiunto. Recupererò sicuramente altro in futuro. Promosso a pieni voti. Francesco – Ravafra

8.5
von 10
2023-02-19T10:00:00+0000
Francesco - Ravafra
Francesco - Ravafra
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