Retrospettiva Harry Potter: la pietra filosofale

Qualsiasi bambino, ragazzo e uomo avrà sentito almeno una decina di volte nella vita il nome di Harry Potter. Questa saga, nata dalla penna della Rowling, ha avuto l’enorme successo planetario anche grazie ai film che hanno segnato generazioni e generazioni.

È La pietra filosofale quello che ha portato la magia per la prima volta nelle sale cinematografiche e poi nelle case di tutto il mondo, un successo immediato che ha permesso la diffusione del brand anche attraverso il grande schermo. E varie sono le chiavi del successo che andremo a vedere in questa prima retrospettiva.

Harry Potter

Harry Potter, il ragazzo che è sopravvissuto, è un bambino ignaro dei fatti del mondo magico. Vivendo a casa dei Dursley, una famiglia babbana “costretta” a crescere Harry senza il minimo affetto ripudiando ogni concetto di anormalità che riguarda il nipote. Essi vengono ripresi sempre dal basso verso l’alto indicando il loro concetto di superiorità verso la magia, un aspetto che ritroveremo più avanti con un altro personaggio chiave della saga: il professor Piton.

Alla regia del primo film troviamo Chris Columbus che fin dalla prima scena saprà risaltare ogni aspetto del mondo magico. Dall’estetica dei personaggi ai costumi che sapranno catturare appieno l’estetica descritta dalla Rowling. Aspetto che purtroppo si perderà sempre di più dal terzo film in poi ma questo lo analizzeremo nelle prossime retrospettive. 

Daniel Radcliffe, l’interprete del personaggio di Harry, è capace di far vivere allo spettatore ogni sua singola emozione attraverso espressioni sorprese o stupefatte come quando si presenterà alla porta di una capanna abbandonata Hagrid. Dall’arrivo di quest’ultimo che rivelerà ad Harry di essere un mago entreremo nel vivo di questo mondo magico.

Il mondo magico e Hogwarts

Il modo in cui si viene introdotti nel mondo magico di HP, ovvero Diagon Alley, passando per il più oscuro Paiolo magico, importante perché si verrà a conoscenza di chi ha ucciso i genitori di Harry, è l’esempio perfetto del lavoro minuzioso fatto dal regista. Ogni singolo aspetto di questa via del mondo magico, nascosto dietro le mura di Londra, è caratterizzata da una propria peculiarità. I colori sono chiari in netta contrapposizione all’oscurità presente negli abissi della banca dei maghi, la Gringott. Luogo in cui si trova la pietra filosofale. Impossibile non fare menzione del binario 9 3/4, luogo in cui tutti i giovani maghi si incontrano per andare ad Hogwarts, qui Harry farà la conoscenza di Ron Wesley e Hermione Granger. Compagni che accompagneranno il giovane maghetto per tutta la saga.

Il lavoro di creazione di Hogwarts è uno degli aspetti migliori di tutta la saga cinematografica, secondo solo al casting perfetto dei personaggi principali. Il punto di forza dei libri e di conseguenza dei film è sempre stato il castello, un luogo familiare ricco di segreti e sorprese che fa da sfondo alla trama. Nei primi due film è tutto ambientato per lo più a Cambridge e Hoxford che rendono alla perfezione l’immagine del castello essendo per lo più ambienti reali che si andranno a perdere dal terzo film in poi, quando verranno a crearsi set specifici.

Scale a cui piace cambiare, stanze all apparenza inaccessibili, passaggi segreti, quadri e fantasmi parlanti sono solo alcuni degli aspetti che hanno reso Hogwarts un posto in cui tutti i fan di Harry Potter hanno sognato di vivere.

Il Trio e la storia della pietra filosofale

Sul treno che porterà Harry ad Hogwarts faremo la prima conoscenza di Ron e Hermione. Quest’ultima è perfettamente interpretata da Emma Watson, una ragazza intelligente e preparata. Ronald Weasley invece è il sesto figlo della famiglia Weasley e primo vero amico di Potter. Il grande difetto è che non verrà mai veramente caratterizzato come nei libri, risultando quasi sempre solo la spalla comica ed impacciata.

Con l’arrivo dei ragazzi ad Hogwarts sorgono anche i primi e pochi problemi della trasposizione, durante la cerimonia di apertura non viene fatto il minimo accenno alle quattro casate di Hogwarts. Se non quella di serpeverde descritta come la casa dei maghi oscuri e quella di grifondoro delle persone coraggiose. Una mancanza pesante e inspiegabile.

Procedendo con la trama vedremo il magico trio alle prese con le prime avventure nel castello, scoprendo sempre più informazioni sulla pietra filosofale. Al centro del secondo atto anche l’iconica partita di quidditch che divverà sempre più marginale nei film successivi.

L’inizio del terzo atto vede il trio tentare di sventare il piano di Piton e recuperare la pietra filosofale che permetterebbe a Voldemort di ritornare in vita. Harry, Ron ed Hermione supereranno varie prove per arrivare alla pietra tra cui la partita a scacchi magica.  Harry ,raggiunto quello che crede essere il professor Piton, si accorgerà che in realtà non è lui ma bensì il professor Raptor, insegnante di difesa contro le arti oscure. Scoprendo che Voldemort si era impossessato del suo corpo e si celava dietro il suo turbante riuscirà a sventare il piano del signore oscuro e a recuperare la pietra filosofale. Rimane  incomprensibile la scelta del film di far fare magie con solo l’uso delle mani a  Raptor quando l’unico mezzo per compierle è utilizzando una bacchetta.

Il primo capitolo della saga cinematografica si conclude trionfalmente per Grifondoro che vince la coppa delle case e lascia lo spettatore a fine film con il sorriso stampato sulla bocca. Nota di merito per il Silente di Richard Harris, che riesce ad emanare quel senso di saggezza e potenza che non verrà mai più replicato dopo la sua morte e dal conseguente cambio di attore.

Voto: 8,5

La pietra filosofale è una trasposizione altamente fedele al primo libro, che sa incanalare tutta la magia della penna della Rowling grazie anche ad una colonna sonora magistrale del maestro John Williams, che rimane impressa nella testa e nei cuori degli spettatori.

Simone - Leviatano
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