Indiana Jones e l’Antico Cerchio – Una reliquia da conservare in un museo
“Questo gioco dovrebbe stare in un museo!” – è l’unico giudizio possibile per Indiana Jones e l’Antico Cerchio, l’ultimo capolavoro targato Bethesda e MachineGames. Un action-adventure che riesce a fondere con maestria narrazione cinematografica, esplorazione archeologica e un gameplay solido come la frusta di Indy.
Gameplay: tra frusta, pugni e enigmi
Il cuore del successo di L’Antico Cerchio è il gameplay dinamico e stratificato. Non è un semplice “cammina e guarda”, ma una perfetta fusione tra esplorazione, combattimento corpo a corpo, shooting in terza persona e puzzle ambientali degni di Tomb Raider e Uncharted. La frusta non è solo un’arma: è uno strumento multifunzione per scalate, attivazione di meccanismi e stordimento dei nemici.
Le sezioni stealth sono ben integrate e mai forzate, mentre gli scontri a pugni richiamano le iconiche risse nei film di Indy, con animazioni fluide e impatti “pesanti”. La varietà di approcci è incentivata anche nelle missioni secondarie, dove il giocatore può esplorare antiche biblioteche, cripte dimenticate e laboratori segreti per ottenere oggetti e conoscenze utili nella missione principale.
Trama e ambientazione: dal Vaticano a Giza sino alla fredda Siberia
La trama si snoda in piena Guerra Fredda, con un Indiana Jones in piena forma, doppiato magistralmente da un attore, Alessandro D’Errico, che incarna perfettamente il carisma e la grinta di Harrison Ford. Al fianco di Indy la giornalista Gina Lombardi (Alessandra Mastronardi), in cerca della sorella, insieme contro Emmerich Voss
Tutto comincia a Roma, in una missione nel cuore del Vaticano, dove Indy scopre un frammento di un antico manoscritto che parla dell’“Antico Cerchio”, un culto pre-egizio legato a un potere dimenticato. Da lì, l’avventura si sposta tra Giza, le Alpi bavaresi, Tunisi e persino una base segreta in Siberia.



I personaggi secondari meritano una menzione:
- Nawal Shafiq-Barclay, si occupa di varie iniziative filantropiche. Nawal è intelligente e generosa, ma ha un serpente come animale domestico.
- Marcus Brody compare in una serie di lettere e ricordi, donando un senso di continuità emotiva.
- Il Dottor Voss, antagonista e fanatico del culto, rappresenta una minaccia intellettuale e fisica per Indy, quasi un parallelo oscuro.
- Viktor Gantz, Gantz è solo forza bruta, venera il Terzo Reich in modo ossessivo.
Grafica e audio: un’opera d’arte interattiva
Tecnicamente, L’Antico Cerchio è un gioiello.
Grafica
Basato sull’ultima versione del motore id Tech, il gioco mostra ambientazioni dettagliatissime, volti espressivi, effetti di luce dinamici e animazioni naturali. Il livello nel Vaticano è un esempio perfetto: affreschi realistici, candele che tremolano al passaggio del protagonista, e giochi d’ombra che immergono il giocatore nel mistero.
Dovendo trovare delle pecche, ad essere pignoli, forse non funzionano del tutto le ombre. Sopratutto nei luoghi bui come le tombe egizie, i giochi di ombre e la sagoma di Indiana Jones non sono gestiti al meglio. Sembra a volte che vi sia una sovrapposizione non del tutto lavorata.
Per il resto, la cura ai dettagli è maniacale. Ogni oggetto e perfettamente riprodotto. Dai cantucci toscani ai cornetti, le bottiglie di vino o whisky, pale e martelli, tutti disegnati egregiamente. Sono i dettaglia che fanno la differenza ed in questo titolo si vede.
Le visioni panoramiche sono fotografie. Il Vaticano è riprodotto in modo magistrale, anche la Capella Sistema (non lascia a bocca aperta) ha il suo fascino. Per un gioco come questo non ci si poteva aspettare diversamente considerato che la storia e la sua collocazione nel mondo reale ne fanno una parte fondamentale.
Audio
La colonna sonora, con omaggi al tema di John Williams, accompagna l’avventura con momenti epici e silenzi carichi di tensione. Il doppiaggio in italiano è eccellente, e gli effetti sonori – dallo scricchiolio delle tombe ai colpi della frusta – sono incredibilmente realistici. L’elaborazione 3d dell’audio garantisce un immersività totale sia per chi gioca in cuffia o per chi usa soundbar ed home teathre.
Il doppiaggio storico sarebbe stato la ciliegina sulla tornata, lo stesso Harrison Ford si è complimentato seppur ha snobbato il progetto credendo che il risultato finale fosse di bassa qualità (visti i precedenti).



Certo se si pensa al Tempio Maledetto e si guarda agli altri giochi usciti nel tempo, senza dubbio i migliori sono il coinup ed il Destino di Altandite uscito per Pc sempre grazie a LucasArt.
Missione principale e attività secondarie
La missione principale dura circa 15-20 ore, ma con le attività secondarie può facilmente raddoppiare.
Tra le side quest più notevoli:
- Le catacombe del Vaticano
- La Sfinge a Giza.
- Le isole di Wat Mahathat.
- Le improbabile avventure del Prof. Savage.
C’è davvero tanto nel gioco, travestimenti, relique, oggetti da comprare per svolgere alcune missioni speficihe, amici da salvare. Ogni attività è pensata per arricchire l’esperienza, mai solo per “allungare il brodo”.
Perché Bethesda ha fatto centro
Bethesda ha trattato la licenza Indiana Jones con un rispetto quasi filologico. Il gioco non è una scopiazzatura o un nostalgico tributo: è un’avventura originale che rispetta il tono, l’umorismo e il pathos dei film. La collaborazione con Lucasfilm Games ha garantito coerenza e autenticità, mentre il team di MachineGames (già esperto in storytelling con Wolfenstein) ha dato vita a una narrazione coinvolgente e matura.
Spazio all'autore: Quando un gioco ti fa divertire significa solo una cosa, il gioco funziona perfettamente. Andare alla ricerca del trofeo Platino palesa la voglia di giocare fino in fondo il titolo senza che questo ti annoi. Non ho molti trofei platino, ma quelli conquistati lo sono perché il gioco lo merita e scoprire ogni suo angolo nascosto è sempre un piacere. Indiana Jones e l’Antico Cerchio è un’esperienza da vivere, esplorare e tramandare. Un perfetto equilibrio tra azione, mistero e cuore. Indiana Jones è l'esempio di come un soggetto cinematografico possa trovare vita in un mondo virtuale, era già successo con Robocop, ma se questa è la strada ben venga che ci siano titoli cosi Non è solo un gran gioco: è la miglior trasposizione videoludica di un'icona del cinema, realizzata con cura maniacale. Un consiglio? Non aspettate di trovarlo in un museo. Giocatelo. – Riccardo – Ruta Ruta

