Ci sono videogiochi che invecchiano. Altri diventano semplicemente storia.
Metal Gear Solid appartiene alla seconda categoria, e questa Master Collection Vol. 2 ha soprattutto il merito di riportare sulle console moderne una parte fondamentale della saga, permettendoci di rimettere le mani su titoli che hanno segnato generazioni di giocatori.
Abbiamo provato Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2 su PlayStation 5 e, diciamolo subito, il lavoro svolto da Konami ci ha soddisfatto. Non siamo davanti a rivoluzioni tecniche, remake o restauri capaci di trasformare completamente i giochi originali. L’obiettivo è piuttosto quello di conservare, rendere accessibile e consegnare nuovamente ai giocatori una parte importantissima dell’eredità di Snake.
E sotto questo aspetto la missione può considerarsi compiuta.
Metal Gear Solid 4 finalmente libero dalla PS3
Il vero protagonista della raccolta è inevitabilmente Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots.
Il capitolo conclusivo della storia di Solid Snake, pubblicato originariamente nel 2008, è rimasto per quasi vent’anni legato alla PlayStation 3. Rivederlo oggi su PS5 ha quasi qualcosa di storico: finalmente uno dei capitoli più importanti della saga può essere giocato senza dover recuperare console, cavi HDMI e DualShock probabilmente nascosti dietro qualche scatolone in soffitta.
Ed è ancora Metal Gear Solid 4.
Esagerato, cinematografico, malinconico, pieno di dialoghi, cutscene e momenti che portano inequivocabilmente la firma di Hideo Kojima.
Il peso degli anni naturalmente si avverte in alcune soluzioni di gameplay e nell’impostazione generale, ma la forza narrativa dell’ultima missione di Solid Snake resta praticamente intatta.
Konami ha migliorato la presentazione sulle piattaforme moderne senza snaturare l’originale, ed è probabilmente la scelta giusta per un’operazione di questo tipo. (Konami)
Peace Walker: molto più importante di quanto sembri
Accanto a Guns of the Patriots troviamo Metal Gear Solid: Peace Walker, nella versione derivata dalla precedente HD Collection.
Nasce su PSP, e qualcosa della sua struttura portatile continua inevitabilmente a sentirsi, ma ridurre Peace Walker a semplice “episodio portatile” sarebbe un errore enorme.
Qui viene sviluppata ulteriormente la figura di Big Boss, prende forma il concetto della Mother Base e iniziano a comparire molti degli elementi che ritroveremo successivamente in Ground Zeroes e The Phantom Pain.
È probabilmente il titolo che beneficia maggiormente della possibilità di essere riscoperto oggi, soprattutto da chi magari lo aveva saltato all’epoca.
Rimane inoltre presente il multiplayer online, fino a sei giocatori, altro elemento che contribuisce a rendere questa versione qualcosa di più di una semplice operazione nostalgica. (Konami)



E poi c’è Ghost Babel
La chicca per i collezionisti è Metal Gear: Ghost Babel, storico episodio portatile pubblicato originariamente su Game Boy Color.
Non è certamente il motivo principale per acquistare la raccolta, ma è esattamente quel tipo di contenuto che una collection dovrebbe avere.
Una testimonianza della storia della serie, qualcosa che magari molti fan più giovani non hanno mai giocato e che oggi può finalmente essere recuperato senza trasformarsi in Indiana Jones alla ricerca di cartucce usate.
A completare il pacchetto troviamo inoltre il database di Metal Gear Solid 4, Screenplay Book, Master Book e la Digital Soundtrack Vol. 2. (Konami)
Su PS5 funziona, ed è quello che chiedevamo
Abbiamo giocato la collection su PlayStation 5 e l’impressione generale è positiva.
La presentazione è pulita, l’esperienza è stabile e soprattutto finalmente possiamo attraversare questa parte della saga senza dover fare archeologia hardware.
Non aspettatevi però un’operazione simile a Metal Gear Solid Delta: Snake Eater.
Qui non si vuole riscrivere tecnicamente il passato, ma conservarlo. E questa differenza va capita prima dell’acquisto.
Qualche intervento più coraggioso sul fronte grafico sarebbe stato sicuramente gradito, soprattutto considerando le capacità delle console attuali. Allo stesso tempo, però, modificare eccessivamente questi giochi avrebbe probabilmente significato alterarne anche parte dell’identità.
È una Master Collection. E questa volta il nome descrive abbastanza bene ciò che abbiamo davanti.
Pezzo da collezione o occasione per cominciare?
Entrambe le cose.
Per chi è cresciuto con Metal Gear, questa seconda raccolta rappresenta quasi naturalmente qualcosa da mettere accanto al Volume 1.
Ma forse ancora più interessante è il discorso per chi Metal Gear Solid non lo ha mai vissuto veramente.
Oggi abbiamo la possibilità di recuperare gran parte della saga sulle piattaforme moderne e capire perché ancora adesso, quando si parla di stealth, narrazione cinematografica e videogiochi capaci di affrontare guerra, politica, controllo dell’informazione e identità, il nome Metal Gear continua inevitabilmente a tornare fuori.
Alcune meccaniche appartengono chiaramente alla loro epoca.



Conclusione
Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2 è un’operazione meno spettacolare di un remake, ma probabilmente altrettanto importante.
Riporta finalmente Metal Gear Solid 4 sulle piattaforme moderne, recupera Peace Walker, rispolvera Ghost Babel e aggiunge una buona quantità di materiale dedicato agli appassionati.
Non reinventa nulla e, tecnicamente, avremmo gradito qualche attenzione in più. Ma permette di conservare e tramandare una delle saghe più importanti della storia dei videogiochi.
Per il veterano è un pezzo da collezione.
Per chi non ha mai incontrato Snake, è un’ottima occasione per capire perché da quasi quarant’anni continuiamo a parlare di Metal Gear.
E per noi vecchi fan?
È l’ennesimo modo escogitato da Konami per farci dire: “Bello. Adesso però ridateci Snake.”
Spazio all'autore: Sono soddisfatto. Da amante della saga, avere finalmente Metal Gear Solid 4 sulla mia PS5 e poter completare idealmente il percorso iniziato con la prima Master Collection è qualcosa che aspettavo. Ma proprio mentre giocavo continuavo a pensare ad una cosa. Adesso voglio Snake. Quello nuovo. Konami ha dimostrato con Metal Gear Solid Delta di poter mettere mano a questa serie rispettandone il passato. Le Master Collection stanno facendo un ottimo lavoro nel conservarne la storia. Adesso, però, sarebbe bello iniziare anche a scriverne una nuova. Un nuovo Metal Gear? Un nuovo Snake? Difficile, soprattutto senza Kojima. Allora concedetemi almeno quel sogno che porto avanti da anni: il primo Metal Gear Solid completamente rifatto per l'attuale generazione. Shadow Moses, Psycho Mantis, Sniper Wolf, Gray Fox, Liquid Snake. Tutto ricostruto con la tecnologia di oggi. Ecco, Konami. Avete sistemato il passato. Adesso fateci questo regalo. E probabilmente saremo disposti a nasconderci dentro una scatola di cartone davanti al negozio fino al day one. – Riccardo – Ruta Ruta

