Superman di James Gunn – Recensione no spoiler

Grazie a Warner Bros Italia abbiamo avuto la possibilità di vedere, in anteprima, Superman, prima pellicola del nuovo DCU targato James Gunn.

Di seguito la recensione, senza spoiler, della pellicola uscita nelle sale italiane il 9 Luglio 2025.


Un cuore puro sotto al mantello

Partiamo subito col dire che non è un film perfetto e neanche ci prova a esserlo. Il nuovo Superman apre ufficialmente il nuovo DC Universe al cinema, e lo fa nel modo più audace possibile: restituendo al personaggio ciò che negli anni aveva perso, l’umanità. Non il dio venuto dalle stelle, ma l’uomo che sceglie ogni giorno di fare la cosa giusta, anche quando è difficile.

Troppe cose, troppo in fretta

Il primo atto è caotico, si parte nel pieno dell’azione, con un montaggio frenetico, un’introduzione affrettata e una marea di personaggi che si rincorrono senza un vero spazio per emergere. Alcuni comprimari sembrano usciti di scena prima ancora di entrarci davvero. Si fa fatica ad orientarsi, specialmente per chi non mastica già fumetti o universo DC, ma poi succede qualcosa, il film prende ritmo, trova la sua voce.

James Gunn, nel bene e nel male

Ed è una voce riconoscibilissima: quella di James Gunn. Si percepisce in ogni inquadratura, in ogni battuta tagliente, in ogni trovata visiva sopra le righe. Un tono che può piacere o respingere: prendere o lasciare. Il suo umorismo, rischia di sbilanciare il tono generale, qualche gag viene tirata troppo per le lunghe, la sensazione di cringe ogni tanto si fa sentire, ma non è niente di eccessivo. C’è, anzi, un’energia contagiosa nel modo in cui riesce a rendere vivi anche i personaggi più marginali. Nessuno è davvero inutile, anche chi sembra superfluo riesce ad essere memorabile. Colpisce come il film riesca a essere, più che un “film su Superman”, un “film di James Gunn con Superman”.

Superman, Lois & Lex: che trio!

  • David Corenswet è Superman, ma è soprattutto Clark Kent, un giovane idealista, serio e dotato di una genuina dolcezza. Il suo Superman incarna qualità classiche: è nobile, empatico e sorridente. Certo, non è privo di fragilità e il percorso interiore alla ricerca del proprio posto sulla Terra è proprio il cuore del film.
  • Rachel Brosnahan è una Lois Lane vivace e brillante, spigliata e con grande chimica con Corenswet: basti pensare alla scena dell’intervista (vista nei trailer), tra le più riuscite del film. Un personaggio moderno, determinato, ma forse un po’ sacrificato su trama e spazi narrativi: si sente che Brosnahan meritava qualcosa in più, ed è l’unica nota leggermente sottotono in un duo altrimenti convincente.
  • Nicholas Hoult è Lex Luthor, un Lex moderno: geniale, ossessivo, paragonato ad un imprenditore spietato. È credibile, minaccioso, proprio come dev’essere. Un villain che agisce dietro le quinte giocando su potere e paranoia: efficace, ma anche lui, soffre un po’ per la densità della trama e il poco spazio narrativo concesso.

Superman è Clark, non Kal‑El

Il cuore del film è qui, nella seconda parte. Quando il caos iniziale lascia spazio all’emozione, Superman decolla. Gunn spoglia il mito, toglie il peso della divinità, e ci mostra un Clark Kent fragile, empatico, sincero. Un uomo che sbaglia, che si mette in dubbio, che prova a fare la cosa giusta. Questa scelta di ridimensionamento funziona eccome. Gunn non vuole reinventare il mito, ma riscoprirlo. I lettori di fumetti, va detto, troveranno poche sorprese nella trama. Ma Gunn non ha puntato sullo shock narrativo: ha deciso di sorprendere con l’umore, con l’anima, con il cuore del personaggio. Ed è la scelta giusta.

Una semplicità rivoluzionaria?

Qualcuno obietterà che la morale è troppo evidente, ma in un panorama di eroi cupi e vendicativi, è giusto aver portato in sala un film che parla di gentilezza, purezza e speranza. Il messaggio pacifista e sociale a volte si perde (vedi la sottotrama di Lois), ma il film non vuole dare tutte le risposte: suggerisce un modo diverso di essere forti. Superman non sarà un capolavoro, ma è necessario. Ti lascia con un sorriso addosso, anche se resta qualche domanda. È l’inizio di qualcosa, e, per una volta, quell’inizio profuma di speranza e non è poco, visto a come ci eravamo abituati.

Luci, colori e cani volanti

Sul piano visivo, Superman non sbaglia. La regia è solida, le scene d’azione sono ben coreografate, la fotografia equilibra il solare e l’urbano senza cadere nel grigio anonimo. La CGI regge quasi sempre, ma in certe scene (specialmente spaziali o nei duelli tra super) si percepisce un po’ di fretta, ma è quasi tutto alla luce del sole, quindi va bene così.

Lato colonna sonora, il tema di Williams torna, forse troppo, ma più come dichiarazione d’amore, non nostalgia sterile. Le tracce originali di John Murphy fanno il loro e, in certi momenti, funzionano davvero: brivido, senza manipolare.

E poi c’è Krypto, il cane. Ridicolo? Forse. Ma tenero, ben inserito, e regala leggerezza senza deragliare.

Considerazioni finali

Non convince troppo il primo atto, abbastanza affrettato, confusionario e carico di personaggi che non hanno spazio per emergere. Funziona, invece, il cuore del personaggio, con Superman che torna umano, vulnerabile, ma saldo nei suoi valori, Gunn lo riscopre, non lo reinventa. Funziona il cast principale, con Corenswet che convince, Brosnahan che brilla (anche se avrebbe meritato più spazio) e Hoult come Lex inquietante e moderno e funziona il tono “alla Gunn”, tra gag, ritmo e umorismo sincero.

Spazio all’autore: Questo Superman è solo l’inizio e allo stesso tempo, un esame. Per me è superato, se tiene, sarà la base per il nuovo DCU guidato da Gunn e Safran. Il rischio? Perdere identità nella ricerca della coerenza. Ma se Superman regge, umano, empatico, ottimista, forse stavolta la DC ha trovato la via. Ora resta da vedere se saprà mantenerla. La palla passa a noi, Gunn ha fatto le sue mosse: gentilezza al posto del cinismo, cuore prima dei pugni, un tono fuori dagli schemi. Ci piace questo nuovo filone, o preferiamo gli eroi cupi e impassibili? Io, intanto, sono a bordo, tra dubbi, sorrisi e… un cane che vola. E voi? Mattia – Fidia Nerd

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2025-07-09T10:15:30+00:00