Soul Eater – Ultimate Deluxe Edition 1

Sebbene familiare e amata dagli ammiratori di lunga data di Atsuhi Ohkubo, Soul Eater potrebbe non essere un’opera così conosciuta alle nuove generazioni di lettori. Un’occasione, questa, per recuperare una storia un po’ folle e particolare, ma molto coinvolgente. Edita da Panini Comics e presentata per la prima volta al Lucca Comics di quest’anno, Soul Eater – Ultimate Deluxe Edition ci riporta nel mondo dark fantasy creato da Ohkubo, che ci accompagna in un viaggio alla scoperta della sua visione dell’animo umano. All’autore, ospite alla fiera per un firmacopie del suo ultimo manga Fire Force, è stata dedicata una mostra a Palazzo Ducale. Una ricca esposizione di tavole originali delle sue opere più famose, illustranti l’approfondito lavoro di world building che ha reso celebre l’artista.

La nuova edizione

Come visto in precedenza per Fullmetal Alchemist, Soul Eater Ultimate Deluxe Edition si presenta in un formato più grande, per essere precisi un 15×21. L’edizione, suddivisa in 17 numeri e dotata di sovraccoperta con alette, si mostra morbida e piacevole al tatto. Nelle 304 pagine del volume troverete i primi sei capitoli dell’opera, corredati di pagine a colori sparpagliate lungo tutto il testo. L’edizione, rilegata attraverso il metodo della brossura fresata (con la colla, per intenderci) risulta facilmente stendibile all’apertura. Forse un po’ troppo: potrete godervi al meglio le tavole, ma se esagerate correte seriamente il rischio di ritrovarvi con diverse pagine in mano. Certamente bella, ma non molto solida.

Benvenuti a Death City

Nevada, viaggiando sotto il ridente sole del deserto. No, la nostra destinazione non è Las Vegas, per perderci come giocatori d’azzardo nelle sterminate sale dei casinò, a caccia della giusta dose di fortuna. All’orizzonte si staglia la sagoma di una città ben diversa, sia nell’aspetto che per i propri occupanti. Molto più simile ad un borgo medievale, ricca di graffiti e architetture a volte insolite, Death City ospita la Shibusen, scuola dedita all’addestramento di giovani armi antropomorfe e dei loro maestri. Seguendo Maka, Black Star e Death the Kid nella loro raccolta di 99 anime malvagie, ci addentreremo sempre più nel mondo di Soul Eater tra Shinigami, streghe, kishin, dottori sadici e un piccolo demone che si atteggia a grillo parlante, solo decisamente più inquietante e malvagio.

Agitare prima dell’uso

Le fonti d’ispirazione di Ohkubo sono quanto mai numerose e varie tra loro. Prendendo spunto dall’opera del maestro Toriyama, da Tim Burton e dalla street art, l’autore fonde in un mix unico ambientazioni e personaggi fuori dal comune. Dai riferimenti ovvi a quelli più nascosti, folklore, letteratura e cinema occidentale si mescolano abilmente con le influenze e i rimandi alla cultura d’origine dell’artista, rendendo il mondo di Soul Eater pazzo, strampalato e fantasioso, dove praticamente ogni cosa risulta possibile. David Lynch, Lovecraft, la mitologia norrena ed ebraica, Mary Shelley, The Blair Witch Project. E molti altri ancora. Amalgamando momenti seri e toni più dark con momenti comici e un po’ di fan service, l’obiettivo del mangaka è quello di creare equilibrio in un mondo folle che tutto sembra avere tranne una parvenza di stabilità.

Il coraggio di affrontare la paura

Follia, paura e coraggio sono tre dei pilastri su cui si fonda tutta la narrazione di questo particolare battle shonen. Quella scintilla di pazzia, che secondo Ohkubo ognuno di noi ha dentro di sé, caratterizza ogni personaggio di Soul Eater in maniera più o meno marcata. Imboccare quella strada è facile perché aiuta a far tacere la paura e a buttarsi nel vuoto, non guidati dalla logica e dalla razionalità, ma dall’istinto puro che rompe ogni freno. Perché abbandonarsi ad essa vi chiederete, quando sai che può distruggerti. Far tacere la voce della paura che non riusciamo a sopportare è la risposta, ma quasi mai questo è il modo giusto per farlo. Eppure piuttosto che affrontare i propri demoni in molti scelgono di soccombervi e lasciarsi trascinare da loro, a dimostrazione di quanto chiunque possa diventare un mostro.

Ognuno dei protagonisti teme qualcosa. Ognuno porta il proprio peso che rischia di schiacciarlo ad ogni passo. Lo scontro, quello vero, non è con i cattivi di turno all’interno della storia, dove c’è ampio spazio per combattimenti adrenalinici e all’ultimo sangue. Avviene molto prima e in maniera più silenziosa, nell’anima di ciascuno. Prima ancora di avere di fronte il nostro antagonista, la nostra paura, dobbiamo trovare il coraggio di guardarlo in faccia e affrontarlo. Quello è il passo più folle di tutti. Il resto si vedrà.

Voto: 7.5

Spazio all’autore

Pur riconoscendone i difetti e le mancanze, Soul Eater avrà sempre un posticino speciale nel mio cuore. La voglia che mi ha trasmesso di scoprire nuove storie in cui risiedesse lo stesso miscuglio di stranezze e follia, è stata ciò che mi ha spinto ad addentrarmi nel mondo dei manga e del fumetto in generale. Negli ultimi 12 anni questa lettura non ha mai smesso di ispirarmi. Credo che il più grande traguardo per ogni artista sia proprio questo e per quanto mi riguarda Ohkubo ha centrato perfettamente il bersaglio.

Margherita -_maggie_r
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