Kei x Yaku – Recensione

Cos’è successo tre anni fa alla detective Rion?

Nel secondo volume del manga di Yoshie Kaoruhara, Ichiro, detective dell’intelligence giapponese, e Shiro, nuovo giovane boss di un clan della yakuza, seguono le tracce lasciate dalla senpai Rion prima della sua presunta uccisione.

Pare che la detective stesse indagando su alcuni dei più eminenti politici giapponesi e sui loro figli, per la precisione su un qualche evento che li coinvolse vent’anni fa e ha portato una di loro a vivere in un ospedale psichiatrico fino ad oggi.

Mentre Ichiro e Shiro iniziano a investigare, usando come copertura la loro relazione, il pericolo non manca ad arrivare.

Vengono sorvegliati, pedinati, Ichiro rischia anche di venire ucciso.

E alla fine, quando riescono a mettere le mani su chi li sta intralciando, prima che possano estorcergli il nome della persona che lo ha assoldato, questo viene ucciso davanti ai loro occhi da un colpo di pistola.

E, dalla direzione da cui è partito il colpo, una figura femminile si allontana nella notte.

Chi era quella figura così familiare?

Kei x Yaku si conferma un thriller davvero accattivante, ricco di suspense, mistero e con scene a tratti molto crude.

Tuttavia gli intermezzi comici tra i due protagonisti e la loro complicità riescono a stemperare bene la trama, altrimenti troppo pesante.

Per quanto riguarda le tematiche BL, con cui era stata presentata l’opera al momento dell’annuncio, sono ancora inesistenti. Per cui se amate i thriller, ma non siete fan dei Boy’s Love, potete tranquillamente approcciarvi a quest’opera.

Mara - Blugirl
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