The last of us – Episodio 3 – Recensione

Siamo giunti appena alla terza puntata di The Last of us e la settimana scorsa abbiamo già ricevuto una confortante notizia, vista l’ottima risposta da parte del pubblico, la serie è già stata rinnovata per una seconda stagione, che stando agli autori trasporrà il secondo videogame del franchise. Già ci si prepara all’attesa di Abby.

Segue, come ogni settimana, la recensione senza spoiler dell’episodio trasmesso in esclusiva su HBO (Sky e Now in Italia) dal titolo “Long Long Time”.


Sceneggiatura e regia – un nuovo ingresso

La sceneggiatura della puntata è accreditata al solo Craig Mazin, che dopo un’iniziale carriera come scrittore di film comici e parodistici (tra cui RocketMan e Superhero Movie), è salito alla ribalta del grande pubblico grazie alla sceneggiatura di Chernobylpluripremiata serie sull’omonimo disastro nucleare. Resta comunque il fatto che la storia principale derivi dall’ottimo lavoro effettuato nel videogame da Neil Druckmann.

Questa settimana alla regia troviamo la prima novità, visto che è stata affidata a Peter Hoar, giovane regista prettamente televisivo, che come ultimo lavoro è stato dietro la macchina da presa di It’s a Sin, ma in passato ha lavorato anche per produzioni più conosciute al grande pubblico come il Daredevil di Netflix, The Last Kingdom ed Umbrella Academy. Da segnalare inoltre, per i nostalgici di Fox Italia, la regia di circa un terzo delle puntate di Da Vinci’s Demons.

Regia della puntata molto semplice e delicata, visto il contesto in cui ci si ritrova, con un uso delle musiche come grande punto di forza. Non manca qualche tocco di fino che rende il tutto più armonioso, soprattutto con l’avanzare degli anni di ciò che viene mostrato a schermo.


La storia – un lungo flashback

Ci troviamo a 16 km ad Ovest di Boston in una parte iniziale con Joel ed Ellie che funge da pretesto per raccontare, in un lungo flashback, la storia di altri due sopravvissuti alla pandemia. Questo inizio, anche se in maniera diversa rispetto i prologhi delle precedenti due puntate, porta a conoscenza lo spettatore della versione in voga tra i sopravvissuti su come sia iniziata la pandemia, raccordando praticamente quanto visto nei precedenti due episodi.

La narrazione si sposta quindi su due nuovi personaggi, i famosi Bill e Frank che i protagonisti devono raggiungere, mostrandoci con il passare degli anni cosa è accaduto loro dopo lo scoppio della pandemia, in un racconto armonioso e toccante per lunghi tratti, che all’inizio sembra non avere senso nella trama generale, ma, ovviamente, il tutto è studiato per arrivare ad un finale che sarà molto utile a Joel, per rimarcare qual è il suo ruolo in questo mondo.


Comparto tecnico

Il comparto tecnico prosegue sempre ad un buon livello, con delle scenografie, soprattutto nella prima parte, che ti fanno immergere nel mondo dei protagonisti. Successivamente è il trucco a farla da padrone, con un invecchiamento dei personaggi di Bill e Frank, con il passare del tempo, riuscitissimo. La musica resta comunque il leitmotiv del prodotto, mai banale e sempre funzionale alla storia.


Considerazioni finali

La puntata, se possibile, viaggia ad un ritmo ancora più lento rispetto alla scorsa (QUI la recensione), con un episodio di durata molto superiore, con pochissime scene action, ma la storia è di fondamentale importanza per il prosieguo, soprattutto per Joel.


Spazio all'autore: Sicuramente non è una delle puntate che ci si aspetterebbe in una trasposizione di un videogioco horror/adventure, ma The last of us è sempre stato più di questo. A livello seriale l’episodio funziona benissimo ed aiuta il protagonista a fare un passo in avanti sia a livello emotivo, che concreto, con una presa di coscienza sull’obiettivo da raggiungere. Nonostante la lunga durata dell’episodio, sarei in difficoltà a scegliere delle parti da tagliare, perché i due protagonisti della vicenda meritavano il giusto spazio, ma non mi sorprenderei, anche per questo motivo, che diventi l’episodio più divisivo delle tre puntate rilasciate finora e chissà, alla fine, dell’intera stagione. Mattia – Fidia Nerd

8
von 10
2023-01-31T17:00:00+0000
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