Saw X – Recensione

Giunge al decimo capitolo la fortunata saga che segue le gesta del serial killer Jigsaw, trattasi della pellicola più lunga del franchise, con quasi mezz’ora di durata in più rispetto ai canoni abituali. Potete trovare un articolo di recap degli avvenimenti della saga e dei personaggi principali QUI.

Di seguito la recensione senza spoiler del film uscito nelle sale italiane il 25 Ottobre 2023.


Regia e sceneggiatura – un trio di volti noti

Torna alla regia Kevin Greutert, che era stato dietro la macchina da presa del sesto e settimo capitolo, oltre ad essere il montatore di quasi tutti i capitoli del franchise. Alla sceneggiatura troviamo, invece, Josh Stolberg e Pete Goldfinger, giá autori dell’ottavo capitolo “Legacy” e dello spin-off “Spiral”. 

La regia è a mala pena sufficiente, ma tolto il primo film di James Wan, non è che sia mai stata qualcosa di indimenticabile. Anche la sceneggiatura non è stata di aiuto, infatti il voler mettere al centro della vicenda John Kramer ha creato più di qualche cortocircuito, oltre al problema di doversi inserire tra le pieghe del primo e secondo capitolo.


Sinossi e sviluppo – un inedito incipit

Come sappiamo fin dai trailer, un malato John Kramer si reca in Messico per una procedura medica rischiosa e sperimentale nella speranza di una cura miracolosa per il suo cancro, solo per scoprire che l’intera operazione è una truffa per frodare i più vulnerabili. 

Prima di scoprire l’inganno, ci troviamo di fronte ad una parte completamente diversa rispetto a ciò a cui siamo abituati con i precedenti capitoli, abbiamo infatti un ritratto più intimista del protagonista, con gli autori che cercano di farci dimenticare che ci troviamo di fronte ad un serial killer, portando a schermo un semplice uomo malato che cerca di sopravvivere.

Il film ci mette una buona mezz’ora (ecco spiegato il motivo per la durata maggiore rispetto al solito) ad arrivare al culmine, perché deve settare un mood diverso della storia rispetto al passato, il tutto, infatti, è incentrato come non mai sull’uomo John Kramer.

Nella seconda parte si inizia a fare sul serio, John “esce di scena” ed entra Jigsaw con i suoi giochi, non mancano i soliti colpi di scena, che risultano, però, tutti abbastanza prevedibili. Visto che si tratta di un revenge-movie le trappole sono molto più difficili del solito e forse anche sin troppo di breve durata, cambiando un po’ il paradigma del franchise sul fatto che tutti meritano una seconda opportunità

Il finale è abbastanza anticlimatico rispetto al solito, con John che diventa quasi un eroe, in una scelta quantomeno discutibile.

È presente anche una scena postcredit, che si ricollega a vari film precedenti, sia per protagonisti, che ambientazione, ma non aggiungo altro.


I personaggi – John Kramer e poco altro

Tobin Bell torna ad interpretare Jigsaw e non è mai stato così protagonista, con tantissimo minutaggio a schermo rispetto a tutte le precedenti pellicole, nonostante i suoi 81 anni riesce comunque a tirar fuori una buona interpretazione, sia nei momenti di calma della prima parte del film, che nei giochi della seconda parte.

Shawnee Smith interpreta Amanda Young, che abbiamo imparato a conoscere sin dal primo film, nonostante l’ampia presenza nella pellicola, a livello di sceneggiatura la sua presenza incide pochissimo ed è ha un ruolo veramente dimenticabile.

Risulta difficile parlare del resto del cast, sia per evitare spoiler, sia perché risultano per la maggior parte delle macchiette che viaggiano tra il “supercattivo” (sin troppo esagerato, tanto che Jigsaw diventa in sostanza un antieroe), all’anonimo più totale, non essendo, praticamente, mai stati esplorati durante tutta la pellicola. 


Considerazioni finali

Essendo un vero e proprio revenge-movie, incentrato quindi più sulla figura di John Kramer, è venuto a mancare uno dei punti di forza del franchise, cioè, le storie degli altri personaggi coinvolti nella vicenda. In passato, i giochi erano soltanto un pretesto per raccontare la vita di questi ultimi e per mostrare il lato peggiore dell’umanità. Nonostante risulti comunque godibile, la centralità del protagonista, che poteva sembrare prima dell’uscita, come una ventata di aria fresca, si è rivelata alla fine uno dei maggiori difetti del film, costringendo gli autori a trasformare un serial killer in un antieroe, rendendo, in sostanza, le vittime più malvagie del carnefice.


Spazio all’autore: Dopo essere rimasto un po’ spiazzato dalla prima parte della pellicola, con scelte di sceneggiatura che non ho apprezzato in pieno, mi sono divertito nel prosieguo della pellicola a vedere un Jigsaw più vendicativo del solito, per poi trovare il finale un po’ troppo alla “tarallucci e vino”, rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere in passato. Resta comunque, per me, un film godibile, che raggiunge tranquillamente la sufficienza, ma spero che in futuro si possa fare di meglio che rendere un serial killer il “buono” della pellicola. Mattia – Fidia Nerd

6
von 10
2023-10-30T14:00:00+0000
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