Jack Ryan – Terza Stagione – Recensione

Jack Rayan perde un po di smalto ma si conferma un ottimo analista. Per la terza volta sventa i piani alla base di un potenziale conflitto mondiale.

3…2…1

Questo è proprio l’ordine di gradimento (ordine crescente) delle stagioni di Jack Ryan. Nulla da dire al cast, la regia, sceneggiatura, effetti e audio. Una serie di spionaggio molto interessante e ben fatta. Ma…si c’è un ma. Tutti gli spettatori possono giustificare un calo di livello ma deve essere motivato. Spesso la terza prova è quella più difficile ma anche quella più semplice avendo un buon bagaglio alle spalle.

Jack Ryan fa il suo lavoro, da buon analista comprende in anticipo l’insidia e lotta per scongiurare l’ennesimo cataclisma bellico mondiale. Raggiunge la sufficienza e non va oltre e così cala l’attenzione del pubblico.

L’adrenalina

La trama delle precedenti stagioni era molto scorrevole, e sopratutto ricca di fasi adrenaliniche.

Momenti di tensione ed attesa che presagivano soluzioni action da parte dell’imbronciato ma audace analista. Stavolta sembra tutto molto scontato, complice anche la vera guerra che si combatte in Ucraina e che vede la Russia davvero come un pericolo. E si perché forse la trama proprio questa volta non cattura l’attenzione perché in parte verosimile ed in parte troppo romanzesca.

Completare la visone di tutte le otto puntate, rispetto ad esempio alla prima stagione (tutta d’un fiato), non è stata cosa semplice.

Il protagonista su tutti

E’ solo grazie alla normalità di Jack che questa serie riesce ancora ad appassionare. Un “eroe”, agente segreto ma non troppo, che trasmette in modo semplice le sue ansie. Protagonista ma anche artefice del destino intrecciato di tutti i “partner” e non dell’intero racconto. John Krasinski è perfetto per il ruolo (scusate l’OOT, anche per Reed Richards), ma non basta da solo. Manca a questa stagione un vero antagonista, uno di quelli che Tom Clancy sa ben descrivere. Jack vs Russia non funziona. Si è vero ci sono molti cambi di fronte, suspence e colpetti di scena ma l’essere solo “senza la CIA” influisce anche sulla fisiologica sceneggiatura della serie che appare un po banale.

Cosa aspettarsi

Il genere action/spionaggio è molto apprezzato da una una grandissima fetta di pubblico, trovare spunti narrativi di livello grazie a Tom Clancy non dovrebbe essere difficile, ma bisogna impegnarsi di più per portare nuovamente in auge questo giovane analista. Jack Ryan ha bisogno di un villians, speriamo quindi (se la serie TV prosegue nella sua produzione) di ritrovare quel modo delle prime stagioni capace di farci catapultare dentro la storia e vederla “oneshot” d’unfiato!

Spazio all'autore: Non è stato semplice completare la visone di questa stagione di Jack Ryan, si era capito. Ma davvero nonostante l'hype, è mancato il pathos sin dall'inizio. Ho sperato che anche verso la fine potessi compiere il salto nel vuoto e la nottata per vedere anche solo le ultime due puntate una dietro l'altra…ma nada! Mi piace molto Tom Clancey è sogno di giocare un nuovo gioco di Splinte Cell, ma se nell'attesa devo intrattenermi con altro e bene che in Prime si impegnino un po di più per non perdere quest'importante pezzo del loro catalogo. Jack Ryan è una bella serie, di alto livello e ben curata nei dettagli. Una produzione che ha tutto per proseguire a patto che trovi la strada giusta per raccontare quello che non ci dicono già i telegiornali. Riccardo – Ruta Ruta

7
von 10
2023-06-24T16:00:00+0000
Riccardo Ruta Ruta
Riccardo Ruta Ruta
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