Lost Soul Aside — Recensione

Altissime aspettative e piccola delusione. Lost Soul Aside è il sogno ambizioso di un creatore diventato gioco commerciale: action/RPG frenetico, ricco di sequence spettacolari e riferimenti a titoli iconici. Peccato che, sotto la patina scintillante, spesso scopriamo un contenuto snello, una narrativa che non sempre regge e livelli che ricordano più una vetrina di ispirazioni che un universo pienamente originale.

Divertente? Sì. Profondo? Pochino.

Lo sviluppo: da progetto solista a titolo pubblicato

La storia dietro Lost Soul Aside è la parte più affascinante: nato come progetto personale di Yang Bing attorno al 2014, il gioco è cresciuto da demo virale a progetto supportato da Sony attraverso il China Hero Project; il team ufficiale (Ultizero Games) si è formato sulla scia dell’interesse generato, e Sony è poi entrata nel ruolo di publisher e partner di sviluppo quando il progetto faticava a procedere. Questo passaggio ha permesso al titolo di arrivare in mano ai giocatori su PC e PS5.

L’idea e l’evoluzione: grande promessa, contenuto limitato

A guardarlo dalla distanza, Lost Soul Aside appare come la summa di tante idee vincenti: combattimento acrobatico, boss fights cinematiche, e un’ambientazione che miscela fantasy e sci-fi in modo fotogenico. Col tempo il progetto si è ampiamente evoluto — sia tecnicamente che nella scala — ma non sempre in senso qualitativo: quello che rimane è spesso una buona base per qualcosa di più grande, più che quel qualcosa in sé. Molti recensori contemporanei notano proprio questo disequilibrio tra ambizione estetica/di gameplay e la reale sostanza offerta dal gioco.

Ci si chiede il vero ruolo di sony quale sia stato…publisher…supervisione…forse semplicemente un investimento.

Gameplay: adrenalina, combinazioni e scorci d’autore

Sul fronte ludico il cuore pulsa forte. Le combo, la possibilità di switchare armi/spedizioni mid-combo e le boss-fight spettacolari sono il motivo per cui vale la pena giocare: quando il combat flow prende, il gioco regala momenti da “ok, questo funziona davvero”. Non a caso il team stesso prende a modello titoli come Devil May CryBayonettaNinja Gaiden e alcune soluzioni action-RPG moderne — si sente nel ritmo e nelle coreografie. Tuttavia la profondità a lungo termine — varietà delle missioni, ricompense narrative, mission design secondario — è limitata: il titolo rischia di diventare ripetitivo una volta esaurita la sorpresa iniziale.

Narrazione e worldbuilding: suggestivo ma fuzzy

L’ambientazione è piena di potenziale: un mondo che miscela tecnologia e creature sovrannaturali, personaggi archetipici e set piece cinematografiche. Il ma è che la trama e i personaggi raramente vengono approfonditi quel tanto che basta. Il risultato è un worldbuilding fotografico (bellissimo da vedere in schermate e trailer) ma spesso solo abbozzato nel giocato: senti l’eco di grandi ispirazioni, ma manca la voce propria che le renda uniche.

Le somiglianze (e i limiti derivanti da esse)

Non è un crimine ispirarsi ai grandi: Lost Soul Aside lo fa apertamente. Ma succede che il gioco, in certi frangenti, sembri più un catalogo ben confezionato di idee famose — estetiche, meccaniche, momenti-setpiece — che un’opera che sappia rielaborarle fino a creare qualcosa di veramente originale. Questo è il nucleo della critica: ottima “scuola”, meno buona come “tesina finale”.

Senza Sony sarebbe andata diversamente?

È plausibile. Le interviste e la cronistoria dello sviluppo mostrano come il supporto di Sony (mentoring, finanziamenti, pubblicazione) sia stato decisivo per scalare il progetto e risolvere fasi critiche. In assenza di quel supporto, un team giovane e un progetto nato da una singola persona avrebbero potuto arenarsi o rimanere un cult-trailer. Quel “salvataggio” non cancella i limiti del gioco, ma spiega perché il titolo sia arrivato sul mercato con quella forma.

Spazio all'autore: Ho passato diverse ore con Lost Soul Aside: ci sono momenti in cui saltavo sulla sedia per la spettacolarità di un boss o la pulizia di una combo; altri in cui spegnevo la console perché la ripetitività stava prendendo il sopravvento. Il divertimento c’è, e il combat system spesso regala scariche di pura gioia videoludica. Ma il vuoto narrativo, la sensazione di “ancora poco” e la forte dipendenza da modelli altrui impediscono al titolo di aspirare a qualcosa di memorabile. Lost Soul Aside è un gioco che diverte a tratti, splendente per la sua estetica e il suo combat system, ma che patisce la scarsità di contenuti e di personalità narrativa. Con più cura nel worldbuilding e qualche ora di gameplay extra degna di nota, sarebbe potuto diventare molto altro; così com’è resta un’occasione buona ma parziale. In soldoni tanto sforzo ma risultato sotto le aspettative. Riccardo – Ruta Ruta

6.5
von 10
2025-09-14T09:49:24+00:00