Silver Surfer: Parabola – Recensione

Cosa poteva nascere, alla fine degli anni ’80, dalla collaborazione tra uno dei massimi esponenti del fumetto statunitense, il leggendario Stan Lee e il celebre illustratore di spicco della Nona Arte europea Jean “Moebius” Giraud? Sicuramente un racconto memorabile. Se poi, come protagonista, troviamo Silver Surfer, uno dei personaggi più affascinanti dell’universo Marvel in una storia poetica, filosofica e profonda, ma soprattutto attuale, allora siamo di fronte ad un capolavoro.

Panini Comics ha recentemente pubblicato per la collana Marvel Must Have la graphic novel Silver Surfer – Parabola, un vero gioiello, nella sua colorazione originale, esaurito da tempo in tutte le altre edizioni. Come al solito l’edizione presenta apparati redazionali forniti dalla casa editrice di Modena, arricchiscono il volume, ripercorrendo la strada che ha portato alla creazione di questo racconto attraverso le parole di entrambi gli autori. Inoltre si possono apprezzare alcune curiosità sulla realizzazione dell’opera e approfondimenti sui protagonisti, oltre ad alcune illustrazioni di supereroi di punta della Casa delle Idee, a cui Moebius ha prestato il suo talento.

La trama

La storia prende luogo in seguito l’esilio sulla Terra impartito da Galactus a Silver Surfer, come prezzo da pagare in cambio della sopravvivenza del pianeta Terra. In un futuro prossimo, il Divoratore dei Mondi è tornato sulla Terra spinto da una fame insaziabile, che non potendo essere assecondata, in ottemperanza al patto suggellato con il suo ex araldo, ha deciso di ricorrere subdolamente ad un’escamotage che gli consenta di sottrarsi a quanto promesso. Infatti, mostratosi in tutta la sua grandezza agli occhi degli abitanti del pianeta, si impone e autoproclama ad essi come nuovo Dio.

Tutti i cittadini sono in preda al panico in città, intimoriti da questo gigante, il cui intento è quello di far distruggere il pianeta dagli uomini in suo nome, in modo da potersene cibare. Seguiranno distruzione e tumulti che i cittadini, volti all’edonismo, scateneranno in nome del nuovo dio. Nel frattempo un irriconoscibile Silver Surfer, nei panni di un mendicante, è alle prese con alcune forze dell’ordine intente ad abusare dei loro poteri.

Inevitabilmente, la paura nei confronti del nuovo Dio e l’inconsapevolezza sull’immensità dei suoi poteri, porta i terrestri a fondare una nuova religione. L’occasione non sfugge al reverendo Colton Candell, che per brama di potere, si dichiara profeta di Galactus e inizia ad accogliere fedeli e a professare la fede della neonata religione. Il distaccato Silverado però, compreso l’inganno ingegnato da Galactus, si erge da solo a difesa dei terrestri contro il gigante, nonostante essi lo etichettino come miscredente. L’obiettivo è quello di far aprire la mente ai cittadini, per far desistere il Divoratore dal suo desiderio di cibarsi della pianeta.

Il lirismo poetico del Silverado

Silver Surfer risulta essere un personaggio molto accattivante perchè si presta molto facilmente a storie profonde, che affrontano temi attuali e sono, soprattutto, pregne di lirismo poetico e riflessioni filosofiche. Il suo modo di essere molto distaccato verso i terrestri, si contrappone a una grande empatia e una notevole nobiltà d’animo, che costituiscono i suoi pregi.

A partire dal titolo di questa graphic novel, “Parabola”, torna il tema religioso molto caro e apprezzato delle prime storie con protagonista il Silverado ideate da Stan Lee e Jack Kirby. Questa lettura vuole mettere in risalto luci e ombre sull’impatto della religione nella vita dell’uomo e su come egli la interpreta e ci si interfaccia. Alcuni fanatici pensano che in nome della religione sia tutto lecito, non rendendosi conto che la fede più alta è quella che devono riporre in loro stessi.

Gli scambi di battute tra i personaggi sono colme di frasi ad effetto, il surfista sembra parlare solo per aforismi che lasciano spazio a riflessioni filosofiche profonde. Nei testi le tematiche principali affrontate sono quelle più care a Stan Lee: l’emancipazione e la ritrovata forza del più debole che prevale sul più forte. Trova spazio tra le righe anche una critica verso il sistema sociale, troppo corrotto e opportunista nei confronti di una popolazione che, nel buio della ragione, è in balia della religione.

Spazio all’autore

Una storia che certamente merita la fama ottenuta, sia per il coinvolgimento di due dei più grandi volti dell’industria fumettistica mondiale, sia per le tematiche affrontate, ma soprattutto per il modo in cui viene proposto al lettore. Ciò che ho apprezzato di più è il modo in cui sono impostati i dialoghi: spingono il lettore a schierarsi a favore della critica mossa dagli autori e a riflettere su quanto siano vicine alla nostra realtà le vicende affrontate. Dall’altro lato della medaglia però, in alcuni casi ho trovato eccessivi alcuni scambi di battute che risultano forzati e ripetitivi e molto più vicini alla Marvel degli anni ’60, che a quella in cui effettivamente ha visto la luce la graphic novel (’88).

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