Super Mario Galaxy 1 e 2 – recensione riedizione Switch

Il ritorno tra le stelle

C’è un momento nella vita di ogni nintendaro in cui ti rendi conto che Nintendo ti conosce troppo bene.
Sai che vorresti un nuovo Mario, qualcosa di inedito, che ti ribalti di nuovo come Galaxy fece ai tempi del Wii… e invece, zac! — ti serve lo stesso piatto di 15 anni fa, solo scaldato meglio e impiattato su porcellana Switch.
E tu? Lo compri lo stesso, ovviamente. Perché sì, sei coerente… ma solo quando non c’è un idraulico con la tuta rossa in copertina.

Originalità: il capolavoro che non invecchia mai

Quando Super Mario Galaxy uscì nel 2007 fu una rivoluzione. Il platform che aveva reinventato la fisica, la prospettiva e la gravità. Ogni pianeta un piccolo diorama perfetto, ogni livello un esperimento di level design scolpito nel marmo.
Oggi, rivederlo in 4K fa quasi male: ti rendi conto di quanto Nintendo fosse avanti allora… e di quanto sia prudente adesso.
Perché sì, il fascino c’è ancora, il gioco è sempre un capolavoro — ma la magia dell’inedito, quella sensazione di non sapere cosa ci aspetta al prossimo salto, è roba che nessuna riedizione può davvero restituire.

Wii vs Switch vs Switch 2 – confronto cosmico

VersioneRisoluzioneFrame RateNote
Wii (2007/2010)480p60fpsMiracolo tecnico per l’epoca, design stellare che mascherava i limiti hardware.
Switch (2025 bundle)1080p60fpsPulizia ottima, controlli adattati ai Joy-Con, caricamenti rapidi.
Switch 2 (patch 4K)4K60fpsTexture più nitide, colori saturi, art direction finalmente valorizzata.

Il problema? Nintendo continua a trattare questi remaster come reliquie da museo — e le vende come tali.
Un prezzo più equilibrato avrebbe reso l’operazione quasi impeccabile. Invece resta quella sensazione da “biglietto premium per un viaggio che abbiamo già fatto”.

Grafica

Colori che ti entrano negli occhi e non escono più. Le texture aggiornate e la definizione migliorata esaltano la direzione artistica, senza snaturarla.
Galaxy 2, poi, si muove come un sogno lucido. Peccato solo per l’assenza di veri “wow moment” grafici: nessuna cutscene rifatta, nessun bonus artbook digitale.
Nintendo ci fa volare nello spazio, ma non osa più davvero spingerci nel buco nero dell’innovazione.

Audio

Koji Kondo e l’orchestra restano una sinfonia di nostalgia pura. Gusty Garden Galaxy rimane da lacrima videoludica.
Il mix audio rimasterizzato è pulito, dinamico, e sì, su Switch 2 con cuffie decenti fa venire i brividi.
Nulla da dire: qui non si scherza, l’audio è ancora da Oscar stellare.

Gameplay

Il gameplay resta la punta di diamante.
Nessun altro platform 3D ha mai osato tanto: gravità che ti gira la testa (letteralmente), power-up geniali, sezioni con Yoshi in Galaxy 2 che ti fanno sentire di nuovo bambino.
I controlli via Joy-Con funzionano bene, anche se qualche nostalgico del Wii Remote sentirà la mancanza di quel feeling da bacchetta magica.
Insomma: il gioco è vecchio ma lucidissimo, come un vinile tirato a lucido che suona ancora meglio del digitale.

Nintendo, ascoltaci un secondo…

Il punto è questo: noi non ce l’abbiamo con i remake, ce l’abbiamo con la pigrizia creativa.
Mario merita nuovi mondi, nuove idee, nuovi esperimenti.
Ogni volta che Nintendo si limita a “riproporre”, è come se ci dicesse: “non serve cambiare, tanto ci amate lo stesso”.
E sì, ha ragione. Ma quanto sarebbe bello innamorarsi di nuovo per qualcosa di nuovo?

Magari, chissà, dopo il film e i 40 anni dell’idraulico più famoso del mondo, arriverà Super Mario Galaxy 3.
Lo vogliamo, lo meritiamo, e onestamente… lo aspettiamo con la pazienza di un Toad in coda al kartodromo.

Conclusione

Questa riedizione è come tornare nella tua vecchia scuola e trovare tutto uguale: ti scalda il cuore, ma un po’ ti manca la sorpresa.
Nintendo continua a insegnare al mondo come si fa un platform, ma forse dovrebbe ricordarsi che la nostalgia non basta.
Detto questo, è inutile fingere: Mario è sempre Mario, e il richiamo delle stelle… resta irresistibile.

Spazio all'autore: Lo confesso: sono un nintendaro, e nonostante la mia indole critica, appena vedo Mario e Luigi in copertina il portafogli si apre da solo. Galaxy 1 e 2 restano due gioielli senza tempo, ma forse per il quarantesimo compleanno del baffuto ci aspettavamo un po’ di coraggio in più, un tocco d’inventiva nuova. Alla fine però… Mario è sempre Mario. E questo basta a farti sorridere anche dopo l’ennesima riedizione. Adesso basta teorie, voglio la verità su Rosalinda e Super Mario Galaxy 3. Riccardo – Ruta Ruta

7.5
von 10
2025-10-13T16:00:00+0000