La pianura del Kanto – Recensione

Partiamo subito dagli aspetti “materiali”: La Pianura del Kanto è una serie proposta in tre volumi, di altissima qualità, pubblicati dalla Coconino Press al prezzo di 24 euro l’uno in bianco e nero e con alcune pagine a colori. Ad oggi, la promozione Coconino (qui i nostri consigli) è ancora attiva e due volumi su tre si possono acquistare scontati del 20%. Non avete scuse per non recuperare questo capolavoro!

Quindici agosto 1945: l’Imperatore ha appena annunciato alla radio la resa del Giappone alle forze alleate. Un aereo americano in difficoltà è costretto a un atterraggio d’emergenza nella pianura del Kantô, prefettura di Chiba. Ne esce il pilota, un uomo che agli occhi del piccolo Kinta e dei suoi amici sembra un demone… Kinta ha solo sette anni, ma ne ha già viste di cose. E tante altre ne vedrà: un uomo e una donna suoi vicini di casa che fanno l’amore, un omicidio, e poi ancora il cinema, il circo, la magia dell’arte, ma anche la disillusione negli occhi degli adulti, nel Giappone uscito a pezzi dalla guerra. “Il nostro Paese è stato sconfitto – gli dice il nonno, un famoso scrittore – e non ho idea di cosa accadrà e come cambierà la nostra vita”. Nel primo volume di questa trilogia finora inedita in Italia, pubblicata a puntate sulla rivista Young Comic tra il 1976 e il 1978 e da molti considerata il suo capolavoro, lo sguardo di Kamimura Kazuo ritorna bambino e la sua voce si fa elegiaca. Per rivivere gli anni dell’infanzia, i momenti di bellezza e la precoce esperienza della “tristezza del cuore”, dipingendo intanto l’affresco di un Paese che tenta faticosamente di risollevarsi dopo il disastro bellico. Su tutto domina la pianura del Kantô, paesaggio della memoria e territorio di educazione alla vita: un orizzonte che racchiude tante storie, di dolori e tradimenti, d’amore e di desiderio di rinascita.

– trama dell’editore

La pianura del Kanto è un racconto semiautobiografico in cui Kamimura rievoca i ricordi della propria infanzia e, allo stesso tempo, mette in mostra la voglia e la fatica del Giappone di rinascere dopo i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale.

Il racconto di Kamimura mette in luce le fragilità dell’uomo viste dagli occhi di un bambino. Così come in Gen di Hiroshima di Keiji Nakazawa, Kinta vivrà sulla sua pelle le difficoltà del post guerra, l’ira e l’amore dell’uomo. Il tutto è caratterizzato dalla curiosità spontanea e innocente di un bambino che resterà scioccato, perplesso e dubbioso nel vivere certe situazioni.


Il suo disegno si distingueva per un’eleganza mai vista prima di allora… Kamimura Kazuo ha attraversato il suo tempo consumandosi velocemente, lasciando dietro di sé molte opere che rimarranno nella storia del manga.

– Jirō Taniguchi

La complessità e la bellezza di questa storia riguarda il percorso di crescita che compiranno sia Kinta sia il lettore. Difatti se nel primo volume ci ritroviamo nella Pianura del Kanto, in una fase quasi infantile della vita di Kinta, nel secondo capitolo della vita di Kamimura ci troviamo catalputati a Tokyo.

Kinta, ormai in piena adolescenza, rivivrà quasi le stesse esperienze vissute nel Kanto ma sotto una luce totalmente diversa. Un esempio in particolare riguarda la prostituzione, se nel Kanto viveva tutto questo con mistero, curiosità e una sorta di timore ora le cose si fanno più mature. Kinta vivrà la sua prima esperienza con una prostituta e questa scelta lo farà maturare e cambiare profondamente.

Vivrà i primi amori, le prime infatuazioni e le prime grandi sofferenze. La vita a Tokyo segna una drastico passaggio alla vita adulta sia per sia Kinta sia per lo stile di narrazione impostato da Kamimura.

La terza e ultima parte di questa trilogia riguarda l’età adulta, se così possiamo definirla, di Kinta. Il nostro protagonista ha vent’anni, l’esperienze vissute nel corso degli anni lo hanno segnato profondamente facendolo apparire spesso più grande della sua vera età.

Questa fase finale del viaggio ruoterà attorno alle scelte e al futuro. Kinta ora lavora per un’agenzia pubblicitaria ma sente che quella non è la sua strada, lui vuole essere un pittore. Il futuro è incerto, le difficoltà ad intraprendere la strada che vorrebbe sono tante.
Riuscirà mai a realizzare il suo sogno?

La pianura del Kanto fa parte di quelle letture che ogni amante della nona arte deve avere assolutamente in collezione. È un racconto che permetterà ad ognuno di noi di maturare come lettore, riflettere su molti aspetti della vita ed imparare qualcosa di nuovo e unico sulla cultura giapponese.

Spazio all’autore : Opera incredibile e maestosa. Un vortice intenso di emozioni, poesia e cinismo. Una realtà cruda e spietata vista dagli occhi di un bambino. Un’opera matura che mette in mostra le paure, le gioie e i dubbi di un’epoca. Rasenta la perfezione. Andrea – World Wide Nerd

9.5
von 10
2023-06-02T09:00:00+0000
Andrea - World Wide Nerd
Andrea - World Wide Nerd
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