Paperiliade e Topodissea – Recensione

Questo volume raccoglie due delle parodie classiche più amate della tradizione Disney italiana: la Paperiliade, rivisitazione dell’Iliade in chiave paperesca, e la Topodissea, reinterpretazione dell’Odissea con protagonisti Topolino, Pippo e gli altri volti iconici del mondo dei topi.
Entrambe appartengono alla grande stagione delle “Grandi Parodie” nate in Italia, celebri per saper fondere fedeltà ai testi originali, umorismo, giochi di parole e un’inventiva fuori dal comune.

La Paperiliade

Nella Paperiliade la scelta di campo è netta: i Paperi sono gli Achei, i Topi sono i Troiani. Paperino e Topolino si trovano quindi su fronti opposti, in mezzo a una guerra epica che riprende fedelmente le vicende dell’Iliade. A fare da narratore è Pippo nei panni di Pippomero, che parla spesso col lettore durante la vicenda.

Il cast è ricchissimo: Paperoga e Sgrizzo Papero sono i due (rispettivamente “dalle pessime idee” e “dalle idee improponibili”), Ciccio è il valoroso Diomede (reso celebre dalle sue molteplici pause pranzo) e ovviamente c’è Criseide, biografa di Paperachille. Il titolo stesso è un omaggio diretto al verso omerico: Cantami, o Dea, di Paperachille l’ira funesta.

Rispetto alla Topodissea, la Paperiliade ha un tono visivamente più imponente: Alessandro Perina ha lavorato con grande cura sull’ambientazione, studiando costumi, armature e architetture greche, con attenzione particolare alla città di Troia. Il risultato è una storia più “pesante” nell’atmosfera, coerente con il carattere cupo e bellico dell’Iliade rispetto all’avventuroso vagabondaggio dell’Odissea.

La Topodissea

La storia segue Topolino, Paperino e Pippo (qui nei panni di Topodisseo, Paperiloco e Pippomero) che da dieci anni vagano per i mari della Grecia Papera dopo la guerra contro i Bassottidi, incapaci di tornare a casa, nella loro Topolitaca. Mentre loro peregrinano di avventura in avventura, a Topolitaca la fedele Minnelope resiste all’assedio dei Procioni, che occupano il palazzo e pretendono che scelga uno di loro come nuovo re. Il viaggio è quello classico dell’Odissea: la prigionia da Trudypso (dea della cucina sperimentale che li tiene ostaggio a forza di pietanze immonde), l’approdo alla corte di Orazio e Clarabella, il racconto delle imprese passate (il cavallo di Troia, l’incontro con Gambadifemo, la maga Circelia) fino al ritorno finale a Topolitaca e a un finale a sorpresa. Una delle idee più felici di Gagnor è la distribuzione dei ruoli tra i due universi Disney: i topi sono i mortali, i paperi sono gli dei. Paperone è Zeus Paperonio, Rockerduck è Rockerione alias Poseidone (che perseguita Topodisseo per una preziosa bisaccia), Paperina è Paperatena e Paperoga è il pasticcione Ermes Paperogo.
La storia è poi piena di anacronismi simpatici (TripAdvisor, villaggi vacanze, raccolte punti del “supermerkatòs”) che la rendono fresca e moderna senza tradire lo spirito del poema.

Il volume funziona su più livelli: è un’opera introduttiva ai classici greci per lettori giovani, un piacere nostalgico per chi è cresciuto con le Grandi Parodie Disney, e un pezzo da collezione grazie alla qualità editoriale tipica delle ristampe Panini.
Entrambe le storie sono esempi perfetti di quella scuola italiana che ha fatto delle parodie Disney un genere a sé: rispettose, intelligenti, divertenti e sempre creative.

Paperiliade e Topodissea mette insieme due perle capaci di reinterpretare i grandi poemi epici con una leggerezza e una cura narrativa che pochi altri fumetti hanno saputo mantenere nel tempo. Un libro che diverte, insegna e omaggia simultaneamente: ideale per gli adulti appassionati e per i ragazzi che si avvicinano per la prima volta ai miti greci.

Spazio all'autore: Divertente, intelligente e ricco di fascino: un classico intramontabile delle parodie Disney. Francesco – Ravafra

8.5
von 10
2026-05-22T16:00:00+00:00