Film del 2025 per la regia di Gareth Edwards questo Jurassic World è il settimo film del franchise un era arrivato molto scarico nel 2022 con Dominion. Globalmente riconosciuto come il peggiore film della saga. Sarà riuscito il regista a fare rinascere questo franchise?
Un focus inaspettato
Jurassic World: Rebirth si è rivelato una sorpresa nonostante alcune imperfezioni e problemi evidenti. Tra questi difetti spicca un incipit di trama piuttosto debole e poco convincente. Tuttavia, questo passo falso iniziale viene rapidamente compensato dall’introduzione dei personaggi principali, che si dimostrano uno dei punti di forza del film, Zora interpretata dalla bellissima Scarlett Jhonanson e Il paleontologo Loomis sono due personaggi veramente di spessore che ricordano i migliori personaggi di Jurassic Park del 1993.
Ed è qui che sorprende film, perché si concentra nella prima ora più sui personaggi che sui Dinosauri. Una scelta che forse potrà risultare non adatta per un film su questi antichissimi predatori ma che risulta una mossa vincente.
Una delle scelte più audaci di Rebirth è quella di non proporre un unico grande dinosauro “cattivo” ma di disseminare la pellicola di creature diverse. Come se si andasse a “boss”. Questo approccio rende la narrazione più dinamica, anche se toglie un po’ di centralità a una figura antagonistica forte e iconica. Difatti la campagna marketing incentrata sul D-ReX ti fa pensare che sarà lui l’antagonista ma così non è e questo è un punto a suo sfavore nonostante abbia delle bellissime scene inquietanti.
Dominano la scena il Tirannosauro Rex e lo splendido Titanosauro a cui è riservata una porzione di film da pelle d’oca.
La vera protagonista, tuttavia, è l’isola stessa. Un ambiente ostile, selvaggio, quasi horrorifico, dove la giungla fitta, i fiumi impetuosi e i laboratori scientifici abbandonati costruiscono un ecosistema letale e affascinante. L’atmosfera è tesa e opprimente
Jurassic World: Rebirth non è privo di difetti, anzi purtroppo è vittima di tre grandi problemi ma si distingue per un tono più maturo con dialoghi che ricordano il primo film di Spielberg e per un’impostazione narrativa che premia la caratterizzazione dei personaggi e l’esplorazione. Un ritorno inaspettatamente efficace per una saga che sembrava ormai in fase calante.
Spazio All'autore : Jurassic World: Rebirth è stato una vera sorpresa. Nonostante alcuni difetti, come un inizio di trama poco convincente, il film riesce a coinvolgere grazie a personaggi interessanti e una regia che costruisce tensione con intelligenza. I dinosauri sono inquietanti e l’isola, con la sua atmosfera ostile, è la vera protagonista. Una rinascita riuscita per il franchise che mi auguro possa seguire questa strada piuttosto che lo spettacolo senz'anima di quella precedente – Simone – Leviatano

