Scream 7 – Recensione

Scream 7 segna il settimo capitolo della longeva saga horror nata nel 1996 con il film di Wes Craven, che ha rivoluzionato il genere slasher sarà riuscito questa settimo capitolo a rinnovarsi una volta per tutte?

Dopo i turbolenti problemi produttivi che hanno caratterizzato il percorso verso la realizzazione – tra cambi di cast, riscritture e un ritorno al focus sui personaggi storici il film riporta in scena Neve Campbell nel ruolo iconico di Sidney Prescott, affiancata da veterani come Courteney Cox (Gale Weathers) e David Arquette oltre a nuovi volti e a un cast rinnovato per integrare le dinamiche familiari.

La trama ruota attorno all’emergere di un nuovo Ghostface nella cittadina di Pine Grove dove Sidney ha cercato di costruire una nuova vita, con la figlia al centro del pericolo, costringendola a confrontarsi ancora una volta con i fantasmi del passato. Alla regia vi è Kevin Williamson, storico sceneggiatore della saga e qui al debutto alla regia, un salto netto che si sente ma non in chiave del tutto positivo perché le scene slasher seppure ben fatte non hanno la stessa forza delle due precedenti pellicole.

Il grande punto di forza resta la maschera di Ghostface: non appena appare sullo schermo, genera immediatamente quel mix perfetto di paura, suspense e adrenalina che ha reso iconico il killer. Le scene con la sua presenza mascherata funzionano alla grande, conservando il classico stile Scream fatto di inseguimenti, telefonate inquietanti e colpi di scena.

Il film segue fedelmente, forse troppo, i canoni consolidati della saga tra cui omicidi elaborati, riferimenti al cinema horror, dialoghi autoironici e in questo senso risulta confortevole per i fan di lunga data. Tuttavia, proprio questa fedeltà ai cliché diventa anche il suo limite e verso il finale emerge una certa stanchezza, come se il film si sforzasse di essere tradizione e innovazione senza riuscire davvero a introdurre elementi freschi o sorprendenti. Le novità introdotte nuovi protagonisti come l’ottima Isabel May che interpreta Tatum dinamiche familiari e qualche twist non bastano a rinnovare davvero la formula, che appare ormai stanca dopo trent’anni.

Il momento in cui la tensione cala maggiormente è quando Ghostface perde la sua aura misteriosa, la rimozione della maschera e la rivelazione del killer (o dei killer) dietro di essa risulta alla fine improbabile, forzata e poco convincente. Spezzando quel senso di minaccia costante che rendeva i primi film così efficaci.

Scream 7 svolge decentemente il suo compito ma giunti al 2026 Ghostface è più stanco che mai e necessita un cambio di passo netto per il futuro.

Spazio All'autore : Scream 7 mi ha divertito e intrattenuto come tutti i film della saga hanno sempre fatto ma questa volta tra il bruttissimo finale e il peso dei 30 anni hanno reso Ghostface più stanco che mai e temo che serva rivoluzionare la saga una volta per tutte Simone – Leviatano

6
von 10
2026-02-26T17:00:00+0000