Dopo l’ottimo successo di Prey du Disney+ torna al cinema la saga di Predator. Sarà all’altezza delle aspettative?
Azione, violenza e Humor
Predator: Badlands diretto da Dan Trachtenberg, si apre con uno scenario che richiama immediatamente il deserto infinito di Dune: una distesa sterminata, priva di punti di riferimento umani. In questo ambiente inospitale prende avvio la caccia del protagonista, il giovane Yautja emarginato Dek, deciso a dimostrare il proprio valore.
Quello che colpisce è proprio l’utilizzo del comparto sonoro che contribuiscono in modo determinante a creare un’atmosfera densa e potente. Simile a quella di Dune senza però fare il paragone tra le due pellicole.
Il focus del film sono le scene di scontro che sono gestite con una regia pulita e chiara: i movimenti di macchina supportano la lettura dello scontro, permettendo di cogliere tutti i dettagli senza che il caos visivo prenda il sopravvento.
Nell’ insieme, ambientazione, sonoro, colori concorrono a instaurare una tensione efficace fin dall’inizio della storia: lo spettatore viene immediatamente “catapultato” in una dimensione ostile, dove l’ignoto e la crudeltà della caccia vanno di pari passo.
Non mancano anche temi morali, come l’esistenza e l’appartenenza dell’essere non della razza. Seppur non profondi si fanno molto apprezzare come qualche colpo di scena inaspettato.
Predator che pur usa uno Humor a volte eccessivo, mi ha veramente colpito per la capacità di creare in 100 minuti un film con più personaggi molto adrenalinico e dal comparto tecnico valido.
Spazio all'autore : Sono andato a vedere questo Predator da profano della saga e ne sono rimasto assolutamente colpito dalla qualità e dalla regia. Una delle mie sorprese dell'anno. – Simone – Leviatano

